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Bologna: riparte il “Jazz Festival”

S’inaugura sabato 13 novembre la quinta edizione di Bologna Jazz Festival, certamente la più importante e ricca di eventi del primo lustro, dopo le sedici indimenticabili edizioni degli anni ’50, ‘60 e ‘70 che resero Bologna primario punto di riferimento per la diffusione del jazz in Italia.

Pur non trascurando le origini felsinee, il Festival quest’anno si allarga a comprendere anche i teatri e i club di Modena e Ferrara, adottando lo stesso modello collaudato e vincente di Bologna e proponendo un numero sempre più elevato – sia quantitativamente che qualitativamente – di concerti e di luoghi coinvolti.

Sabato 13, il primo appuntamento è con il quintetto della vocalist Stefania Tschantret, che presenterà al Take Five Genuine Music Club di Bologna il suo nuovo disco “Love For Sale”.

Sul versante delle grandi stelle internazionali, alle ore 21.15 a Modena (Auditorium Forum Monzani) si esibirà una delle più longeve Big Band del jazz, la Count Basie Orchestra, band fondata 75 anni fa da William “Count” Basie, che continua, dopo decadi, a mietere successi. Diretta da Dennis Mackrel, la Count Basie Orchestra ospiterà la vocalist Carmen Bradford.

Alle 21.30 a Ferrara, si esibirà il trio del giovanissimo Gerald Clayton, rising star del pianismo jazz internazionale, accompagnato da Harish Raghavan al contrabasso e da Dana Hawkins alla batteria.

Conclude la prima giornata di festival, il concerto di Federico Stragà, che dopo dieci anni dal successo del “tormentone” estivo (estate 2000) L’austronauta, si cimenta con il repertorio di Frank Sinatra.

Tutte le informazioni sul programma e sui biglietti sono disponibili al sito www.festivaljazzbologna.it.

ore 21.15 – MODENA – Auditorium Forum Monzani

The legendary world famous
COUNT BASIE ORCHESTRA
directed by Dennis Mackrel
special guest vocalist Carmen Bradford
 
Dennis Mackrel, direzione – Carmen Bradford, voce
 John Williams, sax baritono** – Doug Lawrence, sax tenore – Doug Miller, sax tenore – Marshall McDonald, sax alto – Cleave Guyton, sax alto – David Keim, trombone – Clarence Banks, trombone** –
Alvin Walker, trombone – Mark Williams, trombone – William “Scotty” Barnhart, tromba – Michael P.Williams, tromba – Freddie Hendrix, tromba – Derrick Gardner, tromba – Tony Suggs, piano – James Leary, c.basso** – Marion Felder, batteria – Will Matthews, chitarra
 
Chi assiste ad un concerto della Count Basie Orchestra si mette in ascolto dell’abc del linguaggio jazz, dello swing più coinvolgente che si possa ascoltare.
William Basie, nacque nel New Jersey e crebbe nella New York dell’era dello swing, quando le orchestre jazz riempivano le sale da ballo. Alla fine degli Anni Ruggenti, il giovane pianista Bill Basie si unì alla Benny Moten Orchestra e pochi anni più tardi, con la morte improvvisa di Benny Moten, fu promosso band leader. Nacque così la Count Basie Orchestra, la cui popolarità crebbe rapidamente sia negli Stati Uniti che in Europa, grazie a un contratto con la Decca, ai numerosi passaggi radiofonici, alle apparizioni in vari film nel dopoguerra e alle incisioni sui “nuovi supporti” Hi-fi LP con celebri voci come Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Joe Williams, Tony Bennett e Frank Sinatra. La Count Basie Orchestra, è la più longeva delle Big Band, in attività da ben settantacinque anni: l’orchestra attuale è composta da 19 musicisti decisi nel perpetrare il sound di questa “istituzione americana”. Alcuni membri sono nuovi, ma sono ancora molti i componenti originali selezionati dallo stesso Count Basie, e la band continua, dopo decadi, a mietere successi, premi e riconoscimenti di ogni sorta.
Oggi la Count Basie Orchestra è la diretta discendente delle leggendarie big bands guidate da Count Basie e ne continua il sound caratteristico, attraverso un repertorio di grande impatto. Richiestissima in tutto il mondo, l’orchestra, oggi diretta da Dennis Mackrel, è ora formata da 18 elementi. Alcuni di questi già con lo stesso Basie, altri scelti appositamente dallo stesso pianista, scomparso nel 1984 (**).
Nella sua storia la CBO ha vinto un totale di ben 17 Grammy Award, sia da sola (migliore jazz performance) che dietro grandi ospiti (Rosemary Clooney, George Benson, Joe Williams, The Manhattan Transfer, The New York Voices, Tito Puente). Innumerevoli le sue partecipazioni a festival e i concerti nelle sale più prestigiose in giro per il mondo.

