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8 Febbraio: la prima esecuzione con la camera a gas

Viene eseguita l’8 Febbraio 1924, nel Nevada, Stati Uniti, la prima esecuzione capitale con la camera a gas.

Il condannato viene fissato ad una sedia con diverse cinghie ai polsi, alle gambe ed al torace. Il tutto si svolge all’interno di una camera stagna destinata ad essere sigillata una volta che la preparazione del condannato è stata ultimata.

Al torace del condannato viene applicato anche uno stetoscopio collegato ad una cuffia nel locale adiacente, attraverso il quale il medico può constatare l’avvenuto decesso.

La camera a gas si è rivelata uno dei metodi più crudeli e dolorosi di somministrazione della pena di morte: il travaglio del condannato può infatti durare parecchi minuti.

L’esecuzione viene eseguita tramite l’immissione di due pastiglie di cianuro che vengono fatte cadere, tramite un tubo dall’esterno, in un bacile contenente acido solforico, posto sotto la sedia del condannato.

La reazione esotermica sviluppa acido cianidrico che satura la camera stagna. La morte sopraggiunge per asfissia: il cianuro inibisce gli enzimi respiratori che trasferiscono l’ossigeno dal sangue alle cellule del corpo. Si determina quindi una fatale (e si suppone dolorosa) cianosi dell’organismo.

Ad alleviare la sofferenza del condannato subentra, con relativa rapidità, uno stato di incoscienza derivato dalla ridotta ossigenazione del cervello; ma nonostante questo l’agonia può protarsi ancora per 8-10 minuti se il poveretto tenta di trattenere il fiato o di respirare più tentamente, nel vano istinto di sopravvivenza.

Anche in caso di incoscienza, gli organi vitali possono infatti continuare a funzionare. Nel caso di Jimmy Lee Gray, giustiziato nel Missisipi il 2 Settembre 1983, il condannato riprese fiato ben 11 volte; la sua agonia, contraddistinta da convulsioni e sbattimeno del capo contro il palo che si trovava dietro il suo capo, durò ben 8 minuti. Ed anche quando dopo quei lunghi minuti di strazio, le persone presenti all’esecuzione (che giurati, testimoni, parenti delle vittime e del condannato, oltre a rappresentanti della stampoa, possono osservare da dietro gli oblò della camera stagna) furono invitate ad uscire, molte di loro testimoniarono che Lee Gray non sembrava ancora del tutto morto.

Un altro celebre giustiziato con la camera a gas, fu Caryl Chessman, il 2 maggio del 1960 a San Quintino in California, dopo essere stato nel braccio della morte per ben 12 anni, durante i quali divenne un famoso scrittore ed un riferimento per i movimenti contro la pena di morte. Chessman era stato condannato per rapina, sequestro e abuso sessuale, e non per omicidio, ma in quegli anni la pena di morte in California era applicata anche ai sequestri di persona.

Attualmente ben 35 dei 50 Stati che formano gli Usa somministrano la pena di morte. Solo 15 stati l’hanno eliminata dal loro ordinamento (Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin, New Jersey e Nuovo Messico). A questi stati va aggiungo anche il territorio del Distretto della Colombia. Altre 3 stati, pur conservando la pena di morte nei propri statuti, non la applicano più dal 1976. Si tratta degli stati del Kansas, del New Hampsgire e di New York; quest’ultimo l’ha dichiarata incostituzionale, ma no l’ha ancora formalmente cancellata dal proprio ordinamento. Infine il Nebraska, pur contemplando la pena di morte, ha dichiarato incostituzionale la sedia elettrica.

Proprio sulla disumanità dei metodi per somministrare la pena di morte si è verificata negli anni scorsi una pragmatica moratoria delle esecuzioni capitali in quasi tutti gli stati federali. Ma una successiva sentenza dell’Alta Corte che ha definito l’iniezione letale un trattamento moralmente accettabile e biologicamente adeguato, ha prodotto una ripresa delle esecuzioni (particolarmente alacre in stati come il Texas e la Georgia).

Un’iniziativa di due coniugi bolognesi, con l’aiuto di Telesanterno e della stampa locale, è riuscita l’anno scorso a fermare il conto alla rovescia per l’esecuzione di un giovane pellerossa, in Georgia, facendogli ottenere una revisione del processo (a suo tempo il giovane, per la sua difficile situazione economica, non fu in grado di ricevere adeguata assistenza legale). Un piccolo successo dal cuore emiliano.

