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25 Febbraio 1922: BarbablĂą-Landru perde la testa (sulla ghigliottina) per dieci donne

Alla fine confessò apertamente le sue colpe facendo arrivare all’avvocato difensore, Maître de Moro-Giafferi, che aveva tentato invano di sottrarlo alla ghigliottina, un disegno sul cui retro aveva scritto “L’ho fatto! Ho bruciato i loro corpi nel forno della mia cucina!”, firmato Henri Desirè Landru.
Si tratta del “BarbablĂą” parigino, che fra il 1915 ed il 1919 attirò e uccise nella sua abitazione dieci donne, ed un ragazzino che aveva accompagnato una delle sue vittime. Il 25 Febbraio 1922 Henri Landru pagò sulla ghigliottina il suo conto con la giustizia degli uomini, salendo sul patibolo allestito nel cortile della prigione di St. Pierre a Versailles.

La motivazione costante dei suoi delitti era stato il danaro. Landru si faceva passare per un vedovo agiato, agganciava tramite annunci sui giornali donne sole e ricche, le irretiva con la prospettiva di un matrimonio, quindi le invitava a trascorrere qualche giorno nella villa che lui stesso aveva affittato, in una zona isolata della provincia francese, a Gambais. Qui dava inizio ad un serrato corteggiamento, guadagnando la cieca fiducia delle sue vittime che convinceva a firmare procure a suo nome; con quelle deleghe riusciva poi a svuotare in breve i loro conti correnti. A quel punto strangolava puntualmente la donna di turno, bruciandone i resti nel forno della villa.


Una dopo l’altra Landu “fece passare per il suo camino” dieci donne. Fu crudelmente abile nel far sparire i corpi del reato, ma non altrettanto nel far sparire le tracce economiche dei suoi delitti. Le troppe coincidenze fra le sparizioni di tante donne ed i movimenti sui loro conti correnti fatti da Landru, oltre alle denunce dei parenti delle vittime, portarono al suo arresto, avvenuto il 12 Aprile 1919.

Fino a quel momento le accuse e le prove a suo carico riguardavano essenzialmente reati di truffa e appropriazione indebita. Ed anche nel successivo processo lo stesso Landru ammise di aver truffato le donne che erano entrate in contatto con lui, ma non le loro uccisioni. Arrivò perfino a sfidare la corte “Mostratemi i cadaveri!”. Per tutta risposta l’accusa fece smontare e portare in aula il forno della sua abitazione, oltre a frammenti di ossa e diversi denti che erano stati rinvenuti nel giardino della stessa villa. Gli stessi vicini testimoniarono sullo strano fumo e sullo strano odore che usciva dal camino della villa anche in periodi in cui non era necessario il riscaldamento.

Ma ad incastrare definitivamente Landru fu la sua stessa meticolosità ed un’agenda sulla quale aveva annotato tutte le spese del viaggio di andata in compagnia delle sue vittime fino alla villa, mentre mancavano totalmente annotazione sui viaggi di ritorno. Egli non fu in grado di dare alcuna spiegazione convincente per confutare questa ennesima prova “di suo pugno” contro di lui.

Il processo ebbe un eccezionale clamore popolare. I giornali naturalmente s’impossessarono della clamorosa vicenda di sangue e del personaggio di Landru: elegante, colto, ottimo parlatore, mefistofelico, provocatorio. Ma la sua abilità oratoria e l’impegno del suo difensore non furono sufficienti ad evitare la condanna a morte, pronunciata il 30 Novembre 1921.

Il suo avvocato tentò anche la carta estrema della domanda di grazia al presidente della repubblica francese, Alexandre Millerand, che però la respinse definitivamente il 24 Febbraio 1922. A quel punto nulla più poteva seperarare Landrù dai gradini del patibolo che salì il giorno dopo, alle 6,05 del mattino.

Anche il cinema si è occupato a più riprese di Landru, presentandolo in chiavi diverse: nel 1948 Charlie Chaplin (“Monsieur Verdoux”) ne diede un’interpretazione sociale descrivendo la vicenda all’interno della crisi economica e morale del 1929; quindici anni più tardi Claude Chabrol realizzò invece un film inchiesta (“Landru”) in cui il personaggio del serial killer francese era analizzato con molta più aderenza ai fatti ed alle ricostruzioni del tempo.

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AGENDA STORICA DEL 25 FEBBRAIO

1798: A Roma una folla di popolani trasteverini e monti ciani, fedeli al Papa, insorge contro la neonata repubblica romana. La sommossa viene sedata dalla truppe francesi.

1932: Adolf Hitler diventa… tedesco. Solo il 25 Febbraio di quell’anno ottiene la cittadinanza tedesca (quella di prima era infatti austriaca), con la quale può candidarsi per la presidenza.

1964: Cassius Clay conquista, a soli 22 anni, il titolo mondiale dei pesi massimi, battendo a Miami Sonny Liston per abbandono alla settima ripresa.

1983: Il commediografo Tennessee Willkiams viene trovato morto in una stanza d’albergo a New York. E’ deceduto durante la notte per soffocamento causato dal tappo di una bottiglia.

1991: Un missile Scