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7-8 Dicembre: la notte della Repubblica, il golpe “virtuale” del principe Borghese

borghese_reducidoSe le cose fossero andate in un certo senso, gli italiani alle prime luci dell’alba successiva alla notte del fallito (più propriamente “annullato”) golpe dell’8 Dicembre 1970, avrebbero ascoltato dai microfoni della RAI (che i golpisti erano pronti ad occupare) queste parole, pronunciate dallo stesso ideatore di quel colpo di stato, il “principe neroJunio Valerio Borghese:

Italiani, l’auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di stato ha avuto luogo La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere. Nelle prossime ore con successivi bollettini, vi verranno indicati i provvedimenti più immediati ed idonei a fronteggiare gli attuali squilibri della Nazione.
Le Forze Armate, le Forze dell’Ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della Nazione sono con noi; mentre, dall’altro canto, possiamo assicurarvi che gli avversari più pericolosi, quelli, per intendersi, che volevano asservire la patria allo straniero, sono stati resi inoffensivi. Italiani, lo Stato che insieme creeremo, sarà un’Italia senza aggettivi né colori politici. Essa avrà una sola bandiera: il nostro glorioso Tricolore! Soldati di Terra, di Mare e dell’Aria, Forze dell’Ordine, a voi affidiamo la difesa della Patria ed il ristabilimento dell’ordine interno. Non saranno promulgate leggi speciali né verranno istituiti tribunali speciali; vi chiediamo solo di far rispettare le leggi vigenti. Da questo momento, nessuno potrà impunemente deridervi, offendervi, ferirvi nello spirito e nel corpo, uccidervi.
Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso Tricolore vi invitiamo a gridare il nostro prorompente inno d’amore: Italia! Italia! Viva l’Italia!”

Ma questo discorso non fu mai pronunciato, anche se il testo fu effettivamente ritrovato nei cassetti dell’abitazione romana del principe Borghese, rifugiatosi all’estero.
GolpeBorgheseIl bello è che gli italiani dormirono sonni tranquilli e non si accorsero affatto del tentativo di golpe e di tutto ciò che era accaduto nella notte più lunga della prima repubblica italiana. Se non diversi mesi dopo, quando affiorarono le prime ricostruzioni sulla stampa (il primo quotidiano a parlarne fu “Paese Sera” che tre mesi dopo quella fatidica notte titolò “Piano eversivo contro la repubblica, scoperto piano di estrema destra“), e dall’avvio dell’inchiesta della magistratura.

Ancora oggi a distanza di quasi 40 anni la ricostruzione effettiva di ciò che accadde nella notte fra il 7 e l’8 Dicembre del 1970 è alquanto nebulosa.
Protagonista e animatore del tentativo di golpe fu il principale Junio Valerio Borghese, già comandante della X Mas, corpo scelto della Repubblica di Salò.
Il colpo di stato da lui ideato aveva infatti forti connotati militari e di destra (Borghese, detto anche il principe nero, operava politicamente con la sigla “Fronte Nazionale”, in stretto contatto con “Avanguardia Nazionale”, entrambe formazioni di estrema destra).
Il golpe era stato progettato fin dall’anno prima, il 1969, in un clima di forti tensioni sociali e grandi lotte sindacali, con una Democrazia Cristiana sempre più in crisi di consensi e di potere, e con la progressiva avanzata elettorale dei partiti di sinistra, PCI e PSI in primo luogo. Ed il golpe era stato pensato proprio per arginare questa avanzata delle sinistre, che assediavano il governo del paese e sembravano ormai pronte a scavalcare elettoralmente la DC ed i suoi alleati tradizionali di centrodestra, un’avanzata che pareva irreversibile.

LA PAURA DEL “SORPASSO” COMUNISTA

Naturalmente un’Italia governata od egemonizzata da un PCI che allora aveva ancora forti rapporti con il Partito Comunista dell’Unione Sovietica, preoccupava anche sul piano internazionale, in particolare gli Stati Uniti, che pare fossero al corrente del disegno di Borghese e gli avessero mandato segnali “possibilisti” (a patto che dopo lo stesso golpe il potere fosse affidato ad un personaggio politico per così dire “di garanzia”. Sembra che gli stessi americani avessero fatto il nome di Giulio Andreotti).

