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Alonso trionfa a Monza (con un pit stop record). Mondiale riaperto

Un sorpasso durato la bellezza di 40 giri: questa la sintesi del duello fra la Ferrari di Alonso e la McLaren di Button; un sorpasso che si è concluso non grazie ad un cambio marcia, ma grazie ad un cambio di pneumatici record (3”4!!!) del team Ferrari ai box. Un cambio gomme che ha permesso ad Alonso di rientrare in pista, a 13 giri dal termine, con mezza macchina davanti alla McLaren di Button. Ma questo è bastato per “tenere duro” alla variante in fondo al rettilineo d’arrivo, e lasciarsi la McLaren definitivamente alle spalle. Da quel momento in poi per Alonso, che fino ad allora aveva dovuto subire le turbolenze della scia-McLaren che gli impedivano di affiancare e sorpassare Button, è stata strada aperta fino al traguardo. Senza più nessuno davanti, senza più il disturbo della scia, Alonso è riuscito a prendere un margine sufficiente (3 secondi) per mettere al sicuro la vittoria finale (il suo 24simo successo personale in carriera, la 213sima vittoria invece per la Ferrari, la 18sima del cavallino sul circuito di Monza).

Il pilota spagnolo, che con questo successo ha riaperto il mondiale (come aveva promesso), si era complicato le cose in partenza sprecando la sua pole e facendosi superare in accelerazione dalla McLaren di James Button, e rischiando di farsi infilare anche dalla Ferrari del suo compagno di squadra Felipe Massa. Alla prima variante, anzi, Alonso aveva rischiato anche di più, andandosi a toccare sia con Button che con Massa. Fortunatamente senza conseguenze, e soprattutto riuscendo a conservare il secondo posto nella scia ravvicinata di Button. Questo probabilmente anche per l’intelligenza di Massa che questa volta si è ricordato dell’interesse del team (senza bisogno che qualcuno glielo ricordasse per radio) ed ha evitato di insistere nel tentativo di sopravanzare il collega Alonso che aveva evidentemente sbagliato la partenza.

Anche Massa ha avuto comunque la sua dose di fortuna. Dopo la toccata iniziale con il compagno di squadra, alla prima variante la sua ruota posteriore è stata colpita anche da quella anteriore di Hamilton, con l’altra McLaren; ad avere la peggio è stata proprio la vettura dell’inglese che ha rotto la sospensione ed il tirante dello sterzo, ed alla curva successiva è finita nello sterrato. Per Hamilton addio quarto posto, addio gara, e addio alla testa del mondiale in cui si era presentato in questo GP di Monza. Ovviamente anche questo ritiro, assieme al simultaneo successo di Alonso, ha contribuito a riaprire la lotta per il mondiale, che adesso presenta una classifica molto più ravvicinata (in testa Webber 187 punti, secondo Hamilton fermo a 182 punti, terzo Alonso salito a 166 punti, davanti a Button e Vettel, rispettivamente a 165 e 163 punti).

Alonso, a parte il suo errore in partenza, ha comunque pienamente legittimato la sua vittoria, al di là dell’aiuto dei box, con una guida coraggiosa per tantissimi giri in coda a Button (guidare queste F1 così vicini, dietro ad un’altra vettura, richiede davvero nervi saldi ed una grande capacità di guida, non solo per compensare la deportanza aerodinamica, ma anche per tenere sotto controllo temperature e consumo delle gomme). Nei primi quattro quinti di gara, quelli in cui ha inseguito la McLaren, Fernando Alonso è stato infatti bravissimo a compensare con la sua guida il terreno che era costretto a perdere nel tratto centrale del circuito, quello in cui il maggior carico aerodinamico della McLaren consentiva a Button di guadagnare fino a mezzo secondo nel parziale su Alonso. Solo quando è riuscito a passare davanti, il pilota spagnolo della Ferrari è riuscito a fare tempi parziali migliori di Button anche in quel tratto di pista. Nel resto del circuito (nei due rettilinei e nella parabolica) la Ferrari invece dava ad Alonso un vantaggio costante di circa 10-12 chilometri sulla velocità di punta. Un vantaggio importante in quello che rimane il circuito più veloce del mondiale. Un vantaggio che Alonso ha messo pienamente a frutto.

Vittoria di Alonso, dunque, ma oggi più che mai vittoria di tutta la squadra Ferrari. Dei tecnici e dei progettisti che sono riusciti a portare a Monza gli sviluppi (alle sospensioni ed all’aerodinamica) che erano mancati a Spa. Del muretto e dei meccanici che hanno scelto il tempo giusto per il pit-stop e l’hanno eseguito alla perfezione, permettendo il sorpasso decisivo di Alonso su Button.

Non altrettanto contento del suo box è stato invece proprio Button (richiamato al cambio gomme prima della Ferrari) che, a fine gara, ha rimproverato ai suoi di essere stati troppo precipitosi nel richiamarlo al box (“Potevamo aspettare e marcare meglio la Ferrari”, ha detto il pilota inglese).

A completare il tripudio Ferrari a Monza non va dimenticato anche il terzo posto di Felipe Massa, che negli ultimissimi giri si era avvicinato moltissimo a Button e quasi quasi gli soffiava il secondo posto.
Difficile capire, sul podio, se lo sguardo un po’ adombrato di Massa si riferisse a questo secondo posto mancato per un soffio, oppure se in qualche modo gli sia pesato ancora un po’ troppo l’aver alzato leggermente il piede in partenza per non superare il suo compagno di squadra Alonso. Ammesso che il piede l’abbia alzato davvero, e che invece la “toccatina” fra i due ferraristi alle prima curva non sia stata “battaglia vera”, e che perciò Massa volesse veramente tentare di vincere, e che solo dopo questo episodio si sia convinto a fare da angelo custode al suo collega, l’unico ferrarista che può ancora vincerlo questo mondiale. Forse ora se ne è convinto definitivamente anche Massa. Meglio tardi che mai.

Dietro il terzetto (2 Ferrari e 1 McLaren) che ha dominato la corsa di Monza, da rilevare la gara difficile affrontata dalle Red Bull sia di Vettel che di Webber. Non avevano trovato certamente l’assetto giusto per questo circuito. Lo dimostra il fatto che per la prima volta in questo campionato entrambe le Red Bull sono rimaste lontane, come tempi, sia dalle prime file in qualifica (per la prima volta non c’è stata una Red Bull nelle prime due file), sia per tutta la corsa. Alla fine Vettel (e la Bridgestone, bisogna dirlo) ha guadagnato uno stoico quarto posto, correndo tutta la corsa, meno l’ultimo giro, con le stesse gomme morbide.

Quinto Nico Rosberg con la Mercedes. Sesta l’altra Red Bull di Webber, che con questi punti è rimasto da solo in testa al mondiale; settimo l’ottimo Nico Hulkenberg con una Williams apparsa oggi finalmente e particolarmente competitiva; ottavo il sempre costante Kubika con la Renault; nono il “nonno” della F1, Michale Schumacher con l’altra Mercedes (a 45″ dal vincitore, un po’ troppi per un 7 volte campione del mondo): decimo Barrichello a completare la felicità di Frank Williams, presente ai box, per l’ottima prova di entrambe le sue vetture.


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Andrea Musi

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