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Biotestamento: botta e risposta fra la stampa diocesana e la Rete Laica

BIOTESTAMENTO“L’istituzione di un registro sul ‘fine vita’ non risponde a un’esigenza di cui si devono fare carico gli enti locali”: lo afferma Bologna Sette, supplemento domenicale del quotidiano cattolico Avvenire curato dall’Arcidiocesi, sottolineando che “sarà votata a breve in Consiglio comunale la proposta di ospitare presso l’anagrafe un registro dei testamenti biologici”. Nella nota, affidata al giurista Paolo Cavana e intitolata ‘Un testamento che non si addice ai Comuni’, la diocesi guidata dal card. Carlo Caffarra rileva che “sembra l’ ennesima conferma della volontà della principale componente della maggioranza consiliare – qui a Bologna come già avvenuto a Firenze – di essere disposta a strumentalizzare tutto, anche questioni attinenti scelte personalissime dell’individuo, a meri fini di lotta politica interna. Non c’é infatti bisogno di ricordare l’ imminente scadenza congressuale del partito politico che ha presentato questa proposta e le evidenti implicazioni che essa comporta nel posizionamento di alcune sue componenti nel dibattito interno”. Bologna Sette auspica che il Pd cittadino “abbia un sussulto e sappia dimostrare di saper distinguere le ragioni della politica da quelle del rispetto della persona umana, evitando di piegare quest’ultima al desiderio di maggiore visibilità di alcune sue componenti interne”.
Replica il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Sergio Lo Giudice: “L’assenza nel corsivo di osservazioni nel merito, ma solo qualche puntualizzazione di tipo formalistico, sono la miglior conferma della positività della nostra proposta avanzata all’unanimità dal gruppo Pd di palazzo d’Accursio. La proposta si conferma così in piena sintonia con le sensibilità dei bolognesi”.

RETE LAICA BOLOGNA, OBIEZIONI CONTRADDITTORIE
“Il registro dei testamenti biologici serve a permettere a chi non desidera che si pratichino cure lesive della sua dignità di essere umano, come l’alimentazione e l’idratazione forzata, di poterlo indicare e far rispettare dai medici”. Lo rileva la Rete Laica di Bologna, che dieci giorni fa ha depositato in Comune una proposta di delibera popolare per chiedere l’istituzione del registro dei testamenti biologici. La Rete Laica – in una nota – afferma che le “obiezioni pubblicate su Bologna Sette contraddicono precedenti posizioni della Chiesa” e sostiene che “la Conferenza Episcopale Italiana ha cambiato posizione per una questione di potere: intende, attraverso il testamento biologico, reimpossessarsi della gestione delle vite dei cittadini italiani e imporre la propria supremazia alla politica. La Curia di Bologna è inserita a pieno titolo in questo gioco al massacro delle libertà dell’individuo”. “I partiti hanno il dovere loro assegnato dalla Costituzione di non dare spazio alle invasioni nella sfera pubblica di uno stato laico”, aggiunge il portavoce della Rete Laica, Maurizio Cecconi, che annuncia, “tra i molti banchetti per la raccolta firme a sostegno della delibera popolare”, anche uno sotto la sede della Curia per sabato prossimo.

(fonte ANSA).


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