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28 Ottobre: le telefonate della Marcia su Roma

MARCIA SU ROMA28 Ottobre 1922: è il giorno della Marcia su Roma. Intorno alla capitale si stima che ci siano stati circa 25mila fascisti; dall’altra parte, a sua difesa, circa 28.400 soldati e due generali, Pugliese e Badoglio propensi ad usare anche le maniere forti per disperdere quelle camice nere (“Al primo fuoco, tutto il fascismo crollerà”, pare avesse detto Badoglio al Re, anche se poi si dissociò da quella frase per tutto il Ventennio, salvo riappropriarsene nuovamente dopo la caduta di Mussolini). Eppure l’ordine di respingere e disperdere la marcia fascista non arrivò mai. In tutto il tergiversare che si fece nei “palazzi romani” (in quelli del governo ed in quelli della casa reale) ci fu un intenso “traffico” di telefonate fra la capitale e Milano, dove Mussolini attendeva l’esito della sua prova di forza, telefonate che probabilmente hanno segnato lo storia d’Italia molto più degli avvenimenti reali sul campo.
Quel giorno fascisti ed esercito sono gli uni di fronte all’altro. Potrebbe esserci lo scontro in un qualsiasi momento. Ma sia Mussolini che il Re tirano fortemente le briglie, e la situazione si mantiene in stallo.
Il primo messaggio telegrafico Mussolini quel giorno lo riceve dal fedelissimo Vilfredo Pareto che lo sollecita a rompere gli indugi, “Ora, o mai più”, ed a ordinare al popolo fascista di “prendere” la capitale. Nella stessa mattinata Mussolini riceve nel suo ufficio milanese una delegazione di industriali, fra i quali Camillo Olivetti, che lo invitano ad evitare prove di forza e tentare un accordo politico con Salandra ed il Re (Facta e Giolitti a quel punto erano ormai fuorigioco). Vittorio Emanuele III aveva probabilmente passato la notte sveglio in consultazioni. Il ricorso all’esercito gli venne sconsigliato dal generale Diaz e dall’ammiraglio Thaon di Revel, che gli fecero chiaramente capire che c’era il rischio che buona parte dei militari, scontenti, passassero addirittura dalla parte degli insorti. Alla 11.30 il primo ministro Facta, resosi conto di non poter più governare la situazione, rassegna le dimissioni nelle mani del Re (poche ore prima aveva annullato anche lo stato d’assedio, per cui ora i fascisti si trovano la strada spianata verso il centro di Roma; ma ancora Mussolini non dà l’ordine di procedere… ). I consiglieri suggeriscono al Re di dare l’incarico di formare il nuovo governo a Salandra, sostenendo che sarebbe stato l’unico politico con cui Mussolini avrebbe voluto trattare. A questo punto parte da Roma l’ennesima telefonata per Milano. Ad alzare la cornetta del telefono è il generale Arturo Cittadini, su mandato del Re, che rivolge a Mussolini un accorato appello ad essere ragionevole ed a stabilire un accordo con Salandra. Mussolini prende tempo. Anche il quadrumviro Grandi insiste telefonicamente per un accordo con il Re ed il nuovo governo Salandra, ma Mussolini gli risponde “Non ho fatto quello che ho fatto per provocare la risurrezione di don Antonio Salandra”. Intanto, forse per forzare la mano allo stesso Mussolini, a Roma esce un’edizione straordinaria del “Giornale d’Italia” che annuncia l’accordo fatto fra Mussolini e Salandra”. La replica, negativa, viene il giorno dopo da un articolo dettato dallo stesso Mussolini, che si trova ancora a Milano, al Popolo d’Italia. Salandra ed il Re a quel punto capiscono che non ci sono più spazi di mediazione. E, in pratica, “si arrendono”. Con una nuova telefonata Mussolini viene informato dal portavoce di corte che il Re lo attende per conferirgli l’incarico. Benito Mussolini comprende a quel punto che la partita è vinta, ma pare non aver fretta di chiuderla, “Va bene, va bene, ma lo voglio nero su bianco. Appena riceverò il telegramma del generale Cittadini partirò”, risponde alla telefonata del palazzo reale. Poche ore dopo gli arriva il fatidico telegramma del generale Cittadini: “Sua Maestà il Re mi incarica di pregarLa di recarsi a Roma, desiderando conferire con Lei”.
Alla otto di sera Mussolini parte da Milano, in treno, diretto a Roma, dove arriverò solo alle 11.30 del 30 Ottobre, perché il convoglio, attraversando l’Italia, accumulerà ritardi su ritardi, costretto a fermarsi in quasi ogni città, ogni borgo attraversato, per la folla che voleva salutare il Duce.