Sentendosi in un certo senso incoraggiato il principe Borghese aveva tessuto la tela operativa del golpe, che prevedeva fra l’altro il coinvolgimento di una sorta di milizia volontaria e di alcuni reparti dell’esercito, con l’obiettivo di occupare simultaneamente il Ministero dell’Interno, quello della Difesa, le sedi RAI, le centrali delle telecomunicazioni (radio e telefoni). Stando alle risultanze delle successive indagini della magistratura e delle inchieste giornalistiche, nei piani del golpe rientrava anche il rapimento del capo dello stato, Giuseppe Saragat, la cattura e la deportazione dei parlamentari e dei dirigenti dei partiti di opposizione, e, pare, anche l’assassinio del capo della polizia, Angelo Vicari, assassinio affidato a sicari della mafia.

ARMI E MUNIZIONI PER GLI “INSORTI”

Già il 7 Dicembre 1970 diverse centinaia di congiurati cominciarono a concentrarsi in diverse città italiane, principalmente a Milano e a Roma, dove, nei sotterranei del Ministero degli Interni, cominciò anche la distribuzione di armi e munizioni ai golpisti. Il generale dell’Aeronautica Giuseppe Casero ed il colonnello Giuseppe Lo Vecchio presidiavano il Ministero della Difesa, mentre una colonna armata del Corpo Forestale dello Stato, composta da 187 uomini e guidata dal colonnello Luciano Berti, si andò ad appostare nei pressi delle sedi RAI di Roma. Al Nord, invece, un reparto di “volontari” al comando del colonnello Amos Spiazzi aveva pianificato l’occupazione di Sesto San Giovanni, una delle roccaforti operaie dell’hinterland milanese.
Quando tutto era ormai pronto per “chiudere il cerchio”, il golpe fu però improvvisamente annullato dallo stesso Borghese, per motivi mai del tutto chiariti.

I MOTIVI DELLO “STOP, INDIETRO TUTTA!”

Una delle ricostruzioni più attendibili, basate sulle testimonianze del colonnello Amos Spiazzi, il principe Borghese avrebbe compreso all’ultimo minuto che il sua golpe stava per trasformarsi in una trappola tesa dalle stesse forze governative che erano perfettamente a conoscenza delle sue mosse, ed avevano già un contro-piano per sfruttarle a proprio vantaggio; secondo tale piano il golpe della destra sarebbe stato immediatamente represso, ed usato come scusa, dallo stesso governo democristiano, per emanare leggi speciali, che avrebbero imbrigliato non solo i golpisti di destra, ma anche e soprattutto i movimenti sindacali e di sinistra. Questo contro-piano venne battezzato “Esigenza Triangolo”, ed era pronto a scattare non appena Borghese avesse compiuto la prima mossa.

Ma il principe fu probabilmente avvertito, o quanto meno si rese conto che i movimenti dei suoi uomini erano già stati “imbrigliati” da contromisure di sicurezza, pronte a scattare. Lo stesso Spiazzi, che si muoveva in contatto con i servizi segreti, testimoniò che quella notte lungo le autostrade italiane si mossero diverse autocolonne militari, dell’esercito regolare e dei golpisti, in una specie di partita a scacchi, giocata sul nostro sistema democratico, mentre l’Italia dormiva sogni tranquillizzati da “Canzonissima” e dai varietà della (unica) televisione di stato.

GLI USA E LA FLOTTA SOVIETICA NEL MEDITERRANEO

Una successiva ed accurata ricostruzione televisiva del golpe, in un programma di Giovanni Minoli, ha attribuito l’improvviso “dietro front” delle “guardie forestali” del principe Borghese ad un ordine proveniente direttamente dai servizi Usa, in seguito alla rinuncia di Giulio Andreotti ad assumere il potere dopo lo stesso golpe.

Oltretutto in quei giorni la flotta russa stanziava nel Mediterraneo, e gli Usa non intendevano certo trovarsi coinvolti in un delicato incidente internazionale, se l’Urss avesse deciso di intervenire in qualche modo per difendere i dirigenti ed i militanti del PCI.

