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A Imola le premiazioni del concorso Ezio Pirazzini

Si è svolta oggi, nel Museo ‘Checco Costa’ dell’autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’, la cerimonia di premiazione della quinta edizione del concorso “Ezio Pirazzini, protagonista di una passione”, con il sottotitolo “Se lo sport  diventa social: libertà é partecipazione ma occhio agli eccessi”, aperto a tutti gli studenti delle scuole medie superiori di Imola.
Lo scopo e’ di ricordare la figura del giornalista sportivo imolese Ezio Pirazzini, ma soprattutto promuovere la capacità narrativa dei giovani, stimolarne la creatività, agevolare la passione sportiva e aiutare la conoscenza di campioni, personaggi, strutture che hanno fatto la storia dello sport. Il concorso è organizzato dall’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia – sezione di Imola con in testa il presidente Moreno Grandi e Gianfranco Bernardi -, insieme alla figlia Gabriella Pirazzini, a Marco Isola e Vinicio Dall’Ara, e ad altri amici e colleghi del giornalista.
Il concorso,  diviso nelle due sezioni “articolo” e “prodotto multimediale”, prevede premi in denaro per gli studenti vincitori: al primo classificato vanno 300 euro; 200 euro al secondo e 100 euro al terzo; inoltre, sono previsti premi speciali per i lavori menzionati mentre a tutte le scuole che hanno partecipato con un numero minimo di lavori andrà un contributo di 200 euro.
Alla scuola che avrà dato maggior rilievo al premio attraverso i lavori dei propri studenti sarà donato un premio davvero speciale: il “Gilet”, ovvero la riproduzione in ceramica del gilet a scacchi rossi che Ezio Pirazzini amava indossare, realizzata dall’artista Ermes Ricci, arricchita di papillon.
 
Sport e social – “Lo spunto sui social ci è venuto analizzando come attraverso questo mondo “virale’ si può fare del male, si può fingere uno sport virtuale, ma si possono anche condividere storie meravigliose che altrimenti finirebbero nel dimenticatoio – spiega Gabriella Pirazzini -. Le pagine Facebook dei campioni  attraggono migliaia di followers, diventando riferimento per le nuove generazioni, e tutto ciò che è “social” da Fb a Twitter, da Instagram a Youtube,  può diventare un’efficace modalità di comunicazione per associazioni sportive, gruppi. Ma i ragazzi che hanno partecipato al concorso, nei loro lavori hanno messo tutti in evidenza come il social non deve sopraffare il vecchio “bar sport” e soprattutto gli strumenti tecnologici non devono surclassare sudore e fatica, obiettivi e sacrificio”. 
“Lavori che in qualità hanno superato ancora una volta le nostre aspettative, e questo vuol dire che la passione del fare in questi ragazzi c’è, eccome, sia nella sezione stampa, con la scrittura di un articolo, sia nella sezione audiovisivi, con la produzione di filmati, fumetti, animazioni e foto – aggiungono Gianfranco Bernardi e Moreno Grandi, a nome degli organizzatori -. In totale sono stati 250 gli studenti in gara: non abbiamo superato il record in quantità, ma dobbiamo dire che la qualità e la fantasia ci hanno sorpreso come non mai. Per questo siamo stati talmente indecisi nel selezionare i vincitori, che abbiamo dovuto fare scelte difficili, perché tantissimi meritavano di essere premiati”.
A giudicarli è stata una commissione composta oltre che dagli organizzatori del concorso, anche da alcuni giornalisti che sono stati i colleghi più cari ad Ezio Pirazzini, quali Pino Allievi, Raffaele Dalla Vite, Renato D’Ulisse, Beppe Tassi, Ezio Zermiani.
 
PREMIO SEZIONE ARTICOLO – Nella sezione “Articolo”, 1° classificato (assegno 300 euro più ceramica Azzurri d’Italia) Nicolò Buscaroli, 5 G Sia Paolini con “La subcultura social sportiva”. Non ci sono stati dubbi, il suo voto è stato nettamente al di sopra, tenendo conto di giurati e del voto unico del comitato organizzatore. Questa la motivazione: Sintetico, espressivo, non scontato. Dentro al problema con realismo e lucidità. La singolare maturità di questo ragazzo si riflette nelle sue realistiche considerazioni e nel suo atteggiamento critico, a volte aspro ma sempre onesto nei confronti del fenomeno, inteso nei suoi aspetti deteriori che molti preferiscono ignorare. Stile asciutto, concreto, idee chiare espresse molto bene.

