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Basket Nba: perdono sia New York che Toronto

Brutta serata per gli italiani impegnati in Nba. I New York Knicks di Gallinari e i Toronto Raptors di Bargnani e Belinelli hanno sonoramente perso rispettivamente contro Cleveland e Houston.

Cleveland Cavaliers-New York Knicks 124-93
Di fronte a LeBron James i Knicks non riescono proprio a fare bella figura. Ancora una volta la squadra newyorchese incassa un’imbarazzante sconfitta contro il fenomeno che vorrebbe portare nella Grande Mela a partire dalla prossima stagione. Proprio come nel match di inizio febbraio a Cleveland, New York subisce qualcosa come 74 punti nel primo tempo, va sotto anche di 49 lunghezze nella ripresa e alla fine viene sconfitta 124-93. Cleveland deve fare a meno di Shaquille O’Neal il quale, dopo l’operazione al pollice destro, dovrà rimanere al palo fino al termine della stagione regolare per rientrare soltanto nella postseason. Contro New York (priva di Wilson Chandler) però i centimetri di Shaq non servono, Cleveland domina dal primo all’ultimo minuto anche al rimbalzo (alla fine saranno 60 contro i 31 dei Knicks). “King” James mostra subito di essere in serata di grazia e fa venire il mal di testa alla distratta difesa di New York nel primo quarto. Danilo Gallinari non è fortunato, due rapidi falli lo riportano in panchina dopo meno di quattro minuti. Il suo sostituto, Bill Walker, però regala una sorprendente produzione in attacco. Non cambia molto però, i padroni di casa, infatti, fanno quello che vogliono, trovano la retina con nove delle loro prime 10 conclusioni dal campo, e scappano via già a metà primo quarto.

troppa fatica — La difesa in aiuto dei Knicks è davvero imbarazzante, per James e compagni trovare il canestro è fin troppo facile. Cleveland chiude la prima frazione avanti 38-26, tirando con un assurdo 71% dal campo. Due canestri del Gallo, uno dei quali dalla lunga distanza, nel secondo periodo avvicinano i Knicks che però fanno troppa fatica in difesa e vanno ben presto sotto di venti lunghezze. Delonte West, Anderson Varejao e Antawn Jamison non hanno problemi a punire gli errori dei Knicks, LeBron James fa il resto e gli ospiti vanno al riposo sotto 74-48 con la consapevolezza di essere oramai fuori dal match. La ripresa è davvero dolorosa per Mike D’Antoni. Nel terzo quarto la squadra riesce addirittura a giocare peggio che nel primo tempo. I Cavaliers si divertono e con JJ Hickson aumentano il proprio vantaggio rendendo il punteggio davvero imbarazzante per la compagine newyorchese. I Knicks, infatti, oltre a essere incapaci di contenere i Cavs, nel terzo quarto fanno fatica anche in attacco, realizzando soltanto 11 punti. Gallinari firma un canestro dalla media distanza nelle battute finali di una frazione che si chiude con i padroni di casa avanti 101-59. L’ultimo quarto diventa un lungo garbage time. James in panchina scherza con i compagni, le riserve dei Cavs sul parquet, invece, permettono ai Knicks di rendere meno severo il punteggio finale. Rimane in campo anche Danilo Gallinari che gioca con intensità e realizza 10 punti nell’ultimo quarto di un match da dimenticare in fretta. Gallinari: 17 (3/8 da due, 2/5 da tre e5/5 ai liberi) con quattro rimbalzi, un assist e due recuperi in 36’.

Cleveland: James 22 (8/13, 1/4), Jamison, Hickson 17, West 15. Rimbalzi: Jamison 12, Varejao 10. Assist: Williams 10.
New York: Walker 21 (7/9, 2/5), Harrington 18, Gallinari 17. Rimbalzi: Lee 10. Assist: Douglas 6.