Nel 2004, grazie al Freedom of Information Act, si è avuta la conferma che il governo Usa era al corrente del piano Borghese. I collegamenti con l’ambasciata americana di Roma era tenuti da Ugo Fenwich (rappresentante in Italia del Partito Repubblicano Usa) con il medico Adriano Monti, una sorta di ministro degli esteri del principe Borghese (per il quale, nella fase di preparazione del golpe, aveva incontrato in Spagna anche Otto Skorzeny, il soldato tedesco che aveva preso parte alla liberazione di Mussolini dal Gran Sasso, il 12 Settembre 1943). Dopo l’arresto di Monti, Fenwich abbandonò precipitosamente l’Italia con un aereo “speciale”.

Le testimonianze rese dallo stesso Monti confermarono comunque le condizioni poste inizialmente dagli Usa (cioè che il potere successivamente al golpe fosse affidato ad un politico più rappresentativo, indicando come tale Giulio Andreotti), ma non furono in grado di stabilire se e come lo stesso Andreotti fosse al corrente del golpe e delle indicazioni sul suo nome fatte da “ambienti” vicini al governo statunitense (il presidente di allora era il repubblicano Richard Nixon, ed il suo segretario di stato Henry Kissinger).

FUGHE ALL’ESTERO E PROCESSI: ALLA FINE TUTTI ASSOLTI


Abortito il tentativo di golpe, il principe Borghese si rifugiò in Spagna, dove rimase fino alla morte (26 Agosto 1974), nonostante che già nel 1973 fosse stato revocato l’ordine di cattura nei suoi confronti.

Il 30 maggio 1977 cominciò il processo per il golpe a carico 68 imputati. Le accuse erano di usurpazione dei poteri dello stato e cospirazione. L’iter giudiziario si concluse in Corte d’Assise d’appello il 29 Novembre 1984, con una assoluzione complessiva (“perché il fatto non sussiste”), nel dispositivo della sentenza si legge anche che l’accaduto non era altro che il vaneggiamento di un “conciliabolo di 4 o 5 sessantenni”.
Anche la famosa marcia delle guardie forestali, comandate dal maggiore Berti, da Rieti a Roma, marcia arrestatasi improvvisamente sulla via Olimpica, fu considerata e giustificata come “una coincidenza”, una specie di esercitazione non inerente al tentativo di golpe. Come dire “avevamo scherzato”.

IL GOLPE E LA SATIRA

Ed in effetti la satira ed il cinema si sono subito impadroniti di questo golpe “ad andata e ritorno”: nel 1973 il regista Mario Monicelli ne ha infatti tratto il film “Vogliamo i colonnelli”, i cui protagonisti principali sono un colonnello nostalgico della seconda guerra mondiale ed un generale dell’aeronautica in preda all’alzhaimer. Un versione a fumetti del golpe è apparsa anche nella serie “Alan Ford” (l’albo numero 60) disegnata da Max Bunker (dove si parla di un colpo di stato a “Penisolandia”). La notte del golpe “virtuale” all’italiana è infine diventata anche un brano di una canzone “La donna mia – Scusa Mary”, laddove Rino Gaetano canta: “e mentre la forestale tenta il golpe alla Rai / c’era stato un concerto all’isola di Wight”.
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AGENDA STORICA DELL’8 DICEMBRE.
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1849: QUANDO IL PAPA ERA ANCORA RE…

Il 7 Dicembre 1849 il Papa Pio IX pubblica la Lettera Enciclica Noscitis et Nobiscum, sulle accuse rivolte alla Chiesa di non volere la gloria dell’Italia, sulle cospirazioni contro la Chiesa e la Religione, sul pericolo del socialismo e del comunismo, sulla loro incompatibilità con la Religione, sui tentativi di protestantizzazione in Italia, sulla necessità di meglio istruire i fedeli sugli insegnamenti della Religione, sulla condanna della diffusione della stampa, sulla condanna dei cattivi libri e della diffusione dei Libri sacri in volgare senza autorizzazione della Santa Sede, sulla condanna del socialismo e del comunismo, sulla condanna degli ecclesiastici che abbracciano le teorie moderne (da Wikipedia).
Stesso giorno (7 Dicembre, stesso Papa (Pio IX), cinque anni più tardi (1854) proclama il dogma dell’Immacolata Concezione, che sostiene che la Vergine Maria nacque priva del peccato originale .

