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9 Novembre: il primo secolo delle insegne al neon

Sono la caratteristica delle grandi città, perfino la fantascienza post moderna (come nel film Blade Runner) le raffigura come elemento centrale del paesaggio urbano delle metropoli del futuro. Insomma le “insegne al neon” (di questo stiamo parlando) magari nella loro versione più moderna (i maxi schermi a pixel elettronici o a cristalli liquidi) sembrano essere simbolo e sinonimo della nostra stessa civiltà (per lo meno quella della pubblicità e dei consumi). La grandi pubblicità luminose di Los Angeles, di New York, di Shangay, di Piccadilly Circus a Londra sono tutt’oggi le icone più caratteristiche di quelle città e dell’immaginario collettivo che ad esse si riferisce. I grandi marchi luminosi della Coca Cola, della Sony e delle altre Multinazionali che si accendono ogni sera nelle principali metropoli di tutto il mondo sono l’immagine più evidente della globalizzazione in atto nel pianeta.

Ebbene la storia di questo “linguaggio luminoso” delle città è cominciata proprio in questo giorno, il 9 Novembre, esattamente di 100 anni fa. Le insegne pubblicitarie al neon compiono quindi il loro primo secolo.

Tutto è cominciato infatti al Gran Palais di Parigi il 9 Novembre 1910, quando il fisico francese Georges Claude (1870-1960) presentò al pubblico la prima insegna luminosa che impiegava il gas Neon da lui inventato (Claude inventò anche procedimenti per ottenere aria liquida e per produrre ossigeno e azoto su scala industriale; ed ideò anche un procedimento di sintesi dell’ammoniaca mediante pressione. Ebbe notevole fama in Francia, fama che però venne oscurata dall’accusa di collaborazionismo con gli occupanti nazisti).
Fu comunque un suo socio e collaboratore – Jaques Fonseque – ad intuire l’utilizzo pubblicitario dell’invenzione di Claude. Lo stesso Fonseque, infatti, nel 1912 vendette ed installò la prima insegna luminosa commerciale: primato che toccò ad un piccolo negozio di barbiere in Boulevard Montmatre, sempre a Parigi: “Palais Coiffeur” furono le prime lettere “ad accendersi” nella storia.

L’anno successivo, 1913, venne realizzata la prima insegna gigante al neon, con lettere di un metro di altezza, montate su un tetto di Parigi in modo da essere vista in gran parte della città. Una meraviglia per quel tempo. Ad inaugurare la moda delle spettacolari maxi insegne luminose fu, per la cronaca, il marchio Cinzano.

Da lì il neon si diffuse rapidamente nel resto dell’Europa, negli Stati Uniti, nell’America del Sud, principalmente in Argentina e nei Caraibi. Il neon divenne quindi sinonimo di modernità, caratteristica saliente delle “città by night”, puntellando di luci il pianeta. Luci visibili oggi perfino dalla spazio.
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AGENDA STORICA DEL 9 NOVEMBRE.
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LA PRIMA “FUSIONE” NUCLEARE PER PRODURRE ENERGIA

fusione14E’ la data che potrebbe segnare più di ogni altra, nel bene e nel male, la storia scientifica e tecnica del nostro pianeta: il 9 Novembre 1991 è infatti il giorno in cui per la prima volta, in Inghilterra, viene prodotta energia da fusione nucleare. Teatro dell’esperimento è il reattore sperimentale europeo Jet (Joint European Torus) a Culham in Gran Bretagna. Al suo interno per la prima volta in un flash di appena 1,8 secondi si ha la produzione di 2 Megawatt. E’ il primo tentativo, riuscito, di produrre energia replicando in laboratorio le stesse reazioni che avvengono nel Sole e nelle stelle. I principi teorici erano già stati formulati dal fisico alsaziano Hans Bethe fin dal 1938. Energia nucleare era già stata ottenuta in abbondanza fin dai primi esperimenti con le bombe atomiche, ma si trattava di energia “non controllata”, con conseguenze devastanti mai viste prima nella storia dell’umanità). L’esperimento inglese è il primo che dimostra la possibilità di “controllare” il processo di creazione dell’energia da una fusione nucleare indotta dall’uomo.
Il processo consiste nella perdita di materia che si trasforma in energia, allorchè nuclei di elementi leggeri (deuterio, trizio) formano nuclei più pesanti. Per questo occorrono però temperature di centinaia di milioni di gradi in condizioni di fortissima densità (ed è questo che rende finora antieconomico produrre, con le tecnologie attuali, questo tipo di fusione).
Un reattore da cui si potevano trarre le condizione per effettuare questa trasformazione era il “Tokamak” russo, ideato fin dal 1958 dal fisico sovietico Lev Andreevic Artsimovic. Ed è a questo che si ispirò la realizzazione del “Jet” inglese: un reattore del peso di 2000 tonnellate, alto 11 metri.
In seguito al successo dell’esperimento britannico, il 22 Luglio dell’anno successivo (1992), l’Unione Europea (che allora si chiamava ancora Cee), Stati Uniti e Russia sottoscrissero un accordo per la progettazione di “Iter”, un nuovo reattore sperimentale, che dovrà dimostrare la possibilità di ottenere energia continuativa, bel oltre 1,8 secondi del Jet, tramite reazioni di fusione in grado di auto-replicarsi. Il costo del progetto è stato previsto in 11 miliardi di dollari. Una somma altissima, ma la posta in gioco è la possibilità di assicurare all’umanità una fonte praticamente inesauribile di energia “pulita”.
Nel frattempo, il 10 Dicembre 1993, anche il reattore americano “TFTR” (anch’esso del tipo Tokamak), gestito dall’Università di Princeton (New Jersey) ha ottenuto altre energia (3 Magawatt) con un analogo processo di fusione nucleare.
La strada per replicare il Sole in terra, è insomma aperta.
Da notare, approposito della “fame” di energia del nostro sistema, che appena 26 anni prima, nello stesso giorno del primo esperimento di energia ottenuta da fusione nucleare (appunto il 9 Novembre), c’era stato negli Usa ed in Canada uno dei più grandi blackout di energia elettrica della storia. Alle 17.45 del 9 Novembre 1965, 30 milioni di persone si trovarono improvvisamente al buio e senza elettricità. Fu il caos. Questo dimostrò anche la “fragilità” tecnologica del nostro sistema, che senza energia collasserebbe in pochissimo tempo, con conseguenze sociali e culturali di inimmaginabile portata.
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IL GIORNO DEI COLPI DI STATO: DA NAPOLEONE A HITLER