2° classificato (assegno 200 euro) Alessandro Bertozzi, 3A Liceo Classico ‘Rambaldi’ con “SPORT E SOCIAL tra agi e disagi”. Questa la motivazione: Un’analisi del tema ben scritta e corredata da esempi efficaci che rimandano ai grandi dello sport, alle loro rivalità e al mondo dello sport paralimpico che dai Social ha avuto ulteriore impulso. Gioie e dolori non mancheranno mai ma la formula magica può esistere: accendere il cervello oltre al pc.

3° classificato (assegno 100 euro ciascuno) ex equo si sono classificati Giulia de Martinis, 3G Sia Paolini, con “iPhone: il tuo peggiore incubo” e Pietro Tagliaferri, 5D Liceo linguistico ‘Alessandro da Imola’ con “La famiglia Limpio , ovvero storia breve dello sport”.

Questa la motivazione per Giulia de Martinis: Originale, crudo, vero, disincantato, descrive la nostra piccola schiavitù quotidiana  al cellulare di ultima generazione. Ne viene condizionata ogni scelta di vita,  compresa la pratica sportiva che non è più reale ma  virtuale. La figura della nonna è quasi un totem che veglia sul buon senso perduto. 
Questa la motivazione per Pietro Tagliaferri: Fantasiosa ricostruzione della storia dello sport, anche con un pizzico di umorismo. Da Olimpia a social sport, un viaggio espresso da una prosa arrembante, piacevole da leggere, un bel racconto anche ben scritto.

Segnalazioni speciali – Sono stati assegnati anche 4 riconoscimenti speciali (4 ingressi omaggio al Museo ‘Checco Costa’) rispettivamente a Martina Panieri, 4G sia Paolini Cassiano con “Non sempre i social vengono per nuocere”; Clemente Riccardo, del Liceo classico ‘Rambaldi’, con “Sport social un coagulante sociale da usare con considerazione”; Matteo Baldazzi, 3G Sia ‘Paolini Cassiano’ con “Come lo cucino il pesce che ho preso con la Wii?” e Daniele Cavina, 4 C Liceo scientifico delle scienze applicate ‘Alberghetti’ con “I social aiutano davvero il mondo dello sport?” 

Infine, un ulteriore premio speciale (1 pass per la prossima Mostra scambio Crame ad ognuno di loro) è andato alla classe 1A istituto tecnico agrario e chimico “Scarabelli Ghini” coordinata dall’insegnante Luana Brunetti, che si è presentata all’appello con un lavoro individuale ma di gruppo, ben strutturato, pieno di idee, con impaginazione a vero articolo con tanto di titolo, foto, commenti. Ha dato un titolo, “La libertà di scegliere uno sport”. E così scrivono “Noi alunni della 1A dell’istituto Ghini di Imola ci siamo immaginati GIORNALISTI per un giorno, pronti a ricercare le ragioni di una passione sportiva che non sia fine a se stessa, ma che generi in noi e negli altri ENERGIE NUOVE, capaci di farci essere più LEALI, disposti al SACRIFICIO, consapevoli che non c’e’ VERA LIBERTA’ senza SENSO DEL LIMITE” 
Si tratta degli alunni e alunne: Candini Maila; Ciarlariello Dario; Cioffi Lorenzo; Dall’Olio Ilaria; Delvais Michael; El Mouthadi Nada; Gabini Mattia; Gamberoni Nicole; Giacometti Angela; Giacometti Gabriele; Gigante Gaia; Gramantieri Giada; Khelifi Salma; Mangiacasale Eleonora; Montanari Giada; Morozzi Riccardo; Righini Simone; Selmani Iris; Sgobbi Fabio; Tampieri Edoardo; Volta Lorenzo.
All’insegnante Luana Brunetti prodotti dei soci CIA Imola.

