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5 Gennaio: nell’inverno dell’impero comunista dell’Urss spunta la “Primavera di Praga”

primaveradipragaNel clima glaciale della “Guerra Fredda” fra blocco Occidentale e blocco comunista dei paesi posti sotto l’egemonia dell’Urss, spunta in quel 5 Gennaio 1968 un nuovo fiore destinato a chiamarsi “Primavera di Praga”. Sarà un fiore luminoso, ma di breve durata, destinato ad essere calpestato dai carri armati sovietici poochi mesi dopo. Eppure i suoi semi non andranno dispersi, tant’è che la Storia fa iniziare proprio da quella breve stagione il procsso disgregativo dell’impero sovietico, processo che porterà nel 1989, appena 21 anni dopo, alla caduta del Muro di Berlino.

Principale protagonista della “Primavera di Praga” fu un giovane politico (allora 47enne), Alexander Dubcek, che proprio il 5 Gennaio del 1968 venne proclamato segretario generale del Partito Comunista Cecoslovacco (allora Repubblica Ceca e Slovacchia erano ancora un unico paese).

alexander-dubcek-pragueDubcek aveva vissuto in Urss dai 4 a 18 anni; allo scoppio della seconda guerra mondiale era tornato in Cecoslovacchia dove aveva lavorato come operaio, prendendo parte alla resistenza antinazista ed all’insurrezione slovacca del 1944. Si era iscritto al movimento comunista già nella clandestinità, e dopo la guerra era divenuto deputato dell’Assemblea Nazionale nel 1951, ed alto dirigente del partito nel 1963.
Dubcek rappresentava l’ala più riformista, quella che egli stesso definitiva “il socialismo dal volto umano”, che uscì vittoriosa sul piano interno nei confronti dell’ala comunista di Antonín Novotný, più stalinista e più legata all’Unione Sovietica.

“La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni”: questo era il pensiero di Dubcek, che cercava una via più autonoma e liberale al comunismo (in un sistema nazionale che permettesse, ad esempio, la creazione di più partiti, maggiori libertà individuali, di stampa, di espressione).

Le sue riforme sul piano interno, vennero viste però dall’Unione Sovietica come un pericoloso “virus” per l’intero sistema comunista, e nell’agosto dello stesso anno venne decisa la repressione armata del nuovo governo praghese, tramite un corpo di spedizione di carri armati dell’Urss e dei suoi alleati del Patto di Varsavia (ad esclusione della Romania).
Nella notte fra il 20 e il 21 agosto 1968, una forza stimata fra i 200.000 e i 600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli corazzati invase il paese.

L’esercito cecoslovacco, forte di 11 o 12 divisioni, aveva ricevuto in precedenza ordini segreti dallo stesso Patto di Varsavia, in base ai quali si era schierato alla frontiera con l’allora Germania Ovest, in modo da agevolare l’invasione da Est (evitando anche che reparti fedeli al governo Dubcek tentassero qualche resistenza), ed impedire l’arrivo di qualsiasi aiuto dall’Occidente.

primavera_praga 2L’invasione restauratrice dei carri armati “fratelli” (si fa ovviamente per dire) avvenne proprio mentre era in corso il congresso del partito comunista cecoslovacco che avrebbe dovuto avvallare le riforme di Dubcek e sconfiggere definitivamente l’ala stalinista. Il precipitare degli eventi obbligò la maggioranza dei delegati favorevoli a, Dubcek a riunirsi clandestinamente in una fabbrica per portare a termine il congresso ed approvare l’intero programma riformista. Programma che resterà però un “sogno nel cassetto”. Un cassetto che venne tenuto chiuso per oltre 20 anni dalla cosidetta “Dottrina Breznev” (il mantenimento, anche con la forza, di governi filo-sovietici in tutti i paesi del Patto di Varsavia), per poi essere riaperto negli anni Novanta nell’era della “perestroika” di Michael Gorbaciov.

