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Baseball: La Fortitudo è campione d’Europa

L’Unipol Fortitudo guarda ancora una volta il baseball europeo dalla vetta. Davanti ad una cornice di pubblico davvero delle grandi occasioni, che solo una piazza come Nettuno poteva riservare, in una partita di rara bellezza, di quelle che fanno bene all’intero movimento del baseball italiano ed europeo, l’Unipol Fortitudo porta a casa la sua quarta Coppa Campioni. L’ultima volta a Barcellona nel 2010, squadra sempre targata manager Nanni, in una partita dal sapore ben diverso contro i tedeschi dell’Heidenheim. Una vittoria che riscatta l’amara sconfitta patita nel 2009 proprio contro il Nettuno sempre sul diamante del Montjuic: quell’anno finì 1 a 0 per la squadra laziale. Una vittoria ed una prova che cancellano le delusioni patite durante lo sfortunato girone di round robin e che sottolinea il valore di una squadra che ha sempre fatto del gruppo la sua vera forza. E’ significativo infatti che sul campo dello Steno Borghese, la Fortitudo abbia schierato un solo straniero (lo storico e monumentale Jesus Matos), presentando una squadra interamente italiana, fatta eccezione per i due oriundi Infante e Castellitto, e soprattutto una squadra che ha un’ossatura giovane: Malengo, D’Amico, Sabbatani, Vaglio, Panerati, D’Angelo, Varin, Barbaresi, Castellitto e il protagonista della serata Leonardo De Donno hanno meno di 25 anni. In campo ci sono anche due veterani delle competizioni europee come Ermini e Liverziani, che in totale hanno disputato ben 5 finali di Coppa Campioni, (2 Ermini con la maglia del Grosseto, 3 Liverziani: 2 con Bologna e 1 con Rimini) non uscendone mai vincitori, fino a stasera.
Protagonisti indiscussi della serata, il monte di lancio, guidato dal monumentale Jesus Matos, che al settimo inning aveva nel braccio soltanto 77 lanci, una media di 11 a inning, a dimostrazione di come sia riuscito a tenere sotto controllo le temibili mazze nettunesi, e in attacco i giovani Malengo e De Donno, entrambi autori di una valida decisiva per la vittoria, gli altri due punti bolognesi sono stati realizzati sfruttando al meglio due errori della difesa laziale. Una menzione speciale va a Nick Pugliese, che è salito all’ottavo inning in situazione di basi piene ed è riuscito a eliminare grazie alla difesa il battitore più in forma del line up nettunese, Renato Imperiali, già decisivo nella semifinale contro Amsterdam vinta 1 a 0 al nono inning dai laziali, e capace di tenere a freno l’attacco nettunese al nono inning mettendo strike out 3 dei 4 battitori affrontati.
Questa vittoria incorona manager Nanni “re di coppe”, fra Coppa Italia e Coppa dei Campioni ne ha vinte ormai ben 4 in 6 anni. Ma non solo, al manager biancoblu va anche il titolo di Allenatore più vincente della storia biancoblu, con all’attivo, oltre le coppe, anche lo scudetto del 2009.
Questa grande vittoria è maturata al termine di un vero e proprio duello sul filo di lana. La prima a passare in vantaggio è stata proprio l’Unipol alla prima ripresa, con due eliminati, il partente Ricardo Hernandez entra in confusione e concede base su ball a Ermini, un singolo a Liverziani e nuovamente base su ball a Castellitto. A basi piene, con Malengo in battuta, un lancio pazzo permette la prima segnatura Unipol realizzata da Ermini. 1 a 0 Unipol. Rispondono subito i laziali al secondo inning: singolo di Giuseppe Mazzanti, singolo di Renato Imperiali, ed errore della difesa sulla battuta di Leonardo Mazzanti. A basi piene Sanna batte una volata di sacrificio su Liverziani che porta a casa Mazzanti. 1 a 1. L’inning si chiude con una bella giocata difensiva dell’Unipol che coglie in ballerina, tra la terza e casa base, sulla battuta di Retrosi, Renato Imperiali.
