Ancora nessuna notizia dei riminesi dispersi nel naufragio della Costa Concordia
- lunedì, 16 gennaio 2012, 10:30
- Cronaca, Primo Piano
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Continua la ricerca di dispersi nel naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, in Toscana. Oggi i sommozzatori della Guardia Costiera hanno recuperato la sesta vittima. E Rimini aspetta ancora notizie dei due concittadini, padre e figlia di 5 anni, di cui la fidanzata dell’uomo non ha ancora notizie.
E’ salito a sei il bilancio delle vittime del naufragio della Costa Concordia, la nave da crociera che venerdì sera si è schiantata contro uno scoglio trecento metri al largo della costa dell’Isola del Giglio, in Toscana, per poi appoggiarsi su di un lato e giacere semi affondata.
Nelle prime ore di questa mattina i sommozzatori della Guardia Costiera sono riusciti ad individuare e hanno recuperato il cadavere di un altro passeggero, che si trovava nel secondo corridoio, in una parte non invasa dall’acqua, e aveva addosso il giubbotto salvagente.
Scende così a sedici, fra cui sei componenti dell’equipaggio, il numero delle persone che risultano tuttora disperse, e rimane altissima l’apprensione per i due emiliano-romagnoli di cui non si riesce ancora a trovare alcuna traccia.
Si tratta di un uomo di 36 anni originario di San Giuliano, in provincia di Rimini, e di sua figlia di 5 anni, che si erano imbarcati assieme alla fidanzata di lui per trascorrere una settimana sul Mediterraneo.
Nel corso dell’evacuazione, durante lo smistamento dei passeggeri per la sistemazione sulle scialuppe di salvataggio, la donna sarebbe stata separata dal compagno e dalla bambina, e una volta sbarcata a terra non è stata più capace di mettersi in contatto con loro. Nel frattempo, la donna ha già fatto ritorno nella sua casa di Villa Verucchio, e la madre e la cugina dell’uomo sono partiti alla volta di Porto Santo Stefano.
Ma il lavoro di chi è impegnato nelle ricerche non sarà più così semplice: dopo due giorni di bel tempo, per le prossime ore è previsto un temporale, il mare si sta increspando, e c’è il timore che le onde possano provocare uno spostamento del relitto e farlo sprofondare completamente a 70 metri.
I bolognesi superstiti, fra cui sette pensionati dell’Alta Valle del Reno e un parrucchiere in crociera con la finanziata, non esitano a raccontare di avere visto la morte in faccia. Mentre il comandante continuava a comunicare dall’altoparlante di rimanere tranquilli perché si trattava solamente di un guasto elettrico.
E alcuni di loro hanno intenzione di rivolgersi ad un avvocato per agire nei confronti di Costa Crociere.
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