Bisoli: “Gillet il mio primo nome, Antonsson quello di Bagni. Ramirez? Se partisse mi piacerebbe Diamanti ”

Intervista all’allenatore del Bologna, Pierpaolo Bisoli, nel corso di Tempi Supplementari, in onda su Telecentro – Odeon TV e condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto

Mister, oggi Salvatore Bagni ha dichiarato che Gillet e Antonsson sono vicini. Ci può descrivere questi due giocatori? Le piacciono?
Sono due giocatori che, da subito quando ci siamo messi a discutere su chi doveva arrivare, sono stati i primi nomi che sono stati fatti: io quello di Gillet e Salvatore quello di Antonsson. Si tratta di due giocatori importanti e con esperienza. Gillet gioca in Italia da 12 anni ed è un portiere che mi è sempre piaciuto per la tranquillità che trasmette alla squadra mentre Antonsson l’ho visto giocare durante i preliminari di Champions League contro il Chelsea: ha quindi anche esperienza internazionale. Da subito hanno manifestato entusiasmo nel venire a Bologna, in una piazza importante. Non so se abbiano già firmato, ma sono due giocatore comunque molto vicini e che rientrano nel target di quelli che devono arrivare a Bologna: grande entusiasmo, voglia di lavorare e mettersi a disposizione di un gruppo che vuole dimostrare di fare bene e rappresentare la tifoseria, che è sempre vicina alla squadra.

Gillet lo conosciamo bene mentre Antonsson meno: che tipo di giocatore è?
E’ un difensore centrale che gioca sia a destra che sinistra. E’ molto alto, un grande colpitore di testa e ha un discreto piede. Guida la difesa e gioca molto sull’anticipo, e da questo punto di vista bisogna stare attenti perché in Italia si trovano giocatori abbastanza furbi. E’ uno che non ha paura di andare ad affrontare l’uomo in zona alta: nelle partite in cui l’ho visto andava anche a prendere l’attaccante verso il centrocampo. E’ un giocatore che, quindi, dev’essere anche bravo nell’uno contro uno. 1

Per quanto riguarda l’attacco circolano i nomi di Caracciolo e Janko, quindi una prima punta di peso. Lei ha qualche preferenza particolare per quanto riguarda il partner in attacco di Di Vaio? Quale si può definire l’obiettivo numero uno?

Nel mercato ci sono anche parametri che sono facili da sovvertire: un giocatore un giorno è un obiettivo e il giorno dopo diventa inarrivabile: noi dobbiamo anche stare attenti alle nostre casse e al fatto che chi viene a Bologna deve farlo non perché si sente una prima scelta ma perché deve sposare un progetto
Sono due giocatori che hanno caratteristiche simili: alti, coprono bene la palla, danno punti di riferimento alla squadra e non sono statici, perché nonostante la stazza si muovo molto. Sono due giocatori che si adattano bene con Di Vaio perché non devono solo dare punti di riferimento ma anche muoversi. Si tratta di due giocatori importanti. Caracciolo lo consociamo di più perché nel campionato italiano ha dimostrato di saper fare i suoi gol ed è già rodato per il nostro calcio. Di Janko ne parlano tutti strabene. Io l’ho visto solo una volta, negli anni ha comunque sempre fatto gol. Sono due giocatori che, in questo momento, hanno anche dei costi elevati e in questo momento bisogna essere oculati e fare valutazioni: ci penserà la mia società, con Bagni, il presidente e il vicepresidente, a cercare di trovare quello più giusto da far venire Bologna. Queste sono le due scelte: poi non è detto che ci si possa arrivare.

Dal punto di vista tecnico, anche a lei piacerebbe una prima punta con quelle caratteristiche da affiancare a Di Vaio?
Nel campionato italiano è importante avere un giocatore con quelle caratteristiche. Ci sono momenti in cui le squadre si chiudono, e avere un ariete è importante per cercare di portare via due giocatori nell’area avversaria. Nel calcio di serie A, in Italia, sono caratteristiche importanti: in altri campionati magari queste caratteristiche non sono fondamentali.

Ramirez è stato più volte confermato dalla società, salvo che nei suoi confronti arrivino offerte irrinunciabili. Vista anche la presenza in rosa di Gimenez, si può escludere l’arrivo di una punta esterna o è un tipo di giocatore che lei vorrebbe comunque?
Innanzitutto, i giocatori secondo me devono essere molto duttili: io mi devo adattare a loro, ma anche loro, in certe partite, si devono adattare a dei meccanismi: la punta esterna potrebbe essere considerata la classica seconda punta.
Ramirez è un giocatore che può giocare con due o tre punte davanti: ovvero in un 4-2-3-1. E’ un giocatore su cui io punto fortemente e deve rimanere, a meno che non arrivi un’offerta che per il bene del Bologna sia irrinunciabile. Io comunque ci punto perché è un giocatore con delle caratteristiche importanti e nel calcio attuale avere un trait d’union tra centrocampo e attacco è fondamentale. A lui non deve interessare tanto il discorso di punta centrale o punta esterna: lui deve farsi trovare tra le linee e poi mandare in porta le punte che, indifferentemente, possono essere due o tre.

