A Bologna, scontri in piazza dopo il comizio dei ministri Bossi e Tremonti

Ammainate le bandiere degli alleati di centrodestra, è stato il momento degli scontri di piazza. La questura sta ancora cercando di identificare i protagonisti delle contestazioni, probabilmente riconducibili ai collettivi

Non appena le auto con a bordo i ministri hanno lasciato la piazza le proteste e il dissenso tenuto tappato fino a quel momento hanno avuto libero sfogo. La tensione è salita alle stelle e via Rizzoli è stato il teatro dei momenti più duri. Alcuni manifestati hanno urlato cori contro i militanti che avevano seguito il comizio e alla spicciolata lasciavano la piazza. La polizia in assetto anti sommossa ha circondato i gruppi pià bellicosi e qualche scontro diretto ha portato al ferimento di agenti e di un givane manifestante. Accerchiati e aggrediti anche il coordinatore provinciale del PDL Alberto Vecchi e il candidato al consiglio comunale Michele Facci che, finita la manifestazione, bandiere del partito sotto braccio stavano riportando il materiale usato per l’allestimento del palco in sede del candidato in via Belvedere dietro al mercato delle Erbe. “Siamo stati fisicamente aggrediti da un numeroso gruppo di estremisti di sinistra che ci hanno caricato con violenza” raccontano i due berlusconiani salvati dal tempestivo intervento delle forze dell’ordine. Così arriva la condanna della brutalità nel dibattito politico e il gesto viene stigmatizzato come “intimidatorio, grave soprattutto gratuito”.
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