Giunto a Roma, Mussolini si presentò al Re, per ricevere l’incarico, in camicia nera; sui libri di storia di allora era scritto che le sue prime parole furono “Maestà Vi porto l’Italia di Vittorio Veneto”, ma pare che sia un falso; in realtà Mussolini e Vittorio Emanuele parlarono privatamente per oltre un’ora. il risultato fu l’impegno di Mussolini di formare un nuovo governo con personalità non tutte fasciste e con esponenti di aree politiche popolari. Poche ore dopo la lista dei nuovi ministri era già nelle mani del Re; Mussolini aveva mantenuto la promessa: nel suo governo vi erano solo tre fascisti di orientamento moderato.
A quel punto non restava che “gestire” la massa dei fascisti che aveva marciato su Roma. Ormai bivaccano nei dintorni della capitale da più giorni. Da 25-30mila erano diventati 70mila. Furono autorizzati ad entrare in città solo il 30 Ottobre, e non mancarono scontri con gruppi antifascisti romani. Al quartiere San Lorenzo alcuni operai spararono sulla colonna fascista di Bottai, che stava muovendosi in modo pacifico. All’alba ci fu subito la rappresaglia ad opera delle squadracce di Italo Balbo che attaccarono di sorpresa il quartiere. Ci furono tredici morti, fra i quali gli operai che avevano teso l’agguato a Bottai, ed oltre 200 feriti, molti con invalidità permanenti, per essere stati scaraventati giù dalle finestre. Fu lo stesso Mussolini, che ormai aveva il potere in pugno e non voleva rischiare di vederselo compromesso, ad ordinare di reprimere immediatamente gli scontri.
Il giorno dopo, eravamo ormai al 31 Ottobre, ci fu l’impressionante parata di tutte le camicie nere che avevano partecipato alla Marcia su Roma, davanti al loro Duce divenuto capo del governo. La sfilata durò oltre sei ore. Al termine della quale lo stesso Mussolini ordinò il “rompete le righe, si torna a casa, missione compiuta”.

1919 COMINCIA (L’INUTILE) ERA DEL PROIBIZIONISMO

proibizionismo1Verso la fine degli Anni ’10 l’America sperimenta l’inizio dell’era del “proibizionismo”, ovvero del bando di tutti gli alcolici, decretato dal governo degli Stati Uniti su pressione di lobby puritane, che si battevano contro il crescente disordine sociale causato dall’alcool.
La legge incontrò un fortissimo dissenso da parte di gran parte della popolazione americana, che continuò a bere alcolici in appositi bar clandestini (chiamati speak easy), anche se effettivamente il consumo medio di alcol si abbassò da 27 a 4 litri per persona. Il proibizionismo diede vita, a sua volta, al fenomeno del gangsterismo, che prosperò con il contrabbando di alcolici ed il controllo dei locali clandestini. Il proibizionismo venne abrogato ben 14 anni dopo, nel 1933.

1958, IL PAPA BUONO

Giovanni_XXIIIFra gli altri avvenimenti storici da ricordare in questa data: il 28 Ottobre 1958 viene eletto Papa Giovanni XXIII al secolo Angelo Battista Roncalli, il “Papa Buono” per la sua carica umana, il “Papa Riformatore” per il rinnovamento che impresse alla Chiesa tramite il Concilio Vaticano II. E’ proprio nella serata di apertura del Concilio (11 ottobre 1962),che dalla finestra di San Pietro lo stesso papa Giovanni XXIII pronuncerà il famoso discorso della “carezza”: “Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza.”.
Fu terziario francescano ed è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000.

