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Arrigoni: “Grande Bologna e che talento Ramirez. Dopo la partita di Milano con l’Inter, ero già esonerato e nessuno aveva avuto il coraggio di dirmelo”.

Intervista di Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto all’ex tecnico rossoblu nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari” in onda su Telecentro-Odeon TV

Mister, come ha visto sinora il Bologna e quale potrebbe essere, in proiezione futura, il proseguo del campionato della squadra rossoblu?
Il Bologna sta facendo un grande campionato. Ho visto qualche partita e ho sempre visto un Bologna molto spigliato e di personalità: una squadra che ha giocato sia sull’avversario che producendo il proprio gioco. Devo dire la verità: è stato un gran Bologna.

Alla luce delle vicende societarie che hanno accompagnato i rossoblu a inizio anno, si aspettava un Bologna così?
Onestamente, all’inizio non era pronosticabile. Tanto di cappello a chi ha fatto la squadra, che è stata fatta evidentemente bene. Molti giocatori non li conoscevo, e specialmente Ramirez ha delle potenzialità incredibili, senza dimenticare comunque tutti gli altri. E’ stata fatta una buona squadra, e il Bologna è di fatto l’unica società che non è dovuta intervenire sul mercato: questo, per sottolineare la bontà del lavoro fatto la scorsa estate.

A proposito di Ramirez: le ricorda qualche giocatore che lei ha allenato?
Non in particolare. Io l’ho visto nelle ultime due partite, anche perché mi aveva incuriosito dopo che a Cesena l’avevo visto molto bene. E’ un giocatore che definirei particolare, perché abbina delle qualità tecniche buonissime ad un passo eccellente. Ha quella corsa che sembra un po’ lenta, invece è molto potente e sui 30-40 metri può diventare un giocatore importante.

Lei lo vede solo nel ruolo di trequartista o anche in posizione più defilata?
Secondo me quella è la collocazione giusta. Un giocatore così non può giocare sull’esterno, ha bisogno di entrare nel vivo del gioco e toccare molti palloni.

Oltre a Ramirez, c’è qualche altro giocatore che l’ha impressionata positivamente? Come valuta Della Rocca?
Io Della Rocca l’ho avuto ed è sempre stato un giocatore di grandi potenzialità. Il “motore” da serie A l’ha sempre avuto, doveva solo imparare a dimostrarlo e quest’anno c’è riuscito. La serie A è la sua collocazione naturale: ha passo, forza, un buon mancino, è interdittore e si infila bene. Finora aveva girato spesso e non era mai riuscito a dimostrarlo, quest’anno è tornato a casa e ci è riuscito. Nel mio primo anno di B, è stato impiegato all’inizio poi abbiamo deciso di mandarlo a giocare anche per capire dove potesse arrivare. Le sue potenzialità sono quelle di giocare in pianta stabile in serie A.

Moras terzino destro la sta convincendo?
Anche Salvatori, all’epoca, mi disse che poteva giocare benissimo esterno destro in certe partite, specialmente in fase difensiva. Nella squadra in cui ha giocato in Coppa Campioni ha fatto anche il mediano. Moras è un giocatore particolarissimo, e vedo con piacere che riesce a fare la serie A alla grande, perché è anche un ragazzo eccezionale.

Ha dei rimpianti per la sua avventura in rossoblu? Ci sono delle scelte che non avrebbe rifatto?
Si, qualche rimpianto ce l’ho, anche perché ho sempre detto che avrei voluto restare a Bologna, che per me è una piazza ideale per un allenatore. Nell’anno in serie A mi sono adattato, mi sono accontentato delle scelte della società: probabilmente qualcosa ho sbagliato, ma parlare dopo è sempre molto facile. Sul momento mi andava bene tutto quanto, respiravo il profumo di Casteldebole in una maniera incredibile, si stava benissimo. Per me è stata una delle più belle esperienze della mia vita, al di là dell’aspetto professionale, che è stato bellissimo.

Quindi ci sono state responsabilità anche della famiglia Menarini…
Io non ho mai parlato di questo e non mi va di farlo. L’unica cosa che posso dire è che sono rimasto molto deluso. Non tanto nel momento in cui sono stato esonerato, ma per il fatto che dopo la partita di Milano con l’Inter, alla quarta di campionato, in pratica ero già esonerato e nessuno aveva avuto il coraggio di dirmelo. Salvatori era via, poi giocammo con la Lazio, facemmo una grande gara e mi salvai per un po’ di partite. Dopo Mihajlovic e prima che arrivasse Papadopulo, mi fu chiesto di ritornare. Ho risposto che per me era stata una grande delusione: come potevo sentirmi di mettere ancora piede lì, con gente che non mi andava più bene? La delusione è stata grande: venivamo da una stagione esaltante in serie B, con il record di 84 punti, e alla quarta in serie A ero già esonerato dopo che avevamo incontrato Milan, Inter, Atalanta e Fiorentina, in pratica le prime della classifica.

Ha avuto modo di conoscere Carmine Longo?
Non ho avuto onestamente la fortuna di conoscerlo, ma visto quello che ha fatto posso dire che è molto bravo. Il lavoro dell’allenatore non va comunque dimenticato e da questo punto di Malesani è uno stratega incredibile.

Ha già avuto dei contatti per il futuro?
Aspetto, sono sotto contratto e fino a luglio non posso allenare. Spero che mi capiti un’altra buona occasione e cercherò di prenderla al volo.

Come vedrebbe per l’anno prossimo un attacco formato da Ramirez, Di Vaio e Giaccherini?
Due ci sono già, ora non si deve fare altro che prendere Giaccherini (ride, ndr). Sarebbe sicuramente un buon attacco.

Come vede quest’anno la corsa per lo scudetto? Il Milan è favorito indiscusso o l’Inter ha possibilità di recupero?
Secondo me, e non lo dico da adesso, la favorita è il Milan. E’ l’unica squadra che ha davvero rinforzato l’organico rispetto allo scorso anno. Le altre hanno invece perso qualcosa, solo l’Inter ha messo a posto qualcosa nel mercato di gennaio. Da inizio anno il Milan è la favorita, anche se adesso è comunque tutto in ballo, visto che l’Inter ha fatto risultati importantissimi e grosse differenze con il Milan non ne vedo. I cinque punti di vantaggio possono essere però importantissimo.


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Matteo Fogacci

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