Dubcek, in seguito all’invasione ed alla restaurazione a Praga di un regime filo-sovietico, fu privato di ogni incarico ed espulso dal Partito Comunista Cecoslovacco. Si trasferì in Slovacchia dove lavorò come manovale in un’azienda forestale.
Con la fine violenta e prematura della “Primavera di Praga” e delle speranze che aveva acceso nella popolazione, si verificò nel paese un’ondata di emigrazione, stimata in 70.000 persone nell’immediato e di 300.000 negli anni successivi, una “fuga” che interessò soprattutto cittadini di elevata qualifica professionale.

praga_68L’invasione di Praga produsse grande delusione e molte crisi di coscienza anche in molti militati occidentali di sinistra, anche in Italia, dando inizio a quel processo di dissoluzione dei partiti comunisti tradizionali (passando attraverso la fase del cosidetto “eurocomunismo” che prese per primo le distanze dall’ortodossia del regime sovietico), che ha portato alla creazione di nuove formazioni politiche con un diverso substrato ideologico.

Anche in Cecoslovacchia le cose con il tempo cambiarono. Dubcek fu di nuovo acclamato sulla scena politica nazionale nel 1989, quando in Cecoslovacchia si attuò la nuova “rivoluzione di velluto”. Tornò ad essere un eroe nazionale, completamente riabilitato ed eletto presidente del Parlamento Federale. In questa veste si battè contro la divisione della Cecoslovacchia. Il suo ultimo atto politico fu il rifiuto di firmare una legge sull’epurazione dei passati membri del Partito Comunista Cecoslovacco, di cui egli stesso era stato vittima. Dubcek voleva una pacificazione sociale del paese, e temeva che un clima di vendette avesse potuto rallentare il suo cammino verso un sistema democratico compiuto. Morì però poco tempo dopo, il 7 Novembre 1992, in un incidente stradale, che non è mai stato del tutto chiarito.
Un particolare poco conosciuto, ma significativo della storia personale di Dubcek è la sua appartenenza alla massoneria, di cui aveva evidentemente assorbito e condiviso gli ideali laici di libertà, democrazia e tolleranza.

ALTRI FATTI STORICI DATATI 5 GENNAIO

5 Gennaio 1895: l’ufficiale francese, ebreo, Alfred Dreyfus viene ingiustamente degradato e condannato all’ergastolo sull’Isola del diavolo nella Guyana, per presunto spionaggio a favore della Germania. Verrà scagionato solo nel 1906

5 Gennaio 1896: sulla stampa austriaca viene data notizia della scoperta di un nuovo tipo di radiazione, che in seguito verrà chiamata “raggi x”. Il suo scopritore è lo scienziato Wilhelm Roentgen.

5 Gennaio 1914: una giornata lavorativa di 8 ore, uno stipendio minimo di 5 dollari al giorno, queste le condizioni di lavoro annunciati ufficialmente dalla Ford Motor Company negli Usa. Una conquista determinante per l’intero mondo del lavoro.

5 Gennaio 1919: in Germania viene fondato il Nazionalsocialismo. Fra i suoi fondatori non figura però Adolf Hitler, che vi aderirà solo due anni dopo, nel 1921, per diventarne poi il più tristemente famoso rappresentante.

5 Gennaio 1980: la Hewlett-Packard annuncia la messa in vendita del suo primo personal computer

5 Gennaio 1984: Richard Stallman, il padre del sistema operativo Linux, inizia a sviluppare GNU

COMPLEANNI E LUTTI

Nati il 5 Gennaio: l’attore americano Robert Duvall (1931), il semiologo scrittore Umberto Eco (1932), l’attrice Diane Keaton (1946), l’alpinista polacco Wezysztof Wielicki (1950), l’attore Christian De Sica (1951), l’artista imprenditore Max Galli (1868), il cantante Marilyn Manson (1969).

Deceduti il 5 Gennaio: il poeta milanese Carlo Porta (1775-1821) e il fisico polacco, premio Nobel, Max Born (1882-1970).


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