Infine, un Premio fedeltà ad Anna Garelli, 5D liceo linguistico ‘Alessandro da Imola’ (un 1 pass Mostra scambio CRAME e una brocca in ceramica degli Azzurri d’Italia). Anna Garella ha sempre partecipato a questo premio con onore, arrivando spesso in finale, e dato che frequenta l’ultimo anno di scuola, la quinta del Liceo Linguistico, “abbiamo pensato di farle un omaggio per ricordarsi di noi…” dicono gli organizzatori.
 
SEZIONE “PRODOTTO MULTIMEDIALE” – Al primo posto il filmato di Alessandro Cappello con “Libertà, rispetto e partecipazione” della 4 G Sia istituto ‘Paolini Cassiano’(300 euro e ceramica Azzurri d’Italia). Motivazione: Analisi ben fatta e idea originale. La chiacchierata con siri amica virtuale, da’ subito il senso del bisogno inappagato di comunicazione ahimè rivolto spesso a chi non esiste. Incomprensione e incompiutezza. Mentre il vero campione e’ colui che scende tra la folla, accarezza i fan come Schumacher colto in una immagine di rara tenerezza oserei dire, Alberto Tomba che li saluta pur essendo al casello di partenza e dunque in un momento di tensione, Pantani che si fa toccare, Muhammad Ali o Senna che sono diventati idoli senza neanche un “mi piace”. Si cita Vasco Rossi con Facebook per  consegnare il finale a Giorgio Gaber: libertà è partecipazione. Lo sport non ha bisogno di social, i social hanno bisogno di sport.

2° classificato (200 euro) il lavoro con progetto e testi di Giuseppe Mignogna, 4 A istituto tecnico Chimico Biologico ‘Luca Ghini’ e grafica di Mattia Andalò, 5° B istituto professionale IPS Strocchi-Persolino  con il PDF Fumetto “ Ezio e il computer”. 
Motivazione: Il lavoro molto curato e ricco di ironia risponde doppiamente alle linee guida del concorso : l’affidabilità delle fonti sul web e il pionierismo giornalistico vissuto da Ezio Pirazzini. Le vignette illustrano “Pirezio” alle prese con il suo archivio-armadio ai tasti della sua Olivetti 32 impassibile di fronte alle sollecitazione dei mutamenti della comunicazione. Il contenuto vince sugli strumenti. Con molti sorrisi sollecitate dai fumetti della striscia anche graficamente ben composta”.

Al 3° posto ex equo (100 euro a testa) Lorenzo di Palma, con “Sport fenomeno sociale o social?”, e Francesca Rignanese, con “Lo sport come non l’hai mai visto” entrambi della 4G Sia istituto Paolini Cassiano’. 
Questa la motivazione per Lorenzo di Palma: Molte emozioni nelle immagini, graficamente e musicalmente ben composto, tra smile, followers e click come parole chiave per accedere allo sport social. I grandi campioni invece condividono la propria vita. Ma anche giovani sconosciuti riescono a fare conoscere le loro performance: e’ piaciuta soprattutto questa idea positiva dei social che fanno emergere primati curiosi di ragazzi sconosciuti. 
Questa la motivazione per Francesca Rignanese: Una sorta di sport virtual hi-tech… originale l’idea, simpatica e ben riuscita la presa in giro della connessione perenne attraverso una finta televendita: associare sport e social per molti equivale a non fare sport! E l’ultimo appello “Acquistate, per non essere offline!”
 
Selezionata – Selezionata ma arrivata quinta è Tania Nestea, 4G Sia ‘Paolini Cassiano’ con “C’era una volta un mondo senza social” (1 pass Mostra scambio CRAME). Motivazione: Belle le immagini in bianco e nero e seppiato che danno il senso dello sport autentico di una volta. Poi arrivano i “like” e tutto cambia. Il soggetto è centrato su Cristiano Ronaldo cadenzato da fumetti e animazioni che ne segnano l’enfasi e la sconfitta. Non ha senso essere on line senza fatica né sudore. 
 
