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Avv. Cardi (agente Buscè) : “I Menarini dovevano informarsi su Porcedda chiamando i Della Valle”

L’avv. Francesco Cardi, rappresentante di Buscè, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni riguardo alle vicende del Bologna calcio, nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari”, in onda su Telecentro.

Una sua considerazione sull’attuale situazione del Bologna. Si aspettava un’evoluzione così grave della vicenda?
“Non a questo livello. Posso dire che le informazioni che mi erano arrivate ai tempi dell’arrivo di Porcedda non erano positive: infatti girava la voce che l’imprenditore non avesse la potenzialità economica per gestire una squadra di calcio.
Non mi aspettavo però che Porcedda fosse così tanto avventuriero da portare avanti un’operazione del genere.”

Quando ha iniziato ad avere perplessità concrete sulla gestione Porcedda?
“Fin dal principio, per via di una serie di confidenze: ad esempio, ero seduto in un bar a Riccione con un amico bolognese che mi disse che Porcedda stava bene a livello economico, ma non aveva le potenzialità per gestire il Bologna.
Aggiungo anche che un carissimo amico che patecipava ad una trasmissione televisiva cui prendeva parte anche Moggi, chiese (su mio “suggerimento”) un parere all’ex bianconero su Porcedda; l’ex DG della Juventus, dopo aver negato di essere il “burattinaio” di questa operazione di acquisizione del Bologna, affermò :
“A Bologna si accontentino se riescono a pagare il primo stipendio”.
E questo Moggi lo affermò due giorni dopo che Porcedda rilevò il Bologna.”

Cosa vi raccontava Porcedda per giustificare i mancati pagamenti?
“Porcedda ha sempre detto che i giocatori sarebbero stati pagati, che c’erano solo dei problemi momentanei che sarebbero stati risolti; è andato avanti così fino all’ultimo giorno, per cui nessuno pensava che si sarebbe potuti arrivare ad una situazione del genere.
Da quel che so io, Porcedda è addirittura entrato negli spogliatoi, dichiarando ai giocatori: “Mi spiace, la BNL mi ha rilasciato una fidejussione falsa, per cui la situazione adesso è in un momento di crisi. Ma state tranquilli, gli stipendi verranno comunque pagati”.

Queste sembrano “le ultime parole famose”. Lei crede che gli stipendi verranno pagati?
“No, non ci credo.
Qui la cosa che onestamente mi lascia a bocca aperta è vedere che si sia verificata una situazione del genere, oltretutto in un mondo come quello odierno, dove qualsiasi persona, andando su Internet o informandosi tramite i mass media, può scoprire che ha a che fare con dei truffatori oppure può sapere esattamente le potenzialità economiche di una persona.
Questa situazione è assurda e non riesco a capire come una persona del genere possa essere riuscita a prendere una società di calcio senza avere le potenzialità economiche, e tanto più non capisco come sia stato possibile che la società sia stata venduta dai precedenti proprietari senza i dovuti accertamenti.
Io so che Porcedda aveva delle rappresentanze di Della Valle. Io son convinto che i Menarini e i Della Valle si conoscano, per cui bastava che i Menarini chiamassero i Della Valle per accertarsi delle potenzialità economiche reali di Porcedda.”

Tornando al tema-stipendi, i pagamenti da parte della famiglia Menarini erano regolari o avvenivano ritardi anche sotto la loro gestione?
“I pagamenti per i giocatori, durante la gestione Menarini, sono stati sempre effettuati in maniera regolare.
Ci sono stati alcuni ritardi relativi a fatture di professionisti, ma queste sono situazioni che si possono verificare e che accadono anche in altre società.
Per quello che riguarda i giocatori, i pagamenti sono sempre stati sempre.”

E cosa pensa al riguardo della presunta “ingenuità” della famiglia Menarini, che avrebbe ceduto la società senza le opportune garanzie?
“Questa è una cosa che tuttora non riesco a spiegarmi.
Per me i Menarini nel calcio hanno rappresentato una delle più grosse sorprese possibili: una famiglia importante, che ha creato un’impresa importante, coinvolti prima della storia Moggi, poi nella storia Tacj, infine nella vicenda-Porcedda.
Qui c’è qualcosa che sfugge.
Delle persone “normali” non possono cadere in una serie di situazioni come queste.”

Tornando alla situazione attuale, lei rappresenta Buscè: ci può confermare un patto interno stretto nello spogliatoio del Bologna che prevede l’attesa di dicembre, come termine ultimo temporale, prima della messa in mora della società legata al mancato pagamento degli stipendi?
“Premetto: parlo solo di Buscè.
Con il ragazzo siamo d’accordo che per adesso non chiediamo la messa in mora per due motivi: il primo è la speranza che il Bologna venga salvato e riteniamo che questo possa accadere; il secondo è dovuto al fatto che il ragazzo a Bologna è venuto davvero molto volentieri e si è legato in maniera viscerale alla città e all’ambiente, per cui vorrebbe evitare di fare qualcosa di male contro la società.
Noi aspetteremo il più possibile, sperando che la posizione della società si possa chiarire.
Nel caso non si risolvesse la situazione, però, la messa in mora è un atto dovuto: voglio comunque sottolineare che la messa in mora non comporta l’automatica risoluzione del contratto, per cui (qualora i giocatori agissero in questa maniera) alcuni chiederanno la rescissione e altri no.”

E’ circolata la voce che alcuni giocatori si siano già mossi per trovare destinazioni alternative a Gennaio: voi avete fatto lo stesso?
“Noi no.
Può essere che alcuni giocatori che sono ambiti da società importanti si siano già mossi, ma Buscè vuole rimanere assolutamente a Bologna.
Anzi, la sua speranza è quella di rinnovare con la società felsinea al termine della scadenza del suo contratto e magari rinnovare per un altro anno.”

A proposito di azioni nei confronti della società, come commenta la decisione di Franco Colomba, che ha inviato alla società rossoblu l’ingiunzione di pagamento dei suoi arretrati?
“Capisco Colomba: è stato trattato malissimo dalla nuova proprietà, per cui sicuramente deve aver sofferto molto.
Dal mio punto di vista, Franco non ha fatto causa al Bologna, ma al gruppo Porcedda nella sua globalità. Questo gruppo (e specialmente un elemento del gruppo), purtroppo, al suo arrivo, ha parlato in maniera spropositata di alcune situazioni e Colomba se l’è presa, a mio parere giustamente.”


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Maurizio Rizzi

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Un Commento in “Avv. Cardi (agente Buscè) : “I Menarini dovevano informarsi su Porcedda chiamando i Della Valle””

  • spanu antonio scritto il 27 novembre 2010 amsabatoSaturdayEurope/Rome 10:58

    Porcedda truffatore ma torna al poetto

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