Al Sant’Orsola di Bologna è arrivata la pistola salva-cuore

In Italia l’hanno utilizzato per la prima volta i medici del policlinico Sant’ Orsola di Bologna. Lo strumento che deve alla sua forma il nome di pistola salva-cuore ha fatto il suo esordio nell’ospedale bolognese il 18 novembre su una paziente di 86 anni affetta da stenosi valvolare aortica critica. La pistola permette di collegare il ventricolo sinistro con l’aorta bypassando la valvola malata. L’intervento effettuato con la pistola richiede tempi sensibilmente inferiori rispetto alle tecniche di cardiochirurgia tradizionale.
L’intervento eseguito al S. Orsola è stato seguito dall’equipe di cardiochirurgia del prof. Roberto di Bartolomeo. La nuova tecnica può essere applicata sui pazienti affetti da malattia aortica valvolare che non possono essere operati con la tecnica tradizionale che richiede di fermare il cuore e ricorrere alla circolazione extracorporea.
La pistola salva-cuore amplia la gamma di tecniche utilizzate al S. Orsola per intervenire su questo tipo di patologia. Il nuovo strumento permette di ridurre dosaggi e tempi dell’anestesia e richiede un decorso post-operatorio più breve rispetto alle altre modalità d’intervento.
Si stima che in Italia possano essere circa 20.000 i pazienti affetti da disfunzione valvolare aortica che potrebbero essere trattati con la pistola. Uno strumento finora utilizzato cinque volte in Europa e sedici nel mondo.
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Francesca Mozzi

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