Premi agli istituti – Ai 3 istituti superiori imolesi che hanno partecipato con il numero minimo di lavori richiesto: “Scarabelli – Ghini”; “Paolini-Cassiano” e Polo Liceale “Rambaldi–Valeriani” è stato consegnato un premio di 200 euro.
 
Premio speciale ad insegnante – Un premio speciale è andato all’insegnante Monica Tassoni, dell’Istituto ‘Paolini – Cassiano’ (borsina CLAI e ceramica Azzurri d’Italia). Racconta Monica Tassoni: “Anche quest’anno l’argomento che ci avete proposto è stato utilissimo per esplorare argomenti non banali e quindi, a prescindere dai risultati, sarà stato comunque un lavoro importante. Ogni anno, al termine dell’anno scolastico, faccio compilare a tutti i miei studenti un questionario anonimo in cui valutano il mio lavoro e tutte le attività svolte durante l’anno. Sono numerosi quelli che hanno indicato le attività connesse al premio Pirazzini come le più interessanti e soddisfacenti”.
 
Premio “Gilet” – “Un trofeo che a nostro parere è molto significativo, una traccia concreta che viene lasciata di edizione in edizione alla scuola che maggiormente si è impegnata in elaborati di pregio, è il gilet, emblema di mio padre, realizzato in ceramica dallo scultore Ermes Ricci, arricchito dal papillon” ha detto Gabriella Pirazzini. A premiare è stata Alba Pirazzini, moglie di Ezio.
Quest’anno il premio viene assegnato all’istituto superiore “Paolini Cassiano” ed è stato ritirato dal dirigente Enrico Michelini che bissa il successo del anno passato. Motivazione: Per la cura e la serietà nell’affrontare le prove del concorso, per lo stimolo dato ai ragazzi, sollecitati a lavorare su tracce sempre diverse. Per avere compreso appieno il valore di questa iniziativa: portare le riflessioni sullo sport e ciò che lo circonda all’interno del programma scolastico , in quanto utile ad affrontare temi di attualità e di estremo coinvolgimento per gli studenti di ogni età”.

Al termine, nello spazio adiacente il Museo, al piano terra, è seguito un buffet allestito dai produttori della Cia di Imola: Azienda vitivinicola Giovannini, Agriturismo Ca’ del Becco, Agriturismo La Taverna e Fattoria delle Donzelle e con i salami della Clai.
 
Il premio è organizzato in collaborazione con Comune di Imola; Fondazione Cassa di Risparmio di Imola; Crame; Allianz Bank con i financial advisor Alessando Parra e Gabriele Accorsi; BCC Romagna Occidentale; Con.Ami; Clai; con il patrocinio di Formula Imola società di gestione dell’autodromo; del QN il Resto del Carlino; di Telesanterno e di IF Imola Faenza Tourism Company. Si ringraziano Cia di Imola e Tenuta Poggio Pollino. 
 
Ezio Pirazzini: una vita da protagonista – Nato a Imola, dove ha continuato a vivere sempre, Ezio Pirazzini (1923-2010) ha praticamente girato tutto il mondo, vivendo sul campo 5 Olimpiadi (Londra 1948, Helsinki ‘52, Melbourne ‘56, Roma ’60, Monaco ’72), 526 gran premi di moto e di auto, mondiali di ciclismo, una infinità di altre manifestazioni sportive, conoscendo e diventando amico di tutti i grandi protagonisti del motorismo, legato da una sincera e profonda amicizia con Enzo Ferrari, oltre che con Checco Costa. Ha scritto tredicimila articoli per 45 testate, tutti raccolti e ben conservati con i quali voleva entrare nel Guinness dei Primati. Tanti i riconoscimenti, dal Premio Ussi a “Leader d’opinione 1973”, dal “Severo Boschi” al “Due torri d’oro” al “Bancarella sport” come finalista. Inoltre ha vissuto in prima persona la nascita dell’autodromo di Imola, al quale ha dedicato diverse opere, come “La 200 miglia d’Imola, Daytona d’Europa”, ma soprattutto nel 1990 “L’autodromo di Ferrari”.


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Barbara Paknazar

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