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6 Novembre 1942: El Alamein, la drammatica resa dei superstiri della Folgore

Alle 14,35 del 6 Novembre 1942 ciò che restava della Divisione Folgore, dopo quattro mesi di combattimenti nella zona di El Alamein, senza acqua ed ormai senza munizioni si arrese ai britannici (distruggendo prima tutte le proprie armi, ormai inservibili, per non doverle comunque cedere al nemico). I soldati inglesi comprendono lo stato d’animo dei militari italiani, ed anche in segno di rispetto per il coraggio e l’incredibile spirito di sacrificio che avevano dimostrato nelle frasi più cruente della battaglia, resistendo incredibilmente a continui e massicci bombardamenti, consentono agli ultimi sopravvissuti della Folgore di arrendersi senza mostrare la bandiera bianca e senza alzare le mani.
L’attacco definitivo degli inglesi era iniziato il 2 Novembre. Il giorno dopo Rommel disponeva ormai solo di 35 carri armati; il 4 Novembre il feldmaresciallo dovette ordinare il ritiro.
Il 6 Novembre le forze dell’asse, e gli italiani in particolare, non furono più in grado di opporre alcuna resistenza organizzata. Gli storici ritengono che la sconfitta di El Alamein e la perdita dell’Africa Settentrionale furono fatali per il destino della guerra e di Hitler. Il primo ministro inglese, Winston Churchill, commentò così la vittoria sul suolo africano: “Ora, questa non è la fine, non è nemmeno l’inizio della fine, ma forse è la fine dell’inizio”.
Nel cimitero dei caduti della Folgore ad El Alamein c’è questa epigrafe:
“Fra le sabbie non più deserte
son qui di presidio per l’eternità i ragazzi della Folgore
fior fiore di un popolo e di un Esercito in armi.
Caduti per un’idea, senza rimpianto, onorati nel ricordo dello stesso nemico,
essi additano agli italiani, nella buona e nell’avversa fortuna,
il cammino dell’onore e della gloria.
Viandante, arrestati e riverisci.
Dio degli Eserciti,
accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell’angolo di cielo
che riserbi ai martiri ed agli Eroi”.

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AGENDA STORICA DEL 6 NOVEMBRE
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DALL’ABBAGLIO DI GALVANI ALLA PILA DI VOLTA
… GRAZIE AD UNA POVERA RANA!

Luigi_Galvani_ExperimentL’anatomista bolognese armeggia intorno ad una rana vivisezionata con uno strano strumento, aiutato dalla moglie. Toccando con quello strumento – un arco conduttore – un muscolo della povera rana, si accorge che l’arto dell’animale morto ha un sussulto. Da ciò, lo scienziato bolognese Luigi Galvani, assistito dalla moglie Lucia Galeazzi, deduce di aver ottenuto la prova definitiva dell’esistenza dell’”elettricità animale”. Galvani ritiene che si tratta di un’energia misteriosa prodotta dal cervello e trasferita ai muscoli tramite i nervi. In realtà si tratta di un abbaglio scientifico, ma in quel momento, il 6 Novembre 1780 (questa la data dell’esperimento con la rana), senza saperlo lo stesso Galvani ha inventato la prima pila elettrica (la contrazione della rana è dovuta all’arco bimetallico usato nell’esperimento, arco che genera appunto una rilevabile differenza di potenziale).
galvaniL’esperienza e la tesi di Galvani solleverà comunque grande scalpore ed un altrettanto acceso dibattito nella comunità scientifica del tempo, divisa fra i sostenitori dell’”elettricità animale” e quanti sono invece convinti che sia stata una sorgente elettrica esterna a far scattare i muscoli della rana. Fra questi ultimi figura anche Alessandro Volta che proprio ripetendo l’esperimento del collega bolognese, Galvani, scoprirà la proprietà dell’arco bimetallico di “creare corrente elettrica”. Ed è quindi proprio dall’”abbaglio” di Galvani, che lo stesso Volta giungerà a mettere a punto, nel 1800, la prima pila elettrica.
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L’ONU CONDANNA IL RAZZISMO SUDAFRICANO

