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Aria malata anche in classe: tassi di pm10 più alti nelle scuole che in strada. Se ne discute fra 53 paesi alla Conferenza Ambiente-Salute di Parma

L’inquinamento corre tra i banchi. Nelle aule delle scuole italiane tasso più alto di aria malata rispetto alle trafficate strade cittadine. Pm10 e formaldeide (un gas emesso dagli arredi interni) sono presenti in concentrazioni maggiori in classe che all’aria aperta con rischi di asma e allergie. Questa l’analisi contenuta nello studio “Qualità dell’aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini”, promosso dal ministero dell’ Ambiente in collaborazione con il Rec, il Regional Enviironmetal Center di Budapest e presentato in occasione del via, oggi, a Parma, della Quinta conferenza ministeriale ambiente e salute.
In particolare 13 le scuole italiane osservate in 6 Regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Sardegna) e circa 1.000 gli alunni coinvolti. La fotografia scattata è quella di edifici scolastici piuttosto anziani, circa il 50% è stato costruito prima del 1960, il più vecchio si trova ad Ispra in Lombardia, costruito ai primi del ‘900 e il piu’ moderno a Roma e risale agli anni ’90. In particolare per il PM10, i valori sono sempre superiori all’ interno della scuola per il cumularsi delle polveri sottili esterne derivanti dal traffico a quelle generate all’interno, come il gesso delle lavagne. Le più alte concentrazioni di Pm10 in classe sono state registrate in Piemonte (185 microgrammi m3), le più basse nel Lazio con 35 microgrammi metri cubi.

IL 33% DELLE MALATTIE DEI BAMBINI SOTTO 5 ANNI PER COLPA DELL’AMBIENTE

Più del 33% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni è dovuto a fattori ambientali, fattori che sono anche causa del 24% delle malattie e del 23% delle morti nel mondo a livello di popolazione generale. In particolare per l’Europa l’emergenza resta il Pm10 con il 92% della popolazione urbana che vive in città in cui i limiti raccomandati dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) sono superate. E per i bambini i rischi si chiamano malattie respiratorie (12% della mortalità infantile per tutte le cause e fino al 25% di adolescenti che soffre di malattie legate ad asma e allergie), incidenti stradali e domestici (in Italia un bambino con meno di 5 anni ha un rischio almeno 5 volte maggiore di un adulto di finire ricoverato per incidente domestico) e l’obesità(fino al 30% dei bambini europei tra gli 11 e i 15 anni). Questa la fotografia di 20 anni di ambiente e salute in Europa scattato da uno studio pubblicato dall’Oms e reso noto in occasione della giornata inaugurale della V Conferenza ministeriale ambiente e salute organizzata a Parma dai ministeri dell’Ambiente e della Salute e dall’Oms Europa. Sono 53 i Paesi presenti, quasi 900 i partecipanti, 27 i ministri tra ambiente e salute, 12 viceministri, 23 sottosegretari di stato e oltre 200 esperti.
L’obiettivo è fare il punto sui trend e le emergenze ancora in atto e arrivare venerdì 12 marzo, alla chiusura della Conferenza, a una dichiarazione per una politica congiunta sulla salute europea riferita agli interventi ambientali. Ad aprire la Conferenza i ministri dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e della Salute, Ferruccio Fazio insieme a Zsuzsanna Jakab, direttore regionale Oms per l’Europa, Jan Kubis, segretario esecutivo Onu per l’Europa e il sindaco di Parma, Pietro Vignali.

IL MINISTRO FAZIO IMPRESSIONA LA PLATEA: MENTRE DISCUTIAMO
IN QUESTI 3 GIORNI MORIRANNO 345 BAMBINI PER INCIDENTE…

Si stima che “durante i tre giorni della conferenza di Parma moriranno in Europa circa 345 bambini a causa di un incidente”. Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, alla presentazione della V conferenza ministeriale Ambiente e Salute, da oggi fino al 12 marzo a Parma. In particolare, ha riferito Fazio, in Italia ogni anno a livello generale, gli incidenti domestici causano almeno 4.500 decessi, 130 mila ricoveri ospedalieri e 1,3 milioni di accessi al pronto soccorso. E un bambino di meno di cinque anni rischia cinque volte di più di un adulto. “A più di 20 anni dalla conferenza di Francoforte – ha detto Fazio – sono stati compiuti progressi ma ci sono ancora questioni aperte”. Tra queste, il problema dell’inquinamento indoor, il fumo passivo, l’obesità. “Parliamo – ha riferito il ministro – di effetti importanti sulla salute e per questo nel piano nazionale di prevenzione, quella primaria riguarda l’ambiente, dalla sicurezza alimentare all’acqua”. (ANSA).

PRESTIGIACOMO: “NON SORRIDETE, IL CAMBIO DEL CLIMA C’E’
DOBBIAMO AFFIDARCI ALLA SCIENZA… “

“Non sorridete, il cambiamento climatico c’é, lo dice la scienza”. Esordisce così il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, parlando di effetti sulla salute, soprattutto su quella dei bambini, in relazione ai cambiamenti climatici, in un giorno in cui mezza Penisola è sotto una tormenta di neve. “In questi giorni chi mi incontra – ha detto il ministro alla giornata inaugurale della V Conferenza ambiente e salute in corso a Parma fino al 12 marzo – mi fa una battuta sui cambiamenti climatici ma dobbiamo affidarci alla scienza che dice che gli eventi estremi sono le conseguenze di questi cambiamenti e che gli effetti sulla salute sono molto forti”. In tal senso Prestigiacomo ha sottolineato l’azione del ministero per il monitoraggio della qualità ambientale nelle scuole, le linee guida messe a punto nell’ambito del Protocollo acqua e salute delle Nazioni Unite per l’adattamento della gestione delle acque agli eventi climatici estremi nelle regioni della Grande Europa e dell’Asia centrale dove più elevati sono i rischi per la sicurezza dei bambini in caso di inondazioni e alluvioni mentre. Il ministro ha infine riferito che è ancora in corso un programma di biomonitoraggio finalizzato alla valutazione dell’esposizione prenatale e perinatale alle sostanze tossiche persistenti e ai rischi connessi con la salute dei bambini.

ANSA


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