Il Cardinale Caffarra: certi canti “mai più” a messa

caffarraGli affezionati rimarranno forse delusi ma canti come “Osanna eh” e “Alleluia la nostra festa” in quanto teologicamente errati potrebbero presto scomparire dalle Messe celebrate nell’Arcidiocesi di Bologna. Con essi rischiano di essere banditi dai piedi dell’altare anche una serie di canti appartenenti a quella categoria definita dal cardinale Carlo Caffarra “ canzoni sciatte che in Chiesa non devono più esserci” nel libro intervista di Alessandra Borghese”. Canzoni contenute in un repertorio fatto compilare all’ufficio liturgico della diocesi accanto al quale il cardinale ha scritto le parole “mai più”. “ L’obiettivo del Cardinale – ha spiegato il provicario generale, mons. Gabriele Cavina, non è quello di modificare i canti liturgici ma quello di escludere i canti che liturgici non sono e che spesso finiscono all’interno della liturgia”.
Non tutti i classici verranno esclusi. Se infatti finiranno all’indice canzoni che trovano le loro origini nella musica leggera o in quella rock, potranno continuare ad essere intonati quelli che pongono le loro radici nei salmi come “ Su ali d’Aquila”. Attenzione verrà posta anche alle musiche visto che, come spiega sempre mons. Cavina “i testi vanno cantati e devono avere una melodia in sintonia con la celebrazione e il ritmo della celebrazione non è certo quello rock o metallico”.
Nel repertorio dovrebbero trovare posto anche canti come “Scende la sera” purché non utilizzato per accompagnare la messa mattutina e “Dove è carità e amore”. E se qualche dubbio potrebbe riguardare il testo di “Stella Polare”, i fedeli non dovranno rinunciare ai canti dedicati alla Madonna di San Luca e a “Gesù Signore” scritta dal cardinale Giacomo Biffi in occasione del congresso eucaristico del 1997.


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