Nel mondo sono 85 gli stati che applicano la pena di morte, mentre sono ben 117 quelli che l’hanno abolita. Per ben due volte le Nazioni Unite hanno votato risoluzioni, fortemente sostenute dall’Italia, che invitano i paesi membri ad una moratoria universale della pena di morte. Il 15 Novembre 2007 nella Terza Commissione (99 favorevoli, 52 contrari, 33 astenuti) ed il 18 Dicembre dello stesso anno nell’Assemblea Generale (104 favorevoli – 5 in più che in Commissione – 54 contrari e 29 astenuti).

Per lo più i reati che prevedono la pena di morte sono quelli di omicidio e alto tradimento. In alcuni stati vengono penuti con la massima condanna anche altri reati violenti come la rapina e lo stupro. In alcuni stati teocratici, soprattutto islamici, è punita con la morte anche l’apostasia, ovvero il rinnegamento della religione.

Il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte fu, il 30 novembre 1786, il Granducato di Toscana con l’emanazione del nuovo codice penale toscano (Riforma criminale toscana o Leopoldina) firmato dal granduca Pietro Leopoldo (divenuto poi Leopoldo II del Sacro Romano Impero), influenzato dalle idee di pensatori come Cesare Beccaria, e dal movimento massonico in generale; tale giornata è ancora oggi festa regionale in Toscana.

Precedentemente una breve abolizione (o meglio una forte limitazione) avvenne in Russia nel 1753 per opera della zarina Elisabetta I. Se si considera l’abolizione “di fatto” lo stato abolizionista più antico è invece la Repubblica di San Marino, tuttora esistente: l’ultima esecuzione ufficiale risale infatti al 1468, mentre l’abolizione definitiva fu sancita per legge nel 1865. (wikipedia).

AGENDA STORICA DELL’8 FEBBRAIO

1971: Debutta un nuovo mercato borsistico statunitense: il Nasdaq, acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotation (ovvero: “Quotazione automatizzata dell’Associazione nazionale degli operatori in titoli”) è il primo esempio al mondo di mercato borsistico elettronico. E’ l’indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana. Partì con un valore iniziale di 100 punti, arrivando a toccare il picco storico diu 5132 punti il 10 marzo 2000, in pieno boom della New Economy.

1993: Un programma della rete televisiva americana NBC mostra due incidenti (rivelatisi poi falsi) che sembrano evidenziare difetti costruttivi di alcuni pickup della General Motors, soggetti ad incendiarsi facilmente se colpiti in certi punti. La General Motors cita immediatamente la NBC in tribunale. Qust’ultima patteggia il giorno seguente.

COMPLEANNI E LUTTI

L’8 Febbraio registra la nascita dello scrittore Jules Verne (1828-1905), del filosofo austriaco Martin Buber (1878-1965), del poeta Giuseppe Ungaretti (1888-1970), degli attori James Dean (1931-1955) e Nick Nolte (1940), e della campionessa di pattinaggio su ghiaccio Carolina Kostner (1987).

Nello stesso giorno chiudono gli occhi per sempre il diplomatico e scrittore Baldassarre Castiglione (1478-1529), santa Giuseppina Bakhita (1869-1947) ed il matematico John von Neumann (1903-1957).


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Un Commento in “8 Febbraio: la prima esecuzione con la camera a gas”

  • Sergio Di Tonno scritto il 9 febbraio 2010 ammartedìTuesdayEurope/Rome 11:18

    Mi chiamo Sergio Di Tonno, sono un giornalista e proprio recentemente è stato pubblicato, dalle Edizioni Joker, un mio libro intitolato “Quinto Comandamento” (Due casi di pena di morte). Uno dei due fatti raccontati riguarda proprio Caryl Chessman. Nell’articolo sopra descritto c’è da chiarire che il “sequestro di persona” del quale si è reso protagonista Chessman non è il sequestro di persona che intendiamo noi italiani ma, in base alla legge del “Piccolo Lindbergh”, il solo prelevare da un’auto una persona con la forza veniva definito “sequestro di persona con lesioni personali” e la punizione prevista poteva essere, e per Chessman fu, la pena di morte pur senza aver commesso nessun omicidio. Nel 1948 quando Chessman fu condannato alla camera a gas era ancora vigente la legge coniata nel 1936 per Richard Hauptmann, accusato del rapimento e uccisione di Charles Lindbergh Jr. di circa due anni.

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