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Basket Nba: bene New York e Gallinari, male Toronto nonostante un buon Bargnani

I Knicks per una sera sembrano i vecchi Suns di Mike D’Antoni. Segnano a piacimento, non si risparmiano in difesa e danno spettacolo, distruggendo, grazie anche alla straordinaria prestazione di Danilo Gallinari, Phoenix 126-99. Non mancano le motivazioni per Mike D’Antoni che ci tiene a fare bella figura contro la sua ex squadra. I Suns a sorpresa arrivano al Garden con il miglior record della Western Conference ma sono i Knicks a giocare un primo tempo da squadra di vertice. Danilo Gallinari ci mette pochissimo a scaldarsi e con due triple e due schiacciate (scadente la difesa di Phoenix nel primo quarto) a metà frazione è già a quota 10.
Il pick and roll dei Knicks è letale mentre i Suns in attacco perdono troppi palloni. Così il primo quarto si chiude con la squadra di casa avanti 39-28. Cambia poco nel secondo periodo. I Knicks continuano a trovare tiri comodissimi, il Gallo segna a piacimento e Phoenix arranca. L’azzurro realizza dalla media distanza, Hughes intanto dopo un minuto del secondo quarto ha già messo a referto 10 assist. Chandler produce e Gallinari firma un’altra tripla, i Suns però si affidano a Steve Nash e Jason Richardson e provano a tornare in partita, arrivando al -6. Ma quando la corsa dei Knicks sembra arrivata al capolinea, un altro canestro di Gallinari (dopo aver conquistato un rimbalzo offensivo) e la sua quarta tripla di un primo tempo da cinema, riportano i padroni di casa lontanissimi (+13). I Knicks così riescono ad andare al riposo avanti 71-58. Davvero straordinario il primo tempo della truppa di Mike D’Antoni, applaudita a scena aperta dal Garden. Phoenix, è vero, difende solo per modo di dire, ma i Knicks giocano con grande intensità e lottano su ogni pallone.
Primo tempo stellare anche per Danilo Gallinari: 20 punti (con 4/7 da due e 4/5 da tre), con sette rimbalzi e un assist. Phoenix proprio non riesce a ingranare così i Knicks si divertono anche nella ripresa. C’e’ sempre la mano del Gallo che con due triple delle sue porta i padroni di casa al +24. L’azzurro non solo si fa vedere in attacco ma lavora benissimo al rimbalzo e si toglie anche la soddisfazione di piazzare una stoppata da cinema in faccia a Jason Richardson, raccogliendo i meritatissimi applausi del Madison Square Garden. Producono un po’ tutti, da Al Harrington a David Lee, la truppa di Mike D’Antoni gioca con una sicurezza disarmante, facendo venire qualche rimpianto ai propri tifosi. Avesse giocato sempre con questa intensità, il record sarebbe ben diverso. Comunque coach D’Antoni può godersi il successo sulla sua ex squadra e la stupenda prestazione di un Danilo Gallinari versione Dirk Nowitzki. L’azzurro chiude una super performance con 27 punti (4/7 da due, 6/12 da tre, 1/2 ai liberi), 10 rimbalzi, due stoppate e due assist.

New York: Gallinari 27 (4/7, 6/12), Lee 24, Harrington 22. Rimbalzi: Gallinari 10. Assist: Hughes 12.
Phoenix: Nash 20 (7/12, 1/4). Rimbalzi: Dudley 7. Assist: Nash 8.

Toronto incassa il quarto k.o. consecutivo ed evita di uscire tra i fischi, peraltro meritati, del pubblico solo perché Hedo Turkoglu (ancora in ombra) centra un’inutile tripla allo scadere che fissa il risultato finale sul 102-106 e permette agli “esultanti” tifosi di guadagnare un trancio di pizza gratis. Tra i pochi a salvarsi dalla brutta figura c’è Andrea Bargnani, ma la sua doppia doppia (20+11) non basta a superare i Wizards, squadra sulla carta inferiore. Il record di Washington sale a 6-10, e Toronto continua a deludere alla vigilia di tre partite in trasferta in quattro giorni. Marco Belinelli può sicuramente dare di più: la sua è una serata con un paio di spunti positivi (canestro dal perimetro nel primo tempo e tripla dall’angolo per il 75-72 alla fine del terzo quarto), ma anche un paio di errori dall’arco tirati completamente libero nel primo quarto, un contropiede mancato (un avversario gli strappa la palla dalle mani prima del layup) e un paio di turnover. Belinelli ha anche due buone occasioni di tiro in uscita dal doppio blocco, ma è impreciso. Una palla recuperata in difesa si tramuta per un assist involontario per n canestro da sotto di Caron Butler (77-79). Il Beli è uno dei pochi che cerca di velocizzare il gioco dei Raptors, altrimenti noioso e lento ma quando scappa via in attacco dopo un rimbalzo difensivo dei compagni non viene nemmeno visto. Nulla da dire invece sulla prestazione di Bargnani, efficace in attacco e volonteroso in difesa. Il Mago però dopo un primo quarto da 9 punti e 6 rimbalzi e dopo 18 punti all’attivo nei primi tre quarti, inspiegabilmente tira solo una volta nell’ultimo quarto (25-34 per i Wizards), quello che condanna Toronto alla sconfitta. “La loro difesa nel finale ha scelto di restare attaccata ad Andrea sui blocchi. Ecco perché Jose era libero di penetrare e anche Jack ha avuto una buona partita”. In ogni caso i Raptors hanno semplicato la vita alla difesa avversaria, estraniando il Mago dal gioco e distribuendo i tiri tra Jarrett Jack (4/8), il confusionario Bosh (1/6) e il disastroso Turkoglu (1/7) che ha anche buttato via un pallone nell’ultimo minuto. Lo chiamano “Mister ultimo quarto”, ma a Toronto stanno ancora aspettando il Turkoglu risolutore: “Continueremo a dargli il pallone nelle mani e a fargli creare il gioco”, dice convinto Triano. Del turco però preoccupano la sua condizione fisica inaccettabile e la pigrizia difensiva che l’anno scorso nessuno notava perché a Orlando c’era Superman, il miglior difensore della lega, a proteggere l’area. I problemi dei Raptors sono sempre gli stessi: esterni che faticano a contenere le penetrazioni dei piccoli, lunghi in ritardo nelle rotazioni e rimbalzi offensivi concessi. Quando Arenas e Jamison hanno iniziato ad ingranare in attacco e la difesa di Toronto si è concentrata sui due migliori realizzatori avversari, è andato al lavoro sotto canestro Haywood, che ha chiuso con 7 rimbalzi offensivi, ottenuti con i lunghi avversari fuori posizione. Toronto ha concesso ai Wizards 11 punti in più della loro media stagionale. Bargnani pensa che i problemi non siano legati soltanto alla cattiva difesa: “La difesa, ma anche l’attacco. Ci sono momenti in cui ci blocchiamo, non so perché”. Anche Triano non ha saputo dare risposte precise su cosa non funziona nel gioco di Toronto. A chi gli chiede se sia necessario cambiare qualcosa nel quintetto iniziale, risponde che non è quello il problema. Resta il fatto che ci sono evidenti problemi di intesa tra i titolari di Toronto. “Washington è stata brava a trovare aggiustamenti difensivi, ma noi abbiamo comunque avuto buone occasioni di tiro che abbiamo sbagliato. Che cosa ci puoi fare?”. I Raptors attualmente non hanno risposte, ma faranno bene a trovarle in fretta.

Toronto: Bosh 22 (7/22), Calderon 20 (9/12), Jack 18, Turkoglu 13. Rimbalzi: Bosh 14. Assist: Turkoglu 6. Bargnani: 20 punti (6/10 da due, 2/4 da tre, 2/2 tl), 11 rimbalzi, 1 assist, 2 palle perse, 5 falli, 1 stoppata in 35’. Belinelli: 5 punti (1/4 da due, 1/3 da tre), 2 rimbalzi, 2 palle recuperate e 3 perse, 1 fallo in 19’.
Washington: Jamison 30 (12/22), Arenas 22, Butler 19, Haywood 15. Rimbalzi: Jamison 12. Assist: Arenas 9. (fonte www.gazzetta.it)


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Maurizio Rizzi

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