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28 Aprile 1937 …e dalle fiamme spuntò Cinecittà

Cinecittà nasce nell’Aprile del ’37 letteralmente dalle ceneri di un incendio che aveva distrutto quelli che in precedenza erano gli studi cinematografici più importanti della capitale, gli studi della Cines, nel quartiere San Giovanni, andati a fuoco, per cause misteriose, in una notte di Settembre di due anni prima.

La necessità di trovare una nuova “casa” al cinema italiano, fortemente sostenuto dal regime fascista che vi intravvedeva un potente mezzo di propaganda per la propria politica, creò le condizioni per dar vita ad un progetto ancor più vasto: la fondazione di una vera e propria città del cinema.

Per questo fu individuata un’area di ben 500mila metri quadrati sulla via Tuscolana, in un latifondo dell’aristocrazia romana denominato “Cecafumo”, perché allora proprio in quei campi venivano bruciati, a cielo aperto, i rifiuti della capitale.
Lì sarebbe nata appunto Cinecittà, che più tardi sarà definita la “Hollywood del Tevere”, in cui fino ad oggi sono stati girati più di 3mila film, dei quali ben 47 premiati con l’Oscar (mentre le nominations complessive di film prodotti a Cinecittà sono state in tutto una novantina).

La prima pietra di Cinecittà fu posta il 26 Gennaio del 1936. Gli studi vennero terminati in soli quindici mesi, ed inaugurati il 28 Aprile 1937.

Il progetto originale di Cinecittà, che prevedeva ben dodici teatri di posa, fu firmato dall’architetto Gino Peressuti. Cinecittà fu pensata come un vero e proprio centro industriale per la cinematografia a 360 gradi, comprendente, oltre ai set di posa, anche stabilimenti di sviluppo, stampa e montaggio delle pellicole, la sede dell’Istituto Luce e del Centro Sperimentale di Cinematografia, oltre a sartorie, laboratori scenici, ecc.

Nel suo primo anno di vita Cinecittà diede alla luce ben 19 film. Particolare successo suscitò, in quell’anno, una parodia, “il Feroce Saladino” di Mario Bonnard, ispirato ad un concorso di figurine che aveva fatto impazzire l’Italia (il Feroce Saladino era considerata la figurina più rara ed introvabile del concorso).
La guerra mise ovviamente in crisi anche la produzione cinematografica (alla quale il regime fascista non rinunciò mai del tutto, anche quando dovette abbandonare Roma per dar vita alla Repubblica di Salò nell’alta Italia, trasferendo attori e troupes a Venezia).

Nell’ultima fase della guerra gli stabilimenti di Cinecittà divennero dapprima campo di concentramento di prigionieri civili rastrellati dai nazisti; poi, dopo la liberazione, furono il ricovero di migliaia di sfollati.

Nel dopoguerra Cinecittà tornò con lentezza alla sua mansione originaria. Il primo film della ripresa fu “Cuore” di Duilio Colletti nel 1947.
Ma fu negli Anni Cinquanta che Cinecittà conobbe il suo massimo splendore, grazie anche alla scoperta delle produzioni americane, che trovarono negli stabilimenti romani una convenientissima base produttive, per i costi decisamente competitivi rispetto a quelli di Hollywood, e soprattutto per la presenza di maestranze estremamente qualificate.
Fu allora, fra il 1951 ed il 1959, che a Cinecittà vennero prodotti colossal come “Quo Vadis?” di Mervyn LeRoy e “Ben Hur” di William Weyer, divenuti successi mondiali. Tutti film del genere “peplum”, che i romani soprannominarono più familiarmente “sandaloni”.

Sono quegli gli anni in cui Cinecittà influirà maggiormente sul costume italiano e soprattutto sulla “Dolce Vita” della capitale (proprio come l’ha descritta nell’omonimo film Federico Fellini). Sono gli anni in cui per le strade di Roma si possono incontrare i divi e le dive più famose dello star system internazionale, da Elizabeth Taylor a Richard Burton, con l’indotto di belle ragazze nostrane, aspiranti attori, giornalisti, paparazzi, produttori, che trasformarono la stessa Roma e Cinecittà in una specie di sogno patinato ad occhi aperti.

