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Acque agitate nel PDL bolognese. Si complica il caso Raisi: Berselli e Garagnani negano una “conta” per “dimissionare” il coordinatore finiano

Il coordinatore regionale del Pdl, sen.Filippo Berselli, taglia corto sulle polemiche a Bologna, che paiono complicate da più posizioni rispetto alle due presenti a livello nazionale. “E’ assolutamente pacifico – scrive Berselli in una nota – che l’on.Raisi (come tutti noi) è stato nominato coordinatore provinciale di Bologna dal presidente Berlusconi ed è parimenti pacifico che tale resterà fino a che il Presidente lo riterrà. Poiché l’on.Raisi ha già dichiarato pubblicamente che non intende dimettersi, il problema delle sue dimissioni non si deve neppure porre”. E spiega perché quel problema non va posto: “Tutti i coordinamenti comunali, provinciali e regionali Pdl sono stati costituiti in base alla vecchia logica 1/3 An e 2/3 Fi, quindi se fosse possibile sfiduciare i coordinatori da parte dei vari coordinamenti, sarebbe gioco facile per la componente ex Fi”. Un passaggio Berselli lo dedica all’appuntamento convocato dal coordinatore cittadino Fabio Garagnani, che si chiede se un ‘dissenziente’ finiano come Raisi debba rimanere alla guida del partito provinciale. “Da quel che ho appreso – rileva Berselli -, il coordinamento cittadino del Pdl convocato per questa sera, non si propone una ‘conta’ all’interno del Partito tra ‘finiani’ e ‘berlusconiani'”: è “normale ed anzi politicamente utile che in periferia si discuta serenamente sulle decisioni assunte a livello nazionale ed, al limite, ci si pronunci democraticamente sulle stesse. Nessuno lo può certo impedire. Ciò pero deve avvenire – obietta – in un clima costruttivo e senza ‘caccia alle streghe'”. L’ipotesi di una ‘conta interna’ sul documento nazionale al coordinamento cittadino viene criticata anche da un gruppo ‘misto’ di venti esponenti del partito: le prime quattro firme sono quelle del consigliere regionale Alberto Vecchi e di Daniele Carella, Michele Facci e Ilaria Giorgetti. La ‘conta’ ha “l’evidente e strumentale scopo di creare becere liste di proscrizione”, rileva questo gruppo che, oltre a condividere la linea nazionale di Silvio Berlusconi, esprime “totale ed incondizionato appoggio alla linea della responsabilità e del senso del Partito sposata dal vicecoordinatore regionale, sen.Bettamio, il quale ha confermato l’inutilità e la dannosità di prese di posizione ad excludendum (come la riunione a porte aperte convocata per questa sera dal Coordinamento comunale), in assenza di una previa ed attenta valutazione dell’intera questione da parte del livello nazionale del Pdl”.

GARAGNANI, “NIENTE CONTA, MA SOLIDALI CON SILVIO”

“Nessuno ha intenzione di fare la conta bensì di solidarizzare con il Presidente Berlusconi in questo delicato momento politico: la sottoscrizione del documento votato una settimana fa dalla direzione nazionale Pdl ha ‘un alto valore morale e politico’ come adesione del Pdl bolognese alla linea nazionale”. Così il deputato Fabio Garagnani, coordinatore cittadino del Pdl. “Aggiungo – prosegue Garagnani – che il coordinatore Bettamio mi ha esortato oggi alle ore 14.30 ad andare avanti a proporre l’approvazione del documento”: “Il sen.Bettamio mi ha detto che condivide le mie posizioni”. Dunque “non capisco – continua Garagnani – le motivazioni ipocrite e pretestuose di persone, alcune delle quali nemmeno conosco, che evidentemente non hanno il coraggio delle proprie idee e sono manovrati da altri, non mi faccio condizionare dai loro atteggiamenti chiaramente strumentali e scarsamente rappresentativi”.

RAISI, “SE MI RIMUOVONO DA BOLOGNA E’ EPURAZIONE”

“Io vengo dal tanto vituperato Msi che tutti indicano come un partito molto accentratore. Nonostante ciò ai congressi alle minoranze venivano comunque garantite rappresentanze adeguate. Spero e auspico che ciò venga garantito anche nel pdl”: lo ha detto il deputato Pdl Enzo Raisi, ospite questa sera a “La Zanzara” di Giuseppe Cruciani in onda su Radio 24. Raisi, in qualità di coordinatore provinciale del Pdl a Bologna, è messo in discussione dai suoi stessi compagni di partito: “Ho mandato una lettera a Berlusconi – ha spiegato – e siccome sono stato nominato da lui deve essere lui a decidere se rimuovermi, non me lo possono chiedere dei miei colleghi”.
“Ad ogni modo – ha concluso – se io domani venissi rimosso dalla carica di segretario provinciale mi si consentirà di pensare che nel partito comincia a esserci una vera e propria epurazione?”.

(ANSA).


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