Il 9 Novembre è un giorno che si presta ai “colpi di stato”: nel 1799 ha successo quello di Napoleone Buonaparte che conquista il potere in Francia (secondo il calendario della Rivoluzione era il 18 Brumaio), mentre nel 1923 fallisce e viene definitivamente represso quello tentato il giorno prima da Adolf Hitler (il “Putsch di Monaco”); lo stesso Hitler viene arrestato e condannato a 5 anni di carcere. Per una riduzione di pena, sconterà solo 9 mesi, durante i quali concepirà il suo tristemente noto programma politico riassunto nel “Mein Kampf”.
Oggi sappiamo che quei due eventi sono stati basilari nel creare divisioni e conflitti in Europa e nel Mondo che si sono prolungati – attraverso due guerre mondiali ed una lunga guerra fredda – per tutto il secolo che è appena passato.
Un altro tragico 9 Novembre, sempre di impronta nazista, è stato poi quello del 1938, passato alla storia come “la Notte dei Cristalli”: per rappresaglia per l’uccisione di un diplomatico tedesco avvenuta due giorni prima a Parigi, bande di nazisti distruggono 7500 negozi di ebrei, bruciano 267 sinagoghe, e uccidono 25 persone e ne arrestano 25.000 di origine ebraica.
Solo recentemente le tensioni si sono parzialmente attenuate, ed un sintomo importante è stato proprio ciò che si celebra in questa stessa giornata, ricordando quel 9 Novembre del 1989 quando cadde fisicamente, ma soprattutto simbolicamente e culturalmente, il “Muro di Berlino” che divideva non solo un popolo, ma due concezioni antitetiche della società e delle libertà individuali.
Quasi un secolo dopo il putsch di Napoleone, 63 anni dopo quello di Hitler, 51 anni dopo la Notte dei Cristalli, la data del 9 Novembre si è finalmente schiarita. E’ diventata meno “nera”, proprio nel momento in cui il Muro di Berlino non ha più oscurato il sole con la sua ombra tetra.
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UNA LEZIONE CHE LA SPECULAZIONE NON HA IMPARATO

Una lezione che il mondo della speculazione finanziaria ha dimostrato in questi ultimi anni di non aver appreso: il 9 Novembre del 1998 termina la più grande causa civile della storia degli Stati Uniti, termina con la sentenza di un giudice federale che impone a dozzine di società di brokeraggio il pagamento di oltre un miliardo di dollari (e trenta milioni) a titolo di risarcimento per risparmiatori e investitori “imbrogliati” da un perverso bluff finanziario legato al fixing del Nasdaq. Purtroppo, vista la circolazione copiosa di ambigui “derivati finanziari” che continua ancora oggi, pare proprio che quella lezione non sia servita a nulla.
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COMPLEANNI E LUTTI

Il 9 Novembre nascono il calciatore Alessandro Del Piero e l’attrice Giovanna Mezzogiorno (nello stesso anno, 1974), il cantante Biagio Antonacci (1963); e il regista Marco Bellocchio (1939).
Ci hanno invece lasciato per sempre lo scrittore francese Guillaume Apollinaire (1918); lo statista francese, gen. Charles De Gaulle (1970); l’ex presidente della repubblica italiana Giovanni Leone (2001) e l’attore-cantante francese, di origine italiana, Yves Montand.
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