Bologna: verso la tabula rasa al carcere del Pratello
- venerdì, 20 gennaio 2012, 13:09
- Cronaca, Primo Piano
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Dopo la sostituzione dei vertici, dovuta allo scandalo delle scorse settimane, l’Amministrazione Penitenziaria ha disposto il trasferimento anche di tutto il rimanente personale del carcere del Pratello. Critici i sindacati.
Dopo lo scandalo delle ultime settimane, dovrebbe essere in arrivo il completamento della tabula rasa al carcere minorile del Pratello di Bologna. Con una decisione definita una “deportazione di massa” dal Sappe, il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria avrebbe deciso, oltre il trasferimento e la sostituzione già compiuti dei vertici della struttura, anche quello di 27 operatori, avviando la chiamata di due ispettori, tre soprintendenti e di 22 agenti per sostituire la gestione precedente. Questo anche se date le attuali normative che impongono tra l’altro la motivazione dei trasferimenti non è detto che la rivoluzione si compia davvero del tutto. Il maxi -trasferimento si pone in ogni caso come fase due dell’opera di rinnovamento del Pratello che segue il trasferimento del vertici dello scorso dicembre. Il nuovo direttore del Centro, il nuovo direttore della Penitenziaria e il nuovo direttore del carcere avevano fatto presente che la loro opera avrebbe potuto non compiersi del tutto se fosse rimasto il vecchio personale, abitutato alla precedente gestione. Una gestione definita “sommaria e superficiale” dall’ispettore Francesco Cascini e segnata da un comportamento degli operatori sganciato dalle regole. I presunti abusi e le lesioni subiti dai detenuti a opera degli agenti che diededero il là allo scandalo sono al centro degli accertamenti della magistratura bolognese, assieme ai presunti reati, fra cui figurerebbe anche un caso di violenza sessuale, commessi da diversi detenuti ai danni di altri di loro. Sul caso del trasferimento è intervenuta in queste ore anche la CGIL che ha parlato sostanzialmente di misura che non fa giustizia perché indiscriminata.
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