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7 Giugno: Pavlov scopre il “riflesso condizionato” che rende più simili uomini e cani

E’ il 1987, e precisamente il mese di Giugno, quando esce la pubblicazione del fisiologo russo Ivan Petrovic Pavlov – Lezioni sull’attività delle principali ghiandole digerento – con la quale, oltre a definire con esattezza i processo biochimici della digestione, si accenna anche ad un’altra fondamentale scoperta nel correlato campo psichico: quella del “riflesso condizionato”.

Pavlov per la prima volta, infatti, osserva e documenta un’interazione diretta fra la psiche e la fisiologia. Un’interazione valida sia per gli uomini che per gli animali. Ed è proprio dall’osservazione dei suoi cani che Pavlov deriverà la sua scoperta. Il medico russo si accorge infatti che il suo cane sbava e produce succhi gastrici alla sola vista del cibo. Gli stessi succhi gastrici della digestione, anche se il cibo non è ancora entrato fisicamente nel circolo digestivo.

Pavlov decide di verificare la sua osservazione naturale, con una riproduzione controllata e sperimentale del fenomeno, esperimento che passerà alla storia come quello del “cane di Pavlov”. Lo scienziato russo fa sentire un campanello al proprio cane, senza registrare alcun effetto particolare a livello gastrico o di secrezione salivare. Poi abbina il suono del campanello alla somministrazione di cibo, e naturalmente il cane inizia a salivare e produrre succhi gastrici. Infine fa risentire nuovamente al cane lo stesso rumore di campanello, ma senza servire alcun cibo; ebbene il cane comincia a salivare lo stesso e a produrre secrezioni gastriche. E’ la prova che la psiche può interagire direttamente sul fisico; anche su quello umano.

Pavlov riuscirà quindi a definire con acutezza il meccanismo di stimoli (eccitazione e inibizione) che possono produrre prevedibili reazioni psichiche con diretti riflessi fisici nella mente e nell’organismo umano ed animale.
Riflessi che possono naturalmente anche essere indotti e manipolati: questa è l’altra faccia della medaglia del nuovo orizzonte scientifico aperto da Pavlov.
Ed è anche probabilmente il motivo per cui il regime comunista russo continuò a sostenere le ricerche di Pavlov nonostante il suo atteggiamento pubblico anti-marxista ed anti-stalinista (che portò lo stesso Pavlov ad opporsi all’ammissione nell’Accademia delle Scienze russa di tre noti intellettuali marxisti (Deborin, Luki e Frice, rispettamente un filosofo, uno storco ed un critico letterario) perché da lui considerati “lacchè di Stalin”.

Sulle possibilità di condizionamento psico-fisico derivanti dalle scoperte di Pavlov, è meno noto l’altro esperimento sui cani condotto dallo stesso scienziato per indurre in essi stati confusionali e di schizofrenia.

Pavlov addestrò il cane a riconoscere e distinguere le forme di un cerchio e di un elisse, facendogli premere un bottone A nel caso del cerchio, o un bottone B nel caso dell’elisse. Continuando l’esperimento Pavlov cominciò a tracciare elissi sempre più simili al cerchio, finchè il cane non riuscì più a riconoscere la differenza. Ad ogni risposta sbagliata, l’animale veniva punito con una scossa elettrica, fino a quando l’angoscia e la paura di sbagliare produssero nel cane uno stato insopportabile di indecisione, che sfociò in comportamenti evidentemente schizofrenici.

Uno dei cani di Pavlov è tuttora esposto imbalsamato al Museo Pavlov di Rjazan.

La scoperta di Pavlov, se da un lato rivelò nuove strade scientifiche per la comprensione della fisiologia, dall’altro aprì anche prospettive inquietanti per la possibilità di condizionare con processi compulsivi il comportamento degli individui e delle masse. Non a caso la scoperta del “riflesso condizionato” di Pavlov ispirò anche romanzi apocalittici come “Brave New World” di Aldous Huxley (nel quale compare la “Neo Pavlovian Society”) o “Gravity’s Rainbow” di Thomas Pynchon.

Gli studi di Pavlov sono alla base anche delle ricerche per la cosiddetta “Intelligenza Artificiale”, in grado di replicare gli stessi procedimenti pensiero-azione dell’uomo, sulla base di parametri di partenza “prevedibili” come certi aspetti compulsivi del comportamento dettati da riflessi condizionati psichici e biochimici. I più recenti e approfonditi studi sull’area limbica del cervello umano stanno evidenziando parecchi di questi “meccanismi” semi-automatici, tanto da rendere quasi necessaria una ridefinizione del cosiddetto “libero arbitrio” dell’uomo. Una libertà che potrebbe essere più apparente che reale, a causa dei condizionamenti biochimici insiti nelle parti più recondite della nostra fisiologia cerebrale.

Pavlov ha reso certamente il cane un animale più prevedibile, e per certi versi addomesticabile. Ma probabilmente ha aperto una porta analoga anche per l’uomo.

Se si giungerà effettivamente a riprodurre una “intelligenza artificiale”, vorrà infatti dire che anche l’uomo sarà diventato un essere più “prevedibile”. Ed è questa ancora oggi la differenza che conserva l’oggettiva superiorità del genere umano sulle macchine elettroniche da esso stesse create: macchine che possono elaborare operazioni inimmaginabili per la mente umana, ma non possono ancora “immaginare” ciò che può fare la fantasia e l’imprevedibile mente umana. Ma se anche la fantasia fosse riducibile ad una formula biochimica?
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AGENDA STORICA DEL 7 GIUGNO

1862: Accordo fra Stati Uniti e Inghilterra per la soppressione della tratta degli schiavi.

1914: La prima nave transita attraverso le chiuse del Canale di Panama.

1981: Aerei israeliani bombardano e distruggono il Reattore Nucleare Iracheno di Osiraq.

1984: Il segretario del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer, muore durante un comizio a Padove, vittima di un ictus improvviso.

Oggi è la Giornata Onu della Biodiversità.

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COMPLEANNI E LUTTI

Il 7 Giugno nascono il presentatore televisivo Pippo Baudo (1936), il pugile americano James J. Braddock (1905-1974), la tennista russa Anna Kourikova (1981), l’attore Enrico Montesano (1945), l’attore irlandese Liam Neelson (1952).

Nello stesso giorno ci lasciano lo scrittore inglese Edward Morgan Foster (1879-1970), lo scrittore americano Henry Miller (1891-1980), la scrittrice statunitense Dorothy Parker (1893-1967), il regista Dino Risi (1916-2008) ed il matematico inglese Alan Turing (1912-1954).


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