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Anche il Centro Studi Mussolini scettico sui “resti” del Duce in vendita su ebay

autopsiamussoliniAnche al centro studi Villa Mussolini di Forlì la messa in vendita di frammenti del cervello di Benito Mussolini “risulta falsa”, fa sapere in una nota di ieri sera. Sarebbe falsa, spiega la nota, “dal momento che nel Centro Studi Romano Mussolini del museo ci sono documenti originali che attestano la consegna del bene in oggetto a Donna Rachele”.

LA NIPOTE ALESSANDRA MUSSOLINI “VICENDA VERGOGNOSA”

Non si è ancora chiusa la vicenda sull’autenticità dei diari del Duce e un altro capitolo, questa volta legato alle spoglie di Mussolini, già fa discutere. Oggi,infatti, sono stati messi in vendita all’asta sul web, con un prezzo di partenza di 15 mila euro, proprio i resti del dittatore. L’ annuncio è rimasto online pochissimo. La vendita di organi umani in Italia è vietata ed ebay ha rimosso l’inserzione che prometteva, con tanto di foto, il sangue e parti del cervello di Mussolini. E’ stata la nipote, Alessandra, parlamentare del Pdl, a lanciare l’allarme annunciando una pronta denuncia aicarabinieri per far luce su questa “vergognosa vicenda” e per risalire “alle responsabilità del trafugamento” dei resti del nonno che proverrebbero dall’ autopsia sul cadavere che a suo tempo fu eseguita al Policlinico di Milano. L’ospedale ha subito chiarito che “i reperti biologici furono distrutti nei due anni successivi” e che quindi non possono arrivare da lì i resti che stamani sono apparsi su una pagina di ebay. L’annuncio è stato oscurato in breve tempo, comunque prima che qualcuno facesse offerte.

GIORGIO MUGGIANI: “L’AUTOPSIA SUI RESTI DEL DUCE FU UNA PORCHERIA”

Poi ci sono i dubbi sul fatto che quanto messo all’asta sia realmente autentico. Ad esempio Giorgio Muggiani, 83 anni, che nell’ immediato dopoguerra partecipò al trafugamento della salma di Mussolini, ha spiegato che “se è possibile che circolino ancora dei resti del Duce, è certo che in giro ci sono tanti truffatori” anche se poi ricorda che allora l’autopsia sul corpo del Duce “fu una porcheria” visto che mentre veniva eseguita “c’era gente che entrava, gente che usciva. Se l’avessero fatta su una piazza, in pubblico, sarebbe stata la stessa cosa”. Nell’aprile del 1946 Muggiani partecipò con altri “fedeli” che si definirono “Squadre d’Azione Mussolini”, guidati da Domenico Leccisi, al furto della salma del Duce dal Cimitero di Musocco. Il corpo fu portato a Madesimo e successivamente alla Certosa di Pavia. Dopo la restituzione alla famiglia, nel 1956, la salma fu traslata nella cappella di Predappio. Muggiani ha seguito da vicino la storia di quegli anni e oggi, informato dei resti messi in vendita, si è mostrato possibilista e al tempo stesso scettico: “Tutto è possibile – ha detto – ma bisogna fare attenzione per distinguere le poche cose vere dalle tante false. E – ha concluso – fino a quando non si fa l’esame del dna, tutti i cervelli sono uguali”.

QUEL PASTRANO SENZA BUCHI…

Un dato, rimasto comunque per sempre “oscuro”, emerso dall’autopsia di Mussolini, non riguardò il corpo del Duce, ma i suoi vestiti. Il famoso cappotto, con il quale fu fucilato assieme a Claretta Petacci, pare non mostrasse buchi o lacerazioni corrispondenti a quelli dei colpi riscontrati sul corpo. Constatazione che mantiene tuttora aperto il dibattito (e la polemica) storica sul luogo e sulle reali modalità dell’esecuzione di Benito Mussolini.

(fonte ANSA)

Nella foto:l’autopsia del Duce dopo Piazzale Loreto


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