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Ass. Sport Pondrelli: “Tutti uniti per aiutare il Bologna. Siamo disponibili a parlare anche di nuovo stadio”

L’Assessore allo Sport della Provincia di Bologna, Marco Pondrelli, √® intervenuto ai microfoni di “Tempi Supplementari”, in onda su Telecentro – Odeon Tv, per fare il punto sull’attuale situazione societaria del Bologna e per definire il ruolo della Provincia nell’ottica di individuare nuovi compratori.

L'Assessore allo Sport della Provincia di Bologna, Marco Pondrelli

ARTICOLO DI UGO MENCHERINI E VITTORIO LONGO

Assessore Pondrelli, prima di tutto una domanda personale: è un tifoso rossoblu?
“S√¨, anche se ho pi√Ļ volte ripetuto che ‘porto sfortuna’ al Bologna: l’anno scorso ho visto cinque partite al Dall’Ara e i risultati sono state quattro sconfitte e un pareggio; per questo motivo tendo a frequentare lo stadio con minore assiduit√†. Per√≤ al Bologna tengo molto ugualmente”.

Da rappresentante delle Istituzioni, che idea si è fatto della situazione del Bologna?
“Siamo tra il dramma e la farsa. Come ho sottolineato gi√† lo stesso giorno in cui la vicecdda √® stata resa nota sui giornali, qualche avvisaglia -evidenziata dagli organi di informazione- si era gi√† avuta.
Ci√≤ che voglio ribadire √® che Bologna ha diritto alla seriet√†: non si pretende dai proprietari della societ√† rossoblu una grande squadra che lotti per la Champions o per lo Scudetto, ma semplicemente la seriet√† che dev’essere garantita da parte di chi si assume onori ed oneri di tale portata.
Ci√≤ detto, attualmente la situazione √® drammatica e bisogna capire come fare per uscirne”.

Nel corso di questi mesi ha mai avuto modo di confrontarsi in prima persona con Sergio Porcedda e con questa proprietà?
“No, non ho mai conosciuto Porcedda, mentre invece avevo conosciuto abbastanza bene i Menarini; per quanto io abbia assunto questo incarico solo a luglio dell’anno scorso (quindi quando ormai le cose erano fatte), con loro ho avuto dei rapporti.
Con Porcedda mai, nè direttamente nè indirettamente.
Per tale motivo non ho avuto modo di farmi un’idea diretta della gestione, ma ho parlato con moltissime persone e ho letto i giornali in questi mesi: per questo motivo dico che in passato qualche campanello d’allarme era suonato”

Come da lei sottolineato, ora √® il momento di trovare una soluzione per uscire dall’attuale momento di difficolt√†: che ruolo possono avere la Provincia di Bologna e il suo Assessorato, nell’ottica di risolvere questa situazione?
“Vogliamo avere un ruolo attivo, chiaramente nel rispetto delle competenze: non possiamo di certo agire al di fuori della legge.
Posso dire che se nella Citt√† di Bologna (e non solo) ci sono una o pi√Ļ persone che vogliono assumersi questo onere, queste troveranno sicuramente un’Amministrazione caratterizzata dalla massima disponibilit√† al dialogo e all’ascolto, e soprattutto pronta a mettere in campo tutte le risorse a propria disposizione”.

A questo proposito, che “risorse” intende?
“Quello che possiamo fare, √® innanzitutto capire se si possono mettere attorno ad un tavolo queste persone interessate a rilevare il Bologna, verificando se da parte loro ci sono delle eventuali richieste nei confronti dell’Amministrazione.
Questa linea √® stata ribadita non pi√Ļ tardi di sabato anche dal VicePresidente della Provincia Giacomo Venturi; coinvolto nel dibattito sulla questione-stadio, il mio collega ha dichiarato che da parte della Provincia c’√® tutta la volont√† di mettersi a disposizione per discutere anche di questo aspetto (pur non ritenendo risolutiva tale questione), lavorando per risolvere il problema.
La strada da seguire √® quella di lavorare tutti insieme, istituzioni e Citt√† nel suo complesso, nell’ottica di raggiungere questo obiettivo”.

Ha già idea dei potenziali nomi di interlocutori da riunire intorno ad un tavolo istituzionale? Avete già realizzato qualche incontro informale?
“Come detto, abbiamo idea di incontrare alcune di queste persone; oggi per√≤ non entro nel merito, perch√© a Bologna tra americani e albanesi ne abbiamo gi√† viste di tutti i colori: per questo motivo preferisco evitare di illudere o prendere in giro i tanti tifosi rossoblu, facendo dei nomi che poi potrebbero non essere verificati”.

Secondo lei che importanza avrà in questa trattativa la già citata, possibile costruzione di un nuovo stadio?
“Sicuramente la realizzazione di uno stadio moderno ricopre un aspetto molto importante.
E’ anche chiaro per√≤ che questo √® un tema che si pone sul lungo periodo: oggi il problema del Bologna √® invece immediato e non si risolve certamente dando l’autorizzazione a costruire uno stadio nuovo.
Se qualche imprenditore √® interessato a rilevare il Bologna, dovr√† definire una programmazione di lungo termine all’interno della quale potr√† trovare spazio anche il tema di un nuovo impianto sportivo.
Da solo, il tema dello stadio non risolve l’attuale situazione”.

Certamente per√≤ pu√≤ dare una bella spinta ad un eventuale compratore ‘titubante’..
“Certo, se qualche imprenditore vuole entrare, il fatto di incontrare una disponibilit√† a discutere anche dell’eventuale realizzazione del nuovo stadio, pu√≤ aiutarlo a costruire una programmazione.
Mi auguro per√≤ che nessuno compri il Bologna solo per costruire lo stadio, ma semmai che avvenga l’inverso, ossia che l’eventuale nuovo acquirente del BFC rilevi la societ√† e definisca una programmazione tale da comprendere anbche la realizzazione del nuovo complesso sportivo”.

La tifoseria e il pubblico Bolognese spesso hanno condannato il “disinteresse” dell’imprenditoria locale nei confronti del Bologna F.C: anche lei riscontra una certa diffidenza dell’establishment felsineo nei confronti della squadra e del mondo del calcio?
“A Bologna i problemi sono molti (non ultimo il tema del commissariamento del Comune) e purtroppo toccano non solo la politica, ma l’intera societ√†, compresa l’imprenditoria.
Questa o non se la sente, o non vuole, o ritiene di non avere le spalle sufficientemente robuste per assumersi il compito di essere parte attiva all’interno della squadra di calcio della Citt√†.
Certamente oggi il calcio è diventato una realtà competitiva e ci vogliono basi molto solide per prendervi parte; ciò detto, però, mi auguro davvero che oltre a questi discorsi di natura economica, entrino in gioco altre motivazioni.
Aldil√† della mente, spero davvero che siano il cuore e la passione a spingere non uno, ma pi√Ļ imprenditori assieme, ad assumersi questo incarico.”


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Matteo Fogacci

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