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600 bicipiti al campionato del mondo di braccio di ferro. Italia 12sima nel medagliere

braccio_di_ferroE’ la più grande adunata di bicipiti del mondo. Fino a Domenica in quel di Porto Viro, nel cuore del Delta del Po veneto, muscoli e sudore da tutti i paesi del mondo sono di scena nel nuovo Palasport per la trentunesima edizione dei campionati iridati di braccio di ferro. Erano otto anni che non si teneva una simile manifestazione in Italia, e gli organizzatori ci hanno tenuto a fare le cose in grande, investendo circa 400mila euro, per ospitare al meglio i 600 atleti (ed atlete) più forti del globo che si contenderanno le varie fasce di campione del mondo per le diverse categorie di peso.

Girando in questi giorni per Porto Viro si rimane in effetti colpiti da questo festival del bicipite, non solo assistendo alle gare all’interno del Palasport, ma anche dal “folclore” tipico del braccio di ferro nel quale ci si imbatte un po’ dovunque, nei bar, lungo le strade, nei ristoranti di questa cittadina letteralmente invasa e “contagiata” dalla bracciodiferro-mania. Ci sono i bambini che hanno abbandonato la playstation ed in questi ultimi giorni, per spirito imitativo, hanno fatto del braccio di ferro il loro gioco preferito (fra bambini e bambine senza troppe distinzioni… anche perché a livello sportivo non sono poche le donne che lo praticano, qualcuna è diventata anche molto famosa e “rispettata” pure dai maschi, agonisticamente parlando; qualcuna anche del posto). Ci sono i bambini, dicevamo, e poi ci sono loro, i superforzuti, per l’occasione, fuori dal palasport, in versione “gigante buono”: omoni grandi e grossi che accettano di incrociare il braccio con i bambini e si fanno pure battere. Ma poi negli incontri ufficiali al Palasport è tutta un’altra cosa. Lì tornano a fare i duri, lì scaricano tutta la loro adrenalina e la concentrazione agonistica. Smettono di fare i “turisti”, e si ricordano di essere gli atleti più forti del mondo, venuti qui per decidere chi fra loro sarà in assoluto il “numero uno”. Russi, turchi, svedesi, italiani, belli e brutti, uomini e donne, più e meno giovani, molti con vistosi tatuaggi, con gli avambracci unti di crema, oppure avvolti in scaldamuscoli di lana, in attesa di essere chiamati al proprio “tavolo” di gara.

Chi non ha mai assistito ad un torneo di braccio di ferro, rimane stupito dall’intensità ma anche dalla relativa brevità dei singoli “combattimenti”. Si vedono i due contendenti in piedi l’uno davanti all’altro: incrociano i polsi, con una mano si tengono ad un perno, urlano e cominciano a spingere… quasi sempre in pochi secondi è tutto risolto: il vincitore esulta con il braccio in aria, lo sconfitto si massaggia il bicipite reclinato sul fianco. Si può produrre il massimo sforzo per dieci, dodici secondi al massimo, spiega il presidente della federazione italiana braccio di ferro, Claudio Rizza, che qui fa gli onori di casa, “Dopodichè il braccio diventa impastato, come diciamo noi, e non è più possibile gareggiare per qualche ora… “.

Fuori luogo le battute sugli spinacci, sul Braccio di Ferro dei cartoni animati, o su certi film di sfide in locali fumosi fra birre e motociclette… questo è uno sport serio, con regole precise e severe, che aspira a diventare specialità olimpica, fa capire un arbitro di Bergamo, Lorenzo Carabelli.

C’è anche una beniamina di casa, Giulia Visentin, figlia d’arte, la madre è stata campionessa italiana e giocava con Giulia a braccio di ferro fin da quando la figlia aveva cinque anni.

