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Assessore, dirigenti ed ex comandante dei Vigili indagati a Parma per l’assunzione del figlio di un sindacalista

Un assessore e due dirigenti del Comune di Parma sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura per l’ipotesi di abuso d’ufficio in concorso.
Si tratta dell’assessore Giovanni Paolo Bernini, delega al personale, Carlo Frateschi, direttore generale, e Raffaella Rampini, direttore del personale. Il commissario ed ex comandante della Polizia Municipale Emma Monguidi, invece, è stata iscritta a registro per l’ipotesi di violenza privata.
L’inchiesta partì dalla notizia (pubblicata da PolisQuotidiano) dell’assunzione di Antonio Assirelli, figlio del sindacalista del Sulpm (Sindacato della Polizia Municipale) Mario Assirelli, per lo svolgimento di un incarico di “alta professionalità” della durata di tre anni, che alla fine sarebbe il danneggiato. Bernini e i dirigenti avrebbero procurato “un danno ingiusto a chi fosse risultato vincitore dell’indagine di mercato diretta all’assunzione a tempo determinato del responsabile del settore sicurezza urbana”, con quello che la procura definisce “un correlato ingiusto vantaggio” per il commissario Monguidi.
La vicenda partì il 30 giugno 2009. Frateschi aveva avviato l’indagine di mercato che doveva portare alla scelta del futuro responsabile di settore. Le domande di assunzione, finite sulla scrivania della Rampini, avrebbero dovuto essere valutate secondo le norme per le indagini comparative. Qualcosa, però, non avrebbe funzionato. Secondo la procura, Emma Monguidi, dopo aver appreso dell’intenzione di affidare l’incarico a un soggetto da assumere secondo i criteri della indagine comparativa, avrebbe diffidato dal procedere Bernini, Frateschi e Rampini.
Secondo l’accusa, tra l’assessore, i dirigenti e il commissario dei vigili era intercorso un accordo in base al quale Emma Monguidi, dopo il clamore del caso Bonsu, lo studente di colore che sarebbe stato pestato e insultato da un gruppo di agenti municipali, avrebbe dovuto essere parcheggiata in una “posizione organizzativa” per poi assumere un incarico da dirigente. In cambio l’ex comandante dei vigili avrebbe dovuto lasciare il corpo, in silenzio.
Nel frattempo il Comune avrebbe dato alla stampa la notizia del suo allontanamento dal corpo, in realtà mai avvenuto. Con le polemiche generate dal caso di Emmanuel Bonsu, l’allontanamento del comandante avrebbe avuto l’effetto di placare gli animi. L’accordo “scellerato” sarebbe stato messo a punto in una serie di colloqui cominciati a novembre 2008 e terminati cinque mesi dopo. Quando la procedura di assunzione del “responsabile della sicurezza urbana” è stata avviata, sempre secondo la procura, Emma Monguidi avrebbe fatto pesare il patto. L’assessore e i due dirigenti avrebbero deciso di non assumere Assirelli quale responsabile della sicurezza, ma con un incarico di livello inferiore. In questo modo, Assirelli sarebbe stato danneggiato. In passato alcuni rappresentanti dell’opposizione hanno insinuato il sospetto di un’assunzione pilotata. Assirelli è stato assunto il 17 settembre con una delibera della Giunta. Si é trattato di un “conferimento d’incarico” di alta professionalità ai sensi del comma 2 dell’articolo 110 del decreto legislativo 267 del 2000. In pratica Assirelli è stato assunto a discrezione dell’amministrazione comunale, fuori organico e con un incarico (D3) finalizzato alla stesura “di un manuale di sicurezza urbana” e in previsione del “naturale sviluppo” della Carta di Parma. Tre anni a 155 mila euro (di cui 42 mila di contributi e Irap). Suo padre Mario, numero due del Sulpm (sigla sindacale dei vigili), definì “amichevole” la fotografia che mostrava Emmanuel Bonsu in compagnia, indesiderata peraltro, di uno dei vigili che lo avevano arrestato nel parco ex Eridania scambiandolo per il palo di uno spacciatore. Foto scattata nella caserma dei vigili in via del Taglio la sera stessa del fermo, con il ragazzo abbattuto per tutto ciò che aveva dovuto subire, compre un occhio tumefatto.

LA REPLICA DEL COMUNE: “ABBIAMO AGITO IN PIENA LEGITTIMITA’”

Sulla notizia degli avvisi di garanzia “per l’assunzione di un dipendente a tempo determinato”, l’Amministrazione Comunale in una nota “comunica nel pieno rispetto delle indagini in corso, di aver agito nella piena legittimità e massima trasparenza andando ben oltre in tal senso a quanto richiesto dalla Legge per l’assunzione di personale di alta specializzazione promuovendo un’indagine di mercato e confrontando diversi curricula laddove la Legge consente di poter scegliere direttamente e discrezionalmente a chi affidare un dato incarico”. “Appare poi paradossale – prosegue la nota quanto insinuato dall’opposizione consiliare circa presunti favoritismi nei confronti della persona assunta dal momento che l’Amministrazione è accusata proprio del contrario. Infatti, secondo il Magistrato, risulterebbe addirittura ‘danneggiata’ in quanto sarebbe stata inserita in una posizione inferiore rispetto a quella originariamente ipotizzata”.

(ANSA).

Nella foto: l’assessore Bernini, finito sotto inchiesta


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