Il 6 Novembre del 1962, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la risoluzione 1761 che condanna le politiche razziste di apartheid del Sudafrica, e chiede a tutti i membri dell’ONU di interrompere le relazioni diplomatiche ed economiche con la nazione.
BIG-mandela18Questo non impedì al regime separatista sudafricano di perpetuare le proprie leggi razziste fino al 1994, nostante che nel 1973 e nel 1976 la stessa Assemblea Generale dell’Onu avesse rincarato la dose classificando l’apartheid come “crimine internazionale”, inserendolo anche nella lista dei “crimini contro l’umanità” che la Corte Penale Internazionale può perseguire.
Il primo teorizzatore del sistema razziale sudafricano fu Hendrik Frensch Verwoerd, vero e proprio “architetto dell’apartheid”, in carica dal 1958 fino al suo assassinio nel 1966 , che definiva l’apartheid come “una politica di buon vicinato”. In teoria la rigida separazione dei bianchi dai neri e dai meticci (che costituivano l’80% della popolazione) doveva servire a garantire a ciascun gruppo razziale di svilupparsi in armonia con le proprie tradizioni; in realtà si trattava di una politica che relegava la stragrande maggioranza della popolazione nera in un ruolo subalterno rispetto alla minoranza bianca. Durante la seconda guerra mondiale l’apartheid risentì anche di influssi del nazismo che resero ancor più ferreo e brutale il segregazionismo imposto dalla popolazione bianca (gli afrikaner) a quella di colore.
Contro l’apartheid del regime sudafricano ci fu anche, nel 1976, un boicottaggio delle Olimpiadi da parte dei paesi africani.
Ma fu solo negli Anni Novanta, con la liberazione del leader Nelson Mandela, che l’apartheid cominciò ad essere superata. Le elezioni del 1994 videro infatti la netta vittoria dell’ANC, il partito antisegregazionista della popolazione nera, che portò alla modifica della costituzione sudafricana. Per volere Nelson Mandela non ci furono vendette né persecuzioni nei confronti degli uomini del passato regime. A loro venne infatti offerta un’amnistia, in cambio di piene e spontanee confessioni rese alla Commissioni per la Verità e la Riconciliazione, riguardo ai crimini commessi agli ordini del governo di allora
Il Sudafrica post-apartheid, aggiungendo nove lingue africane, ha portato il totale degli idiomi ufficiali a undici. Un altro gesto del nuovo governo è stato l’abbattimento dell’arsenale sudafricano. Attualmente il Sudafrica deve ancora lottare contro l’esclusione sociale ed economica.
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L’ELEZIONE DI NIXON, IL PRESIDENTE PIU’ “POVERO”

Il 6 Novembre 1968 le urne degli Stati Uniti assegnano la presidenza al repubblicano Richard Nixon. Passerà alla storia per essere stato uno dei pochi presidenti Usa non appartenenti alla massoneria (lo sono stati almeno 40 su 44), ed anche per essere stato il meno ricco, come patrimonio personale, di tutti gli inquilini della Casa Bianca. Ma soprattutto è passato alla storia per essere stato finora l’unico presidente americano a dimettersi alla carica. Diede infatti le dimissioni il 9 Agosto 1974, per anticipate un sicuto impeachment in seguito allo scandalo Watergate. Una vicenda presidenziale, quindi, altalenante fra demeriti e meriti storici, fra questi ultimi restano comunque come indiscutibile attestati positivi la ripresa del dialogo con la Cina e l’aver posto termine alla guerra nel Viet Nam.
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DOPO LE CONIGLIETTE, ARRIVANO ANCHE I CONIGLIETTI DI PLAYBOY

cellulare-playboyIl 6 Novembre 1985 il proprietario di Play Boy, Hugh Hefner, ammette per la prima volta in uno dei suoi club famosi per le conigliette in topless, anche coniglietti maschi (anch’essi in topless naturalmente). Nello stesso giorno, tre anni dopo (1988), il batterista dei Beatles, Ringo Starr viene accolto in un centro di riabilitazione dall’alcolismo (molti considerano Ringo il meno “talentuoso” dei Beatles come musicista, ma lo stesso Ringo dimostrò di essere di gran lunga il più bravo come attore cinematografico). Infine, nel 2002, l’attrice americana Winona Ryder viene arrestata per taccheggio in un negozio della Quinta Strada. Fra la merce che aveva tentato di rubare un maglione da 760 dollari, decorazioni per capelli da 600 dollari ed un paio di calze da 60 dollari.
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COMPLEANNI E LUTTI

Il 6 Novembre nascono: l’inventore del saxofono, Antoine Jospeh-Adolphe Sax (1814), lo scienziato Cesare Lombroso (1835), l’attrice americana Premio Oscar Sally Field (1946), il cantante Mango (1954), la modella Rebecca Romijin Stamos (1972).

Ci hanno invece lasciato: il compositore russo Piotr Ciakoswsky (1893), il bandito Butch Cassidy (1908) e il giornalista Enzo Biagi (2007).
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