Come esterno vedrebbe bene Guberti?
Io gioco senza esterni. Il modulo iniziale del Bologna, per le caratteristiche dei giocatori che ci sono in rosa attualmente, è il 4-3-1-2. Un esterno di ruolo, che sappia fare solo quel ruolo lì, a me non personalmente non serve: e neanche al Bologna serve. Poi in certe partite alcuni giocatori, come ad esempio Della Rocca e Casarini, potrebbero giocare esternamente per esigenza: ma io non posso snaturare le caratteristiche dei giocatori per avere un 4-4-2.

Nel caso se ne andasse Ramirez, un giocatore come Diamanti le piacerebbe?
Certo. Stiamo parlando di un giocatore che 5-6 anni fa, quindi in tempi non sospetti, avevo già proposto al Bologna ed era stata fatta un’amichevole quando allenavo il Prato. E’ un giocatore di una caratura importante e anche quest’anno, in una stagione sfortunata come quella che ha avuto il Brescia, ha fatto nove gol. Ha qualità importanti e un valore importante. Se dovesse andare via Ramirez,potrebbe essere nella rosa in cui andremo a scegliere.

Una delle lacune del Bologna degli ultimi anni, Adailton a parte, è stata l’assenza di uno specialista dei calci piazzati. Chi è al momento lì indiziato numero uno in questo senso?

Non è facile trovare specialisti, e al momento non ho sott’occhio i giocatori del Bologna ventiquattro ore su ventiquattro. Di Vaio, ad esempio, qualche punizione la può calciare bene e Morleo ha un buon sinistro. Bisogna lavorare su questi e su quelli che arriveranno. Già in rosa avere Morleo e Di Vaio non è male Da allenatore, ho anche subito un gol da Morleo. Ha un bel tiro secco e anche preciso: con un tocco e tiro, non di prima.

Per la prossima stagione, Gimenez può essere un giocatore in grado di rappresentare un’alternativa importante, a fronte di un paio di campionati in cui ha avuto qualche difficoltà?
Gimenez è un giocatore del Bologna e, se rimane, dovrà dimostrare di essere un giocatore importante. Per me, quello che è stato viene dimenticato, nel senso che tutti devono mettersi a disposizione del Bologna: quindi può essere un giocatore con delle qualità che possono fare al caso nostro. Però nel mercato ci potrebbe anche essere qualcosa per cui lui potrebbe anche voler andare via. In questo momento è comunque un giocatore del Bologna a tutti gli effetti, considero che potrebbe venire in ritiro e quindi deve mettersi a disposizione mia e del gruppo per dimostrare le caratteristiche che ha: che sono secondo me quelle di seconda punta, puntando l’uomo e cercando un po’ di più la porta, che a mio avviso cerca poco. Deve essere un po’ più concreto

E’ già stato definito il calendario delle amichevoli estive?
Le date sono già state stabilite, gli avversari ancora no perché dobbiamo vedere la progressione della difficoltà. Ho sentito di una partita con il Vicenza che quasi sicuramente verrà fatta ad Andalo, mentre dell’Espanyol, di cui si è parlato, non so nulla. Le date sono comunque già stabilite: giocheremo ogni 3 giorni: faremo un grande lavoro ogni tre giorni e il terzo si gioca, faremo tre giorni di grande carico e il terzo si gioca. Mi piace che la squadra cominci ad avere una sua fisionomia giocando.

A lei piacerebbe schierare un regista puro, alla Cigarini?
Cigarini è un buon giocatore. Non ho comunque mai sentito il suo nome per il Bologna e non dimentichiamoci che noi in rosa ne abbiamo due di ‘registi’ davanti alla difesa: Mudingayi e Perez, che nella sua nazionale ricopre quel ruolo. A me piace giocare con un centrocampo a tre per avere più copertura davanti con i due centrali e nello stesso tempo creare la superiorità numerica nella metà campo avversaria.

Qual è il suo giudizio sulla vicenda Viviano?
Nella vita chi fa sbaglia, e quindi non bisogna mai colpevolizzare nessuno. Quando sento delle critiche ingiuste verso chi prova a fare qualcosa di giusto mi dispiace: è sempre facile criticare dopo l’evento, che può essere positivo o negativo. Mi dispiace che in questo momento Pedrelli venga attaccato: nella vita si può sbagliare e si può perdonare. Ha fatto un errore, come a me capiterà di sbagliare nel mandare in campo un giocatore o nel fare una sostituzione, come possono sbagliare gli arbitri o i presidenti. Poi gli errori sui pagano, ma bisogna rimboccarsi le maniche, assorbire il colpo e avere l’entusiasmo per ripartire con grande voglia, che tutti noi abbiamo, dalla società a me e al mio staff e penso anche i tifosi, e dimenticare subito che nel percorso di una squadra ci sono incidenti che possono essere superati con grande unione, sorriso sulle labbra e qualche volta bisogna saper assorbire anche parandosi.

Dal punto di vista numerico quanti rinforzi si aspetta?
Per il bene del Bologna, la rosa non può avere 32 giocatori. Io ho chiesto 20 giocatori, esclusi i portieri. Poi se mi manca qualche giocatore devo essere bravo io nel cercare di portare su qualcuno della Primavera, perché il settore giovanile è importante. Devo essere in grado di cominciare a far annusare l’erba dei grandi anche a qualcuno della Primavera. Ma il Bologna non può avere 32 giocatori sotto contratto, altrimenti si creano i problemi che ci sono stati negli ultimi anni.rtmp://telesanterno.vod.weebo.it/vodservice/20110627_50.flv




Matteo Fogacci

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