Con la fine del boom economico italiano, anche Cinecittà conobbe dagli Anni Settanta in poi un momento di forte appannamento. I suoi studi non ospitarono più, per lungo tempo, grandi produzioni – kolossal – come era accaduto in passato.
Una china che però si è invertita negli ultimissimi anni, con la privatizzazione di Cinecittà e soprattutto con l’innovazione tecnologica dei suoi studi entrati rapidamente nell’era digitale.
L’attuale Cinecittà è così tornata ad essere un importante set cinematografico per alcune grosse produzioni americane come quelli di “Gangs of New York” di Martin Scorsese, o come “La Passione di Cristo” di Mel Gibson.
Semmai è la capacità dei produttori italiani che oggi sembra incontrare maggiori difficoltà nel finanziare nuovi film.

Cinecittà ha comunque trovato nuovi spazi e nuove funzioni anche nelle produzioni per la televisione: al suo interno vengono infatti realizzati alcuni dei più seguiti reality della Tv italiana, come il Grande Fratello ed Amici. Anche importanti network televisivi stranieri hanno scelto Cinecittà per realizzare importanti produzioni: è accaduto, ad esempio, nel 2008 con la serie britannica di fantascienza “Doctor Who” che ha realizzato proprio a Cinecittà un importante episodio della seconda stagione della serie, episodio ambientato nell’antica Pompei, proprio nel giorno dell’eruzione del Vesuvio.

Pare proprio che le fiamme siano un elemento ricorrente nella storia della città del cinema italiana: dalle sue origini (l’incendio degli studi Cines e l’ubicazione in un terreno dove venivano dati alle fiamme i rifiuti della città) al suo nuovo fantascientifico futuro televisivo (le fiamme di Pompei, questa volta fortunamente solo a livello di effetti speciali per la serie-Tv “Doctor Who”). E la storia continua, si spera con altri bagliori.

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AGENDA STORICA DEL 28 APRILE

1738: Papa Clemente XII condanna la Massoneria con la bolla papale di scomunica “Un Eminenti Apostolatus Specula”.

1789. L’equipaggio ed una parte degli ufficiali della nave inglese “Bounty” si ammutinano contro il capitano William Bligh per i suoi disumani metodi di imporre la disciplina a bordo, con frequenti e crudeli punizioni. Lo stesso capitano Blight ed altri 18 marinai che non hanno voluto partecipare all’ammutinamento vengono abbandonati su una scialuppa. Riusciranno comunque a salvarsi.

1881: Il famoso bandito Billy The Kid riesce ad evadere dalla prigione del New Mexico, uccidendo un carceriere ed un altro recluso. Tre mesi più tardi verrà ucciso a sua volta dalla sceriffo Pat Garret.

1942: Per la prima volta il conflitto in corso viene definito “Guerra Mondiale”, in seguito ad un sondaggio della Gallup.

1945: L’ex Duce Benito Mussolini e la sua amante Clara Petacci, intercettati dai partigiani a Dongo, mentre tentavo di espatriare in Svizzera con altri gerarchi fascisti al seguito di una colonna militare tedesca, vengono fucilati a Giulino di Mezzegra.

1969: Charles De Gaulle si dimette dalla presidenza francese.

1990: A Broadway, dopo oltre 6.200 repliche, cala il sipario sul musical “A Chorus Line”.

1992: Il presidente della Repubblica Italiana, Francesco Cossiga, si dimette. E’ il secondo presidente in carica a farlo, dopo Giovanni Leone.

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COMPLEANNI E LUTTI

Il 28 Aprile nascono il giornalista satirico austriaco Karl Kraus (1874-1936), l’ex dittatore iracheno Saddam Hussein (1937-2006), l’ex portiere ora allenatore di calcio Walter Zenga (1960), la showgirl Paola Barale (1967), l’attrice spagnola Penelope Cruz (1974), lo showgirl Ilary Blasi (1981) e l’attrice statunitense Jessica Alba (1981).

Nello stesso giorno avviene il decesso di Benito Mussolini (1883-1945) e Clara Petacci (1912-1945), dell’attore genovese Gilberto Govi (1885-1966) e di quello siciliano Ciccio Ingrassia (1922-2003).


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