Che preparazione deve affrontare un atleta di braccio di ferro al massimo livello agonistico, durante questi mondiali? Alla domanda offre una risposta, tramite le dichiarazioni rilasciate in questi giorni sui giornali locali, Michele Iacono, padovano, campione italiano 90 chili: “Vado ogni giorno in palestra, faccio training alle braccia con serie negative per i bicipiti, e mille o duemila esercizi a polso libero: perché la tua forza non deve essere solo nel muscolo, ma in tutto il braccio”.

Niente spinacci di Popeye, si diceva prima, ma allora qual è la giusta alimentazione di un campione di braccio di ferro? Anche in questo caso la risposta la troviamo sul giornale locale (Il Mattino di Padova) tramite la dichiarazione di un altro beniamino del posto, Ermanno Marangon, già campione europeo, “Bisogna bere acqua in giusta quantità, il corpo ne ha sempre bisogno. Mezzora prima della competizione è bene prendere glucosio o carboidrati sciolti. Le proteine servono per rinforzare i muscoli, ma vanno prese lontane dall’impegno fisico”.

Braccio di ferro è praticato anche dalle donne. Qualcuna di loro ha cominciato quasi per scherzo, per una scommessa fra amici in una fiera, come la friulana Valentina; c’è chi ha trovato nel braccio di ferro anche un modo per sfogare la propria forza naturale e le proprie esuberanti energie, come Rosalba, della Valle d’Aosta, che per le gare neanche si prepara, va al tavolo, affronta l’avversaria e le stende il braccio (“Sono forte naturale, non vado nemmeno in palestra”, dichiara alla stampa).
E c’è chi in questi raduni trova anche il fidanzato… resta solo da chiedersi su quale parte del corpo si sarà posato il primo sguardo di lui e di lei. Nei soliti posti, o sull’avambraccio?

Qui al Palasport di Porto Viro (ad un’oretta di auto da Ferrara e Rovigo, un’ora e mezza-due da Bologna o da Ravenna) si va avanti fino a domenica. L’ingresso è gratuito, e lo spettacolo garantito, dentro e fuori.

LE CLASSIFICHE FINALI: L’ITALIA AL DODICESIMO POSTO NEL MEDAGLIERE

L’Italia nelle classifiche provvisorie si è piazzata al dodicesimo posto nel medagliere, su 45 nazioni presenti a questa memorabile edizione dei mondiali di Porto Viro. Una posizione che potrebbe ancje migliorare con gli ultimissimi risultati della manifestazione, che la Waaf sta ancora verificando in queste ore per diramare ufficialmente le classifiche finali. Difficile per gli italiani competere con altre scuole straniere, come spiega Ermanno Marangon, uno degli organizzatori dell’evento:“il livello degli atleti è altissimo per questo mondiale, però gli italiani non possono essere preparati come gli stranieri che fin da piccoli praticano questa disciplina. In alcune nazioni, come Russia, Ucraina, Georgia e Canada, infatti, lo sport del braccio di ferro viene praticato come avviene per il calcio da noi sin dalle elementari”.
Per il prossimo mondiale l’appuntamento è già fissato a Las Vegas.

Foto generica di repertorio


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Andrea Musi

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2 Commenti in “600 bicipiti al campionato del mondo di braccio di ferro. Italia 12sima nel medagliere”

  • giovanni scritto il 17 marzo 2010 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 21:05

    SALVE A TUTTI , VI CONTATTO DA MILANO, SONO RIMASTO SEMPRE INCURIOSITO, DA QUESTI CAMPIONATI DI BRACCIO DI FERRO,SONO ALTO 2 MT,PESO 112 KL,CIRCONFERENZA TORACE 120,BICIPIDE 43 CM,SE QUALCUNO MI PUO INDIRIZZARE COSA DEVO FARE PER PARTECIPARE,SEREI GRATO,GRAZIE A TUTTI.

  • Michele scritto il 2 ottobre 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 13:25

    ciao mi chiamo michele volevo un informazione..volevo sapere il prossimo campionato o una gara di braccio di ferro quand’è.
    Grazie.Saluti

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