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29 Gennaio: inizia la fine delle Case Chiuse

Gennaio 1958: Inizia l’ultimo e decisivo iter parlamentare della cosidetta “Legge Merlin”, la legge che porterà all’abolizione delle Case Chiuse (conosciute anche come “Case di Tolleranza”) in tutta Italia.
La legge prende il nome da una maestra veneta, eletta senatrice nelle liste del partito socialista, che fin dall’immediato dopoguerra, già nel 1948, aveva cominciato a battersi contro la prostituzione nei bordelli tollerati dallo Stato, presentando un suo primo disegno di legge, sull’esempio dell’analoga battaglia condotta in Francia dall’attivista ed ex prostituta Marthe Richard, che nel suo paese aveva ottenuto l’abolizione dei postriboli fin dal 1946.

700 “CASE”, 3000 PROSTITUTE

All’epoca si calcola vi fossero in Italia oltre settecento “casini” con oltre tremila donne registrate come prostitute. Dieci anni dopo, al momento dell’entrata effettiva in vigore della legge che pose fine ai postriboli con licenza statale, si calcola che le “lavoranti” del sesso a pagamento si fossero ridotte a duemila. Queste statistiche riportano solo i dati delle prostitute “regolari”. Anche allora, ovviamente, c’erano anche moltissime prostitute “clandestine” che non esercitavano nei bordelli, ma piuttosto a domicilio o in locali di diverso genere (quelle che oggi si definiscono “escort”).

A contrastare il progetto di legge della Merlin furono al tempo soprattutto i parlamentari missini e quelli del partito monarchico, ma anche nelle fila (maschili) degli altri partiti non tutte le adesioni alla proposta di abolire le Case Chiuse erano realmente convinte. L’iter parlamentare della legge fu quindi particolarmente lungo e rallentato, ma il 20 Febbraio 1958 si arrivò comunque al voto definitivo ed all’approvazione della Legge Merlin.
Veniva così abolita la regolamentazione preesistente della prostituzione (legge che prevedeva apposite licenze per i tenutari dei casini, e l’obbligo di controlli sanitari periodici per le prostitute, controlli che però erano notoriamente carenti, tant’è che in quegli anni le malattie veneree, in particolare la sifilide, rappresentavano un’autentica piaga sociale).

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avverrà il 4 Marzo, mentre l’effettiva entrata in vigore della nuova legge si ebbe circa sette mesi dopo, alla fatidica mezzanotte del 20 Settembre 1958, quando vennero definitivamente chiusi gli ultimi 560 postriboli rimasti in Italia.

In molti casini fu una notte d’addio celebrata con champagne e rinfreschi, un po’ come avvenne nei locali americani l’ultima notte del proibizionismo. Molte ragazze furono effettivamente indotte ad abbandonare la professione più antica del mondo (nelle stesse “Case” in cui avevano lavorato vennero creati, in diversi casi, centri di accoglienza ed aiuto per ex prostitute). Ma la maggior parte cambiò semplicemente luogo di lavoro: dalle Case Chiuse alla strada.

A FERRARA, UN “CASINO” OGNI TRE TABACCHERIE

L’Emilia Romagna era, all’epoca, una delle regioni a più alta densità di “case chiuse” d’Italia. Nella sola città di Ferrara si calcola che vi fosse un “casino” ogni tre tabaccherie, situazione che era anche legata all’eccezionale presenza di giovani maschi relegati nelle caserme di ben cinque diversi reggimenti che avevano quartiere allora nella sola città estense.

TANTE CASE DI PIACERE ANCHE NELLO STATO DEL PAPA

La regolamentazione della prostituzione da parte dello Stato, in Italia è materia antichissima. Fin dal Quattrocento nel Regno delle Due Sicilie e nella Serenissima Repubblica di Venezia venivano concesse “Patenti” per l’apertura di pubblici lupanari. Ma anche lo Stato Pontificio concedeva simili licenze ed ospitava numerose case di tolleranza all’interno dei propri confini, con un’eccezionale concentrazione nella stessa Roma vaticana.

PROFESSIONE “PAPPONE”, OCCASIONALMENTE BOIA

Un particolare curioso: i “papponi”, o lenoni, come venivano chiamati coloro che gestivano le prostitute, nel ducato di Ferrara, durante il dominio Estense, erano tenuti ad una particolare “servitù statale”. In occasione delle pene capitali (prevalentemente somministrate per impiccagione) proprio fra le loro fila venivano reclutati volta per volta gli esecutori materiali della sentenza. Insomma, a Ferrara, chi gestiva un casino, doveva all’occorrenza adattarsi anche a fare il boia occasionale.