BUON COMPLEANNO MR. WINDOWS

bill-gates-impersonatorjpgBuon compleanno Bill Gates. L’inventore di Windows, l’uomo forse più ricco del pianeta, il cui vero nome è William Gates III, è nato il 28 Ottobre 1955. A soli 13 anni aveva già sviluppato il suo primo programma informatico. Nel 1975, a soli 20 anni, fonda la Microsoft, assieme all’amico Paul Allen. Intuisce per primo che non tutti possono diventare programmatori, e che per rendere accessibile il computer a tutti è necessario predisporre un sistema intuitivo di comandi e di funzioni tramite “icone” facilmente comprensibili. La svolta, che lo renderà ricchissimo, fu l’accordo del 1980 con IBM per dotare del “suo” sistema operativo tutti i computer della multinazionale americana.
Oggi Bill Gates ha lasciato ogni compito operativo nella sua compagnia (intasca solo i dividendi), e si è dedicato ad altri settori, soprattutto biotecnologie. Ha fondato la Corbis Corporation che raccoglie archivi digitali di collezioni d’arte in ogni parte del mondo, ed ha investito nella Teledesic che si propone di realizzare una rete di centinaia di satelliti intorno alla terra per un servizio di narrowcasting. Assieme alla moglie non trascura la beneficenza, e la fa sul serio: ha messo a disposizione ben 6 bilioni di dollari per progetti sanitari per il terzo mondo.

COMPIE 53 ANNI L’INGEGNER AHMADINEJAD

ahmadinejadProprio oggi compie 53 anni un leader che fa stare il mondo con il fiato sospeso. Il 28 Ottobre 1956 nasce infatti Mahmoud Ahmadinejad, attuale presidente (contestato) dell’Iran. Il padre è un fabbro. Lui è laureato in ingegneria del traffico e dei trasporti. Conservatore religioso è membro del Consiglio Centrale degli Ingegneri della Società Islamica; ha comunque una base politica molto più potente all’interno dell’Alleanza dei Costruttori dell’Iran islamico (chiamato anche Abadgaran); Ahmadinejad è considerato una delle figure principali all’interno di questa formazione. Ha fatto venire i brividi all’opinione pubblica occidentale fin da quando, durante la conferenza studentesca “Il mondo senza sionismo” ha dichiarato che Israele dovrebbe essere distrutto e cancellato dalla carta geografica del medioriente. Quando il segretario generale dell’ONU gli espresse lo sgomento per le sue dichiarazioni, replicò “augurando morte a Israele e all’America, le mie parole sono le parole dell’Iran. Gli occidentali sono liberi di commentare, ma le loro reazioni sono inutili”. Ed in un momento successivo rincarò la dose, rivolgendosi all’Unione Europea: “Voi europei siete i vicini dei Paesi della regione israeliana e palestinese. Vi informiamo che questi Paesi sono come un Oceano che si sta gonfiando, e se inizia la tempesta, le sue dimensioni non rimarranno limitate alla Palestina e potreste subirne le conseguenze negative.»

COMPLEANNI E LUTTI

Il 28 ottobre è anche il giorno natale del cantante italiano Eros Ramazzotti (1963) e di quello americano Ben Harper (1969); dell’attrice Julia Roberts (1967) e dello scrittore inglese Evelyn Waugh (1903). E’ stato invece l’ultimo giorno terreno del filosofo inglese John Locke.


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Un Commento in “28 Ottobre: le telefonate della Marcia su Roma”

  • Paolo Del Bene scritto il 29 ottobre 2009 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 14:17

    per quanto riguarda william gates 3, posso solo dirvi che non ha inventato nulla, ha comprato e copiato tutto, anche il basic non gli appartiene.

    se andiamo a far le pulci chi ha iniziato a far i primi programmi fu Richard Matthew Stallman, ma non mi metto a discutere su questo punto, ma su chi ha avuto un ruolo fondamentale al Massachvsetts Institvte Of Technology al Laboratorio di A.I. e quando nel 1983 ha deciso di prendere le distanze dal Massachvsetts Institvte Of Technology per dedicarsi allo sviluppo del software libero che lui più volte sostiene che dal primo momento a cui ha pensato ad esso, lo ha concepito affinchè tutti in qualsiasi modo potessero tranrne vantaggio economico http://paolodelbene.pbworks.com/FrontPage

    william gates 3 sostiene che nessuno può diventare un programmatore e questo affinchè ciò gli garantisca ancora di spennare la gente, ma windows non è nato prima del mac os ed il mac os non è nato prima degli altri sistemi unix-like, dunque state dando una percezione dell’informazione distorta.

    le interfacce grafiche non appartengono ne a mac os ne a windows, ma alla xerox, se poi andiamo nei dettagli, ci sarebbe ancora molto altro da dire ed invece di pubblicare un thread verrebbe fuori una conferenza.

    dunque la prossima volta documentatevi meglio e leggete wikipedia per evitare simili errori.

    GNU/linux ha introdotto X.org altri os anche, altri ancora si basano sul vecchio XFree.

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