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30 Novembre 1927: la radio mette le ruote…

L’americana Philco – una compagnia di Philadelphia negli Usa, che fino ad allora si era dedicata alla produzione di batterie e radio casalinghe – realizza, nel Novembre del 1927, la prima autoradio a valvole, in grado di essere applicata su un automobile.
L’anno successivo, il 1928, i fratelli Paul e Joseph Galvin fondano la Galvin Manufacturing Corporation, da cui uscirà nel 1930 un altro modello di autoradio – denominato Motorola 5T71 (Motor + Ola “suono” = Sound in Motion) – che non si adattava solo ad uno specifico modello di automobile, ma poteva essere montato sulla maggior parte delle auto allora in commercio.
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Si può dire che l’epopea dell’autoradio inizi proprio da questo modello più accessibile e più adattabile ai diversi tipi di automobile (la Philco diventerà successivamente una società del gruppo Ford e produrrà autoradio prevalentemente per questa casa automobilistica; in seguito sarà ceduta alla General Telephone and Electronics, e da questa in tempi più recenti, 1980, alla olandese Philips, mentre attualmente, dal 1986, appartiene alla svedese Electrolux).
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Mentre la Galvin-Motorola spopolava negli Usa, in Europa la prima autoradio prodotto nel “vecchio continente” fu un apparecchio della tedesca Blaupunkt, nel 1932, il modello AS-5, che aveva il “piccolo difetto” di un ingombro di circa 10 litri. Occupava quasi un intero bagagliaio, mentre l’antenna ed i comandi erano installati sul piantone dello sterzo.
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Un altro storico passo avanti della radiofonia a quattro ruote fu registrato nel 1936, quando venne installata la prima radio ricetrasmittente sulle auto della polizia americana (Police Cruiser Radio).
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La vera svolta tecnologica si ebbe però solo con l’avvento dei transistor che sostituirono le fragile autoradio a valvole. Sarà la tedesca Grundig ad introdurre anche un sistema (allora essenzialmente meccanico) per memorizzare le stazioni radio.
Nascono nel frattempo i primi miti tecnologici delle autoradio. Negli Anni Quaranta tutti sognano di possedere un’autoradio Becker, anche perché il sogno doveva comprendere anche una Porsche o una Mercedes sui cui questi modelli erano montati in esclusiva.
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Nel 1948 anche la Becker comunque si “popolarizza” con il suo primo modello commerciale, l’Aerophon, mentre negli Anni Sessanta la stessa Becker produrrà un altro storico modello, la Montecarlo, la prima autoradio interamente a transistor.
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Sarà un italiano, negli Anni Settanta, Federico Faggin, assieme agli americani Ted Hoff e Stanley Mazor, a realizzare il primo microprocessore che permetteva alle autoradio di ricercare e memorizzare con rapidità qualsiasi stazione radio.
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Nel 1967 Motorola dà vita con il gruppo ALPS Electric ad una jiunt venture industriale per la produzione di prodotti specifici per car audio: nasce così un altro mitico marchio, Alpine.
Già nel 1963 la Philips aveva creato le prime autoradio con lettore di cassette incorporato. Nel 1975 la Becker introduce la funzione “autoreverse” per l’ascolto di cassette a ciclo continuo. Pochi anni dopo viene introdotta anche la funzione Dolby per migliorare notevolmente la qualità del suono.
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Sempre negli Anni Settanta uno dei principali crucci dei possessori di autoradio era la frequenza dei furti (con spaccata dei vetri). Era principalmente in questo modo che le prime generazioni di tossicodipendenti risolvevano il problema quotidiano delle dosi di eroina. Un problema molto sentito in Italia, e non a caso la prima azienda ad introdurre il frontalino estraibile delle autoradio fu l’italiana Bensi, nel 1980.
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A metà degli Anni Ottanta arrivano i primi sinto-Cd. Anche l’autoradio entra quindi nell’era elettronica, era che vedrà questo “accessorio” arricchirsi di funzioni e applicazioni sempre più sofisticate: Dvd, Satellite, Gps, Tv Car… non solo per captare le varie stazioni televisive, ma anche per “vedere” tramite apposite telecamere dotate di sensori lo spazio posteriore e laterale per parcheggiare.
Prossima tappa: l’era digitale con funzioni ancor più interattive anche per la radio, come sta avvenendo attualmente per la Tv.
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AGENDA STORICA DEL 30 NOVEMBRE
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1974: LA NOSTRA ANTENATA LUCY RIVEDE LE STELLE…
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LucyStava ascoltando la canzone dei Beatles “Lucy in the sky with diamonds”, quando avvenne il ritrovamento. Per questo l’antropologo americano Donald Johanson battezzò proprio “Lucy” il più antico scheletro con caratteristiche umane scoperto finora in tutto il mondo. Si trattava dei resti di una femmina, alta fra i 107 ed i 122 centimetri, che al momento della morte doveva avere circa 20 anni. Lo scheletro, o meglio una buona metà (40%) di esso, viene alla luce il 30 Novembre del 1974 nella gola di Hadar, nell’Etiopia nordorientale, regione di Afar. Il “nome” completo di Lucy sarebbe infatti Australopitechus afarensis, in relazione alla zona del ritrovamento.
I successivi esami riveleranno che Lucy era vissuta ben 3.200.000 anni fa, molto prima di ogni altro antenato umano ritrovato fino a quel momento. Ed ancora oggi l’Australopitechus rinvenuto da Johanson rappresenta il più antico referto dell’evoluzione primordiale della specie umana sulla terra.
Ma sarà proprio la collocazione di Lucy nell’albero genealogico dell’uomo a scatenare le più accese dispute fra gli scienziati, in particolare fra lo stesso Donald Johanson e la coppia di antropologi, marito e moglie, Richard e Mary Lakey.Il primo, lo scopritore di Lucy, sostiene che l’Australopitechus Afariensis sarebbe la specie “zero”, la sola con spiccate caratteristiche ominidi, da cui poi si sarebbero evoluti gli australopiteci africanus, robustus e boisei, per giungere infine al genere Homo.
Secondo i coniugi Lakey l’Afarensis sarebbe invece anch’esso una specie destinata all’estinzione, estranea alla linea genetica dell’Homo Sapiens, alla quale sarebbe invece appartenuto un altro esemplare ominide di cui si sono ritrovare le orme a Laetoli, un ominide molto più antico di Lucy, risalente a 3.750.000 anni fa.
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COMPLEANNI E LUTTI

Il 30 Novembre è il giorno natale dello scrittore irlandese Jonathan Swift (1667), dello scrittore e patriota italiano Ippolito Nievo (1831), dello scrittore americano Mark Twain (1835), dello statista inglese Winston Churchill (1874), del compianto conduttore Tv Enzo Tortora (1928), del regista inglese Ridley Scott (1937) e di quello francese Jean Eustache (1938), del cantante rock inglese Billy Idol (1955) e del conduttore televisivo Fabio Fazio (1964).
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Nello stesso giorno, 30 Novembre, sono invece venuti a mancare Oscar Wilde (1900), il poeta portoghese Fernando Pessoa (1935), la scrittrice ebrea Etty Hillesum (1943), il filosofo francese Guy Debord (1994) ed il musicista George Harrison (2001) del famoso complesso dei Beatles.
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