Houston Rockets-Toronto Raptors 116-92
Se febbraio si era concluso male per Toronto, marzo inizia ancora peggio. I Raptors tornano a casa dal back to back in trasferta con due ko e il secondo è ancora più pesante del primo. A Houston, sempre senza Bosh, la franchigia canadese crolla 92-116 incapace di fermare il backcourt avversario composto da Aaron Brooks e Kevin Martin, autori di 28 punti ciascuno. E quando il top scorer dei Raptors è Marcus Banks (15 punti con 5/7), terzo play che ha trascorso il campionato metà in panchina e metà inattivo, significa che non c’è stata gara. Bargnani realizza 14 punti e Belinelli 11 in un match in cui il risultato negativo era prevedibile, ma non l’assenza totale di spirito combattivo. La difesa soft di Toronto concede 37 punti ai Rockets nel primo quarto e la sfida diventa subito in salita. Aggiungiamo l’abbandono di Hedo Turkoglu prima dell’intervallo per infortunio alla cavigli e il turno di riposo per l’acciaccato Calderon e ciò che resta è insufficiente a contrastare i padroni di casa. Houston, che non viene da un gran periodo di forma avendo perso 4 delle ultime 5 gare, non si fa sfuggire l’occasione e non ha pietà per gli avversari privi di idee e di energia. Nel primo quarto almeno Bargnani si salva dallo squallore generale dimostrandosi l’unico pericolo serio in attacco e segnando 12 dei primi 18 punti di Toronto. Una schiacciata per il 22-30 aumenta a 14 il bottino personale dell’azzurro, ma nel secondo quarto anche il Mago ai adegua al resto della squadra e raffredda la mano con 0/5 al tiro. Privi di punti di riferimento essenziali, i Raptors si disuniscono contro la solida difesa di Houston e sprofondano a -21 alla fine del primo tempo (47-68).

inguardabile — Il secondo tempo è quasi inguardabile e sempre a senso unico. Con 5’ da giocare nel terzo quarto e un divario di 28 punti entra in campo anche Belinelli, che attualmente nelle gerarchie di Jay Triano occupa l’ultima posizione tra le guardie. Non deve essere facile per il Beli vedere DeRozan sempre in quintetto malgrado la scarsa produttività attuale (0 punti e 0/2 per il rookie a Houston) e i vari Wright e Weems come primi cambi, e doversi accontentare di giocare nel garbage time. Nella sua prima azione personale Belinelli non trova il canestro in penetrazione, mentre i Rockets vanno a +31. Il bolognese chiude il terzo quarto con 4/4 dalla lunetta, quindi segna anche dal campo nell’ultimo quarto, giocando al fianco di Banks, Wright, Evans e O’Bryant. Belinelli chiude con 11 punti e 3/9. Toronto restringe il distacco vincendo il quarto periodo 27-19, ma il risultato finale è comunque pesante. Houston chiude con il 52% da tre (13/25) con 5/8 di Martin e 4/9 di Brooks, mentre David Andersen mette a segno 16 punti con 6/9 dal campo. “Bisogna essere realisti – conclude un rassegnato Triano -. Se tre dei tuoi quattro migliori giocatori non giocano, fai fatica a vincere indipendentemente dall’avversario che devi affrontare. Senza Chris e Jose, due grandi realizzatori, credo che ognuno abbia pensato di dover fare punti e di conseguenza ci sono stati troppi individualismi”. Bargnani: 14 punti (4/13 da due, 2/4 da tre, 0/1 tl), 6 rimbalzi, 1 palla persa in 28’. Belinelli: 11 punti (2/7 da due, 1/2 da tre, 4/4 tl), 1 rimbalzo, 1 assist, 2 palle recuperate in 17’.

Toronto: Banks 15, Wright 13, Jack 11. Rimbalzi: Nesterovic 7. Assist: Jack 6.
Houston: Martin e Brooks 28, Andersen 16, Scola 11. Rimbalzi: Scola 8. Assist: Hayes 8.


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Maurizio Rizzi

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