ore 19.30 – BOLOGNA – TAKE FIVE
STEFANIA TSCHANTRET JAZZ 5ET
presenta il disco LOVE FOR SALE

Stefania Tschrantret, voce
Luca Mannutza, pianoforte – Lucio Ferrara, chitarra – Nicola Muresu, contrabbasso – Nicola Angelucci, batteria 

Cantante duttile, capace d’incantare la platea con la sua innata eleganza, la bolognese Stefania Tschantret è un’artista poliedrica che si è confrontata con il teatro, la televisione, la radio e la danza. Cantante e ballerina con Andrè De La Roche nel musical On Broadway All That Jazz dedicato a Bob Fosse, la Tschantret ha recitato nei maggiori teatri italiani testi di famosi autori (da Oscar Wilde a Shakespeare) ed è stata anche speaker alla radio.
Stefania ha studiato canto con la vocalist afroamericana Barbara Louis Hurt e con il tenore Oslavio Di Credico dai quali ha imparato il rigore e il rispetto per il suo strumento e la capacità di affrontare repertori molto vasti, dal soul al funky, dalla musica classica al jazz, che rimane a tutt’oggi la sua più grande passione.

Love for sale è il titolo del nuovo CD che Stefania Tschantret presenterà al Take Five nell’ambito di Bologna Jazz Festival. Nel disco accompagnano la vocalist il batterista Ulysses Owens (nominato ai Grammy), il pianista Antonio Ciacca (direttore artistico al Dizzy’s di New York), il sassofonista Stacy Dillard, il bassista Kengo Nakamura (già parte del trio di Wynton Marsalis) e il chitarrista Lucio Ferrara. Nei concerti bolognesi la cantante sarà accompagnata da Luca Mannutza al pianoforte, Lucio Ferrara alla chitarra, Nicola Muresu al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria.

Luca Mannutza si avvicina alla musica giovanissimo grazie al padre e nel 1974 inizia privatamente lo studio del pianoforte classico per diplomarsi, diciottenne, al Conservatorio di Cagliari. Dopo aver militato in gruppi rock e fusion, “incontra” il jazz nel 1990: la sua attività jazzistica cresce a partire dal 1992 grazie alla collaborazione con il sassofonista argentino Hector Costita e il trombettista newyorchese Andy Gravish. Vincitore di numerosi premi (fra i quali Premio Urbani 2002), è membro degli High Five, del quartetto di Roberto Gatto e dirige un proprio trio e un quintetto. 
Lucio Ferrara inizia a suonare la chitarra all’età di dieci anni. Trasferitosi a Bologna dalla natia Puglia a diciotto anni, si avvicina alla musica jazz partecipando ai seminari di Barry Harris e si diploma in Jazz presso il Conservatorio G.B. Martini. Nella sua carriera ha collaborato con Lee Konitz, Benny Golson, Antonio Ciacca, Wess Anderson, Joey DeFrancesco, Rosario Giuliani, Marco Tamburini e molti altri. Recentemente ha suonato a New York (Jazz At Lincoln Center) dove ha presentato il suo ultimo CD It’s All Right With Me che vede la presenza come special guest di Lee Konitz.
Nicola Muresu ha iniziato l’attività da professionista alla fine degli anni Ottanta, suonando con diversi gruppi nei Jazz club e ai festival nazionali. Fra le numerosissime collaborazioni, basti citare quelle con Enrico Rava, Lee Konitz, la Big Band di Torino, Antonio Faraò, Giulio Capiozzo, Jimmy Owens, Tony Scott, Steve Lacy, Art Farmer, Benny Golson, Steve Grossman, Gerry Bergonzi. Ha inciso diversi dischi con musicisti italiani e stranieri in qualità di sideman.
Nicola Angelucci è stato definito da Benny Golson “il miglior batterista con il quale ho suonato in Europa”. Sideman di molti tra i più interessanti leader del Jazz (Benny Golson, Steve Grossman, Sonny Fortune, Wess Anderson, Jim Rotondi, John Hicks), è stato membro del trio di Enrico Pieranunzi, del “live tour” 2008 di Mario Biondi e attualmente fa parte di diversi progetti.