Dunque i dogmi non risalgono solo ai secoli patriarcali delle antiche scritture, ma in taluni casi sono stati proclamati in tempi assai più moderni. La stessa “divinità” di Cristo fu sancita dalla Chiesa Cattolica tre secoli dopo la sua morte, nel Concilio di Nicea, con una votazione per alzata di mano. Ed infine il dogma dell’infallibilità del Papa risale “appena” al 1870, per volere dello stesso Pio IX, su ispirazione dei gesuiti, in risposta allo sconcerto di una parte del mondo cattolico per la precedente proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, una proclamazione “papale” che andava contro la tradizione secondo la quale i dogmi della Chiesa erano discussi e stabiliti (fin dai tempi di Nicea) dai Concili. Ma il particolare periodo storico, combaciante anche con la presa di Roma e la fine (?) del potere temporale del papato, richiedeva un “Soglio di Pietro” più solido e indiscusso. Teologia e politica, insomma, si diedero la mano.
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1831: Invenzione del motore elettrico. Molti libri di storia la attribuiscono a Faraday, ma pare che a precederlo, un anno prima, sia stato l’insegnante americano Joseph Henry (1797-1878).
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1886: Negli Stati Uniti viene fondata l’American Federation of Labor
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1941: Prima macabra evoluzione tecnica dello sterminio degli ebrei da parte nel nazismo. Nel campo di Chelmo, nei pressi di Lodz, vengono sperimentati per la prima volta camion a gas, vere e oroprie camere a gas semoventi che uccidevano i prigionieri durante il trasporto. Particolare angoscioso: sulla fiancata degli stessi camion erano dipinti falsi finestrini con immagini di passeggeri sorridenti.
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1965: Si chiude ufficialmente il Concilio Ecumenico Vaticano II; voluto ed aperto da Papa Giovanni XXIII viene chiuso da Papa Paolo VI:
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1972: Record assoluto di velocità su binari per treni “non elettrici”: il TG V001 raggiunge i 318 km orari.
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1980: Un fan paranoico aspetta l’ex Beatrle John Lenon sotto la sua casa di New York, e lo uccide con un colpo di pistola. il mondo perde una delle sue voci più poetiche (autore di canzoni indimenticate ed indimenticabili, come “Imagine”, che ancora oggi sanno infondere un’incredibile speranza).
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1991: Lo Zampone di Modena entra nel Guinness dei Primati. A Castelnuovo Rangone viene cotto e mangiato lo zampone più grande del mondo.
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1992: Confermando una serie di gossip che circolavano ormai da tempo sui tabloid scandalistici inglese, il principe Carlo d’Inghilterra e Lady Diana Spencer annunciano la loro separazione.
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2004: Un altro caso di follia omicida nel mondo del rock: Nathan Gale, durante un concerto dei Damageplan a Columbus nell’Ohio, uccide il chitarrista heavy metal Dimebag Darrel ed altre tre persone.
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2006: Viene presentata sul mercato la nuova console Wii.
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COMPLEANNI E LUTTI

L’8 Dicembre nascono invece l’attrice americana Kim Basinger (1953), gli attori statunitensi David Carradine (1936) e John Rubinstein (1946), il fondatore della General Motors William C. Durant (1861), il politico italiano Arnaldo Forlani (1925), il regista francese, pioniere del cinema d’animazione, Georges Melies (1861), il cantante dei Doors Jim Morrison (1943), la cantautrice irlandese Sinead “Connor (1966),

Mentre nello stesso giorno, l’8 Dicembre, ci lasciano per sempre il drammaturgo polacco Tadeusz Kantor (1990) ed il filosofo inglese Herbert Spencer (1903) e l’ex Beatle John Lennon (1980).
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