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27 Novembre: i Premi Nobel nel testamento dell’inventore della dinamite

nobel-alfredIo, Alfred Bernhard Nobel, dichiaro qui, dopo attenta riflessione, che queste sono le mie Ultime Volontà riguardo al patrimonio che lascerò alla mia morte. [...]

La totalità del mio residuo patrimonio realizzabile dovrà essere utilizzata nel modo seguente: il capitale, dai miei esecutori testamentari impiegato in sicuri investimenti, dovrà costituire un fondo i cui interessi si distribuiranno annualmente in forma di premio a coloro che, durante l’anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell’umanità.

Detto interesse verrà suddiviso in cinque parti uguali da distribuirsi nel modo seguente: una parte alla persona che abbia fatto la scoperta o l’invenzione più importante nel campo della fisica; una a chi abbia fatto la scoperta più importante o apportato il più grosso incremento nell’ambito della chimica; una parte alla persona che abbia fatto la maggior scoperta nel campo della fisiologia o della medicina; una parte ancora a chi, nell’ambito della letteratura, abbia prodotto il lavoro di tendenza idealistica più notevole; una parte infine alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace.

I premi per la fisica e per la chimica saranno assegnati dalla Accademia Svedese delle Scienze; quello per la fisiologia o medicina dal Karolinska Instituet di Stoccolma; quello per la letteratura dall’Accademia di Stoccolma, e quello per i campioni della pace da una commissione di cinque persone eletta dal Parlamento norvegese.

È mio espresso desiderio che all’atto della assegnazione dei premi non si tenga nessun conto della nazionalità dei candidati, che a essere premiato sia il migliore, sia questi scandinavo o meno.

Come esecutore testamentario nomino Ragnar Sohlman, residente a Bofors, Varmland, e Rudolf Liljequist residente al 31 di Malmskillnadsgatan, Stoccolma, ed a Bengtsfors vicino ad Uddevalla. [...]

Questo Ultimo Volere e Testamento è l’unico valido, e cancella ogni altra mia precedente istruzione o Ultimo Volere, se ne venissero trovati dopo la mia morte.

Infine, è mio esplicito volere che, dopo la mia morte, mi vengano aperte le vene, e una volta che ciò sia stato fatto e che un Medico competente abbia chiaramente riscontrato la mia morte, che le mie spoglie vengano cremate in un cosiddetto crematorio.

Parigi, 27 novembre 1895
Alfred Bernhard Nobel

Con questo nobile testamento vengono istituiti i famosi “Premi Nobel”. Il suo fondatore è il chimico-imprenditore Alfred Nobel, noto per aver inventato la dinamite. Nobel era nato a Stoccolma il 21 Ottobre 1833 in un’agiata famiglia di ingegneri. Un ramo della sua famiglia discendeva anche dallo scienziato e scrittore Olof Rudbeck della Svezia del ‘600 (secolo in cui il regno svedese figurava fra le nazioni più evolute e potenti d’Europa). Il giovane Alfred Nobel fu istruito privatamente in Russia, dove la famiglia si era trasferita nei suoi primi anni di vita.

L’invenzione che gli diede gloria e ricchezza, la dinamite, viene brevettata nel 1867, rendendo “maneggevole” il potente ma instabile esplosivo inventato vent’anni prima dall’italiano Ascanio Sobrero, la nitroglicerina. Alfred Nobel ottenne questo risultato facendo assorbire la nitroglicerina in un impasto di materia inerte.

Il successo della sua invenzione gli consentì di diventare ricchissimo e di aprire aziende e laboratori in una ventina di paesi (anche in Italia, ad Avigliana, in provincia di Torino). Continuò a fare ricerca, giungendo ad ottenere e sfruttare ben 350 brevetti, rendendo il suo gruppo uno dei più potenti complessi industriali del mondo. Un successo che fu però incrinato da un drammatico evento: durante un esperimento esplosivo, in una delle sue fabbriche, perse il fratello, ed al padre furono amputate ambedue le gambe.

Il 27 novembre del 1895, sottoscrisse il suo famoso testamento, con il quale istituiva quei riconoscimenti che oggi sono noti come premi Nobel. Un anno più tardi morì per una emorragia cerebrale nella sua casa sulla Riviera Ligure, precisamente a San Remo.

Si pensa che alla determinazione di destinare il suo patrimonio per premiare gli intelletti più meritevoli per il progresso scientifico e l’umanità, Alfred Nobel, sia giunto quasi per “espiare” un suo latente senso di colpa per la terrificante potenza distruttiva che la sua invenzione aveva avuto nelle sue applicazioni militari.

La correlazione fra i moti più interiori dell’animo di Alfred Nobel spiegano anche l’inclusione della poesia e della letteratura fra i Premi che portano il suo nome, ed al tempo stesso l’esclusione della matematica dagli stessi Premi Nobel.

Lo stesso Nobel, infatti, aveva avuto in vita anche delle velleità letterarie personali, scrivendo un certo numero di poesie e drammi, arrivando a pensare addirittura di dedicarsi esclusivamente a questa attività.

Anche per quanto riguarda l’esclusione della matematica dai Premi Nobel c’è una teoria molto “personalistica” fra lo stesso Alfred Nobel ed il matematico, suo connazionale e contemporaneo, Gosta Mittag-Leffler. Anzi le teorie sono due: la prima allude ad un presunto tradimento della moglie di Nobel proprio con l’inviso matematico svedese (teoria, invero un po’ meschina, smentita comunque dal fatto che Nobel non si è mai sposato, anche se si conoscono almeno tre suoi profondi amori femminili); l’altra teoria, decisamente più probabile, è quella che Nobel temesse che lo stesso Gosta Mittag Leffler potesse farsi auto-assegnare il Premio, data la sua influenza sull’Accademia Reale Svedese, a discapito di altri studiosi più meritevoli. Inoltre lo stesso Nobel teneva moltissimo al respiro cosmopolita ed internazionale del Premio, e preferiva quindi che non apparisse troppo “svedese” alle sue origini.

Il Premio Nobel, anche se internazionalmente ambito e rispettato, non è però stato esente, nella sua storia, soprattutto negli anni più recenti, da critiche intellettuali e politiche. Talvolta si è parlato di scelte “opportunistiche” ed “attualistiche”: lo si è fatto per esempio nel 2007 quando il Premio Nobel per la Pace venne assegnato all’americano Al Gore per il suo impegno ecologista e soprattutto per il suo film sul riscaldamento globale “Una scomoda verità”, un film in cui il fenomeno climatico del riscaldamento terrestre è proposto in termini molto catastrofici e con l’indicazione di forti responsabilità da parte dell’industria e dei governi. Diversi scienziati ne sottolinearono errori ed inesattezze. Particolarmente critico fu il professor Richard S. Lindzen, negando su base scientifica che il fattore antropico (e quindi il peso dell’inquinamento industriale) fosse la principale causa del riscaldamento planetario (le ricerche di Lindzen, va detto, erano in gran parte finanziate da aziende petrolifere americane).

Altre polemiche furono suscitate dal Premio Nobel nel 1964, quando il filosofo e scrittore Jean Paul Sartre rifiutò il riconoscimento per la letteratura; oppure nel 1973 quando il Nobel per la pace venne assegnato ad Henry Kissinger proprio in concomitanza con il sanguinoso golpe di Augusto Pinochet in Cile (con l’uccisione del presidente democraticamente eletto, Salvador Allende). Kissinger aveva caldamente supportato Pinochet ed altrettanto gelidamente osteggiato il socialista Allende.

Altre polemiche per il Nobel per la pace anche nel 1994, quando ad esserne insignito fu Yasser Arafat, leader della lotta, per lungo tempo armata, dei palestinesi contro Israele.

Le polemiche più recenti hanno riguardato nel 2008 la mancata assegnazione del Nobel per la fisica a Nicola Cabibbo, scopritore fin dal 1963 della interazione debole e precursore delle teorie sulla rottura delle simmetrie. Qualche perplessità è emersa anche quest’anno con l’assegnazione del Nobel per la pace al neopresidente americano Barak Obama: c’è chi l’ha giudicato un premio quanto meno prematuro rispetto ai reali risultati raggiunti dallo stesso Obama sul piano della pace e del disarmo. I più l’hanno comunque interpretato come un attestato di fiducia e di speranza per ciò che lo stesso Obama potrebbe rappresentare nel prossimo futuro denso di incognite e di pericolosi contrasti su vari scenari politici ed economici del mondo.

Da Wikipedia: La prima cerimonia di consegna dei premi Nobel si tenne presso la vecchia Accademia Reale di Musica di Stoccolma nel 1901 (la cerimonia di consegna del Nobel per la Pace si tiene invece ad Oslo); dal 1902, i premi sono stati formalmente assegnati dal Re di Svezia. Il re Oscar II inizialmente non approvò l’assegnazione di grossi premi nazionali a stranieri, ma si dice che abbia cambiato idea dopo aver compreso il valore pubblicitario che questi premi avrebbero avuto per la nazione. I premi vengono consegnati con una cerimonia formale tenuta annualmente il 10 dicembre, l’anniversario della morte di Alfred Nobel. Ad ogni modo, i nomi dei vincitori vengono solitamente annunciati già a partire da ottobre dai differenti comitati e istituzioni che servono come giurie di selezione dei premiati. L’assegnazione del premio Nobel comporta anche la vincita di una somma di denaro attualmente pari a circa 10 milioni di corone svedesi (poco più di un milione di euro). Questo premio in denaro era inteso in origine per permettere ai laureati di continuare il lavoro o la ricerca senza la pressione della raccolta di fondi.

I Premi Nobel italiani
Per la chimica
• Giulio Natta, 1963
Per l’economia
• Franco Modigliani, 1985
Per la fisica
• Guglielmo Marconi, 1909
• Enrico Fermi, 1938
• Emilio Segrè, 1959
• Carlo Rubbia, 1984
• Riccardo Giacconi*, 2002
Per la letteratura
• Giosuè Carducci, 1906
• Grazia Deledda, 1926
• Luigi Pirandello, 1934
• Salvatore Quasimodo, 1959
• Eugenio Montale, 1975
• Dario Fo, 1997
Per la fisiologia e la medicina
• Camillo Golgi, 1906
• Daniel Bovet, Svizzera, 1957
• Salvador Luria*, 1969
• Renato Dulbecco*, 1975
• Rita Levi-Montalcini*, 1986
• Mario Capecchi*, 2007
Per la pace
• Ernesto Teodoro Moneta, 1907

COMPLEANNI E LUTTI

Il 27 Novembre nascono William Blake (1757) poeta e incisore inglese; Alberto Moravia (1907) scrittore italiano; Claude Levi Strauss (1908) antropologo francese; Umberto Veronesi (1925) oncologo; Martina Stella (1984) attrice; Hilary Duff (1987 ) attrice e cantante americana.
Nello stesso giorno sono venuti a mancare lo scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini (1680) ed il serial killer americano Jeffrey Dahmer (1994).


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