ore 21.30 FERRARA, IL TORRIONE
GERALD CLAYTON TRIO
Gerlald Clayton, pianoforte – Harish Raghavan, contrabasso – Dana Hawkins, batteria

Gerald Clayton è nato nel 1984 in Olanda e si è trasferito negli Stati Uniti ancora bambino. Nonostante la giovane età, Gerald ha già ricevuto numerosi premi: ha vinto il Music Center Spotlight Awards nel 2001, è stato nominato vincitore del premio assegnato dal National Foundation for the Advancement of the Arts (NFAA), ha ricevuto un premio dal Music for Youth Foundation e ha conquistato il Shelley Manne Award come giovane artista emergente dalla Los Angeles Jazz Society. Nel settembre 2006, Gerald è stato il secondo classificato alla prestigiosa Jazz Piano Competition del Thelonious Monk Institute. Clayton è cresciuto in una famiglia di musicisti – suo padre è il bassista/compositore John Clayton e suo zio il sassofonista Jeff Clayton – e ha potuto ascoltare fin da piccolissimo, una grande varietà di stili musicali. Dopo aver studiato piano classico, piano jazz e composizione, in poco tempo si è affermato come uno dei più interessanti talenti del jazz americano: a soli ventisei anni Gerald ha già suonato con musicisti del calibro di Benny Green, Mulgrew Miller, Kenny Barron, Clark Terry, Lewis Nash e Roy Hargrove.

ore 22.30 MODENA, CAFFÈ CONCERTO
FEDERICO STRAGÀ CANTA FRANK SINATRA
Federico Stragà, voce – Matteo Alfonso, pianoforte – Edu Hebling, contrabbasso – Mauro Beggio, batteria

Federico Stragà nasce a Belluno nel 1972 e inizia a cantare e suonare la chitarra a sedici anni. Nel 1997 si presenta la sua prima grande occasione: partecipa a Sanremo Giovani, dove presenta “La Notte di San Lorenzo”. Nel 1998 si esibisce fra le nuove proposte al Festival di Sanremo con il brano Siamo noi e stipula il suo primo contratto discografico con BMG. Poco tempo dopo esce il suo album d’esordio, prodotto da Bruno Tibaldi e Mara Majonchi. Nel giugno del 2000 il suo singolo L’Astronauta che precede l’uscita del suo secondo album, diventa un tormentone estivo. Nel 2003 ritorna a Sanremo con il brano Volere volare in cui duetta con Anna Tatangelo.
Nel 2001, ascoltando per caso un vecchio disco di Sinatra, Stragà scopre una passione che lo spingerà a cimentarsi in un genere molto lontano da quello interpretato fino allora, stregato per la prima volta dal fascino dello swing. Da questo percorso nasce Federico Stragà canta Frank Sinatra (prodotto con il contributo dell’Imaie e distribuito da Egea Music), l’omaggio a una delle più grandi voci che la storia della musica jazz abbia mai conosciuto. Il progetto si ispira all’album di Sinatra Live in Paris del 1962, riproponendone alcuni brani senza rielaborazioni.

Il quartetto è di grande effetto: è capitanato dalla voce corposa e disinvolta di un inconsueto Federico Stragà accompagnata da alcuni dei migliori jazzisti italiani, e impegnato in un repertorio di classici quali Fly me to the moon, I’ve got you under my skin, Come fly with me, My way, Mack the knife, New York New York, The lady is a tramp, A foggy day, On the sunny side of the street.


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Tommaso Costa

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