Al secondo inning Unipol nuovamente in vantaggio, anche questa volta in situazione di due eliminati: colpito Infante, che ruba poi la seconda base e prosegue per la terza su errore di Imperiali nel tentativo di pick off. Sulla battuta di Vaglio, il seconda base nettunese Martone, raccoglie bene la pallina ma si produce in un’assistenza totalmente sbagliata in prima base permettendo la segnatura di Infante. 2 a 1 Unipol.
Il terzo inning passa veloce e al quarto Nettuno impatta nuovamente: colpito Giuseppe Mazzanti che ruba la seconda base. Una battuta velenosa del cugino Leonardo Mazzanti lo spinge fino in terza base ed è nuovamente una volata di sacrificio di Sanna a portare a casa Mazzanti per il punto del pareggio. 2 a 2
Al quinto inning è di nuovo la Fortitudo a dettare il passo: dopo l’eliminazione di Ermini, dopo un lungo turno in battuta Liverziani strappa la base su ball a Hernandez, avanza sull’eliminazione 1-3 di Castellitto e arriva a casa base sulla bella valida d’anticipo di Daniele Malengo. 3 a 2 Fortitudo. Scende Hernandez che ormai ha superato i 100 lanci, e sale sul monte laziale Yovani D’Amico che chiude la ripresa. Mentre Matos fra il quinto e il settimo inning si esibisce in nove eliminazioni consecutive, la Fortitudo spreca due buone possibilità per aumentare il vantaggio in fase di attacco, in entrambe le situazioni, con un solo out e prima e seconda occupata, i battitori bolognesi non sono riusciti a concretizzare. Si arriva così all’ottavo inning. E’ ancora Jesus Matos a presentarsi sul monte, subendo però il singolo di Retrosi e il singolo di Ambrosino. Sale in pedana Cillo. Su tentativo di bunt di Caradonna, una bella giocata del giovane terza base Andrea D’Amico, porta all’eliminazione 5-6 di Retrosi. Con prima e seconda occupata, però, Bergolla trova la valida che permette ad Ambrosino di segnare e di portare nuovamente la gara in equilibrio. 3 a 3. Cillo riesce a trovare lo strike out su Martone, ma concede la base su ball a Giuseppe Mazzanti. Nella pericolosa situazione di basi cariche, sale Pugliese che riesce a chiudere la ripresa facendo battere Renato Imperiali, in ottima forma, in diamante, causando l’eliminazione di Giuseppe Mazzanti in seconda. Nel frattempo sul monte di lancio nettunese è salito l’ex Carlos Richetti, che controlla senza problemi l’ottavo attacco bolognese.
Al nono inning, parte alta, Pugliese mette strike out Mazzanti e Sanna, concede un fortunoso singolo interno a Retrosi, per poi lasciare al piatto Ambrosino. Se la Fortitudo non concretizza nella parte bassa della nona ripresa, si profila all’orizzonte la lotteria del tie break. Ma l’Unipol non ci sta: Liverziani viene colpito su un piede da un lancio di Richetti. Castellitto però, nel tentativo di portare Liverziani in seconda con un bunt, si fa eliminare al volo da Richetti. E’ il turno di Daniele Malengo, che batte una bella linea sul cuscino di seconda base. Non è abbastanza per far arrivare a casa Liverziani che si ferma in terza. Segue l’eliminazione di Sabbatani, che sebbene avesse trovato un contatto sull’esterno destro, non riesce a creare le condizioni per la segnatura di Liverziani con una volata di sacrificio. Sembra profilarsi l’ennesimo episodio favorevole che l’attacco non riesce a concretizzare. E’ tutto nelle mani di Leonardo De Donno. Il giovane nettunese non si lascia intimidire dal pubblico di casa e trova un energico contatto tra l’esterno centro e l’esterno destro. Sia Caradonna che Retrosi si esibiscono nel tentativo di una spettacolare presa in tuffo ma la palla passa e l’Unipol, con la segnatura di Liverziani, che porta il punteggio sul 4 a 3, è campione d’Europa.


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Matteo Fogacci

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