Bologna, fuori dal Cie la donna che aveva denunciato stupri e violenze
- giovedì, 1 dicembre 2011, 12:15
- Cronaca, Primo Piano
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Ventuno e cinquanta. Questa l’ora in cui Adama ha lasciato il Cie di Via Mattei a Bologna. Nel centro di identificazione ed espulsione Adama è rimasta rinchiusa per te mesi, da quella sera del 25 agosto, quando ha denunciato alle forze dell’ordine di essere stata stuprata e violentata dal suo compagno a Forlì. La donna senegalese però non aveva un regolare di permesso di soggiorno e in quanto clandestina è stata trasferita nella struttura alla periferia di Bologna. Il suo aguzzino, invece, un connazionale in regola con i documenti ha fatto perdere le sue tracce.
La vicenda della donna era finita anche sul tavolo del ministro del interno, Anna Maria Cancellieri , che ha avviato una scrupolosa verifica..
Adama è stata liberata grazie al permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale concesso dalla Procura di Forlì, ha spiegato Andrea Ronchi, l’avvocato che ha seguito il caso, denunciato alla vigilia della giornata contro la violenza sulle donne dalle associazioni Migranda e Trame di terre. Adama , sostenuta dalle Casa delle Donne di Bologna, potrà ora intraprendere un percorso di protezione
La donna ha raccontato di essere stata vittima per anni del suo ex compagno. Botte, minacce e violenze si sono ripetute fino a quella sera di fine agosto in cui, dopo essere stata ferita con un coltello alla gola e ad un braccio, si è rivolta alle forze dell’ordine. I carabinieri, però hanno solo potuto appurare che la donna, capace di esprimersi solo nella sua lingua, era irregolare. Una condizione che l’ha trascinata al Cie. In ottocento avevano già firmato gli appelli per la sua liberazione.
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