Alle soglie dell’Unità d’Italia, nel Regno Sabaudo la prostituzione di stato fu introdotta da Cavour, istituendo una serie di “stazioni” ad hoc lungo il percorso delle truppe di Napoleone III, giunte a dar manforte alla causa italiana contro l’Austria, al tempo della seconda guerra di indipendenza.

PREZZI E DURATA DELLE “PRESTAZIONI” FISSATI DAL GOVERNO

Dopo l’Unità d’Italia, il nuovo regno si arrogò perfino la facoltà di fissare i prezzi delle prestazioni sessuali a pagamento, a seconda della categoria in cui erano classificati i vari bordelli, adeguandoli anche al tasso di inflazione. Un primo ministro, Giovanni Nicotra, divenne particolarmente popolare quando dimezzò, nel 1891, il prezzo della “semplice” (la singola prestazione) delle case di terza classe, imponendo anche ulteriori sconti per i militari. Ci fu anche un altro governante, Urbano Rattazzi, che aveva perfino stabilito per decreto la durata minima di una prestazione: 20 minuti.

La schedatura sistematica delle prostitute che lavoravano nelle Case Chiuse, assieme ad altre norme restrittive che rendevano loro arduo uscire da quella condizione, venne imposta dal fascismo a partire dal 1931.

PADRI E FIGLI NELLO STESSO “CASINO”

La frequentazione delle case di tolleranza, fino alla loro chiusura, era considerato un fatto quasi “nella norma” dei costumi e della morale del tempo, almeno da gran parte della popolazione maschile. Era infatti un fatto quasi normale per un giovane ricevere la propria iniziazione sessuale in quegli ambienti. Ci si andava da studenti in compagnia degli amici, a volte addirittura accompagnati dal proprio genitore.

LETTERE E TESTIMONIANZE DALLO SQUALLORE

Le cose cominciarono a cambiare nell’ultimo dopoguerra, quando la senatrice Merlin e la giornalista Carla Voltolina, moglie del futuro presidente Sandro Pertini, cominciarono a battersi contro il fenomeno, pubblicando anche toccanti lettere e testimonianze delle ragazze “prigioniere” della prostituzione di stato. Lettere sullo squallore della loro condizione e di quei luoghi.

INDRO MONTANELLI SULLA BARRICATA DELLE CASE CHIUSE

Fra gli oppositori più accesi del movimento abolizionista della Merlin e della Voltolina, vi fu in quegli anni il giornalista Indro Montanelli, che arrivò a scrivere di suo pugno: “In Italia un colpo di piccone alle Case Chiuse fa crollare l’intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la fede cattolica, la patria e la famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la più sicura garanzia” (Addio Wanda, 1956).

LA LOBBY DEI PROPRIETARI DELLE “CASE AUTORIZZATE”
MINACCE DI MORTE ALLA SENATRICE MERLIN

Fu un dibattito molto acceso e molto contrastato. La stessa senatrice Merlin fu oggetto di una virulenta ostilità da parte degli interessi avversi alla sua crociata (in particolare dalla lobby dei tenutari delle case chiuse che si erano riuniti in un’apposita Associazione Proprietari Case Autorizzate, Apca), tanto da ricevere perfino minacce di morte ed essere costretta a vivere per un certo periodo in semi clandestinità per proteggersi.

UNA QUESTIONE DI DIRITTI UNIVERSALI…
PUTROPPO NEGATI ANCHE OGGI

Un contributo fondamentale alla causa della Merlin giunse dall’adesione dell’Italia all’Onu, ed alla sottoscrizione, nel 1948, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che impegnava anche il nostro stato a reprimere la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione.
Un problema che comunque, a quasi 60 anni dall’abolizione delle Case Chiuse, nel nostro paese sembra essere ancora di stringente attualità, con forme di sfruttamento della prostituzione di strada e da appartamento forse ancor più violente e brutali di un tempo. Soprattutto da parte di organizzazioni criminali estere (rumene, albanesi, africane) che hanno assunto una sorta di monopolio nel settore.

COMPLEANNI E LUTTI

29 Gennaio: è il giorno della nascita di W.C. Fields (1879-1946) attore comico, Tom Selleck (1945) protagonista della serie Magnum PI e di numerosi film di successo, e Haether Graham (1970) attrice americana.
E’ anche il giorno della morte di Giorgio III (1738-1820) re d’Inghilterra, Alexander Puskin (1799-1837) scrittore russo, Ioannis Metaxas (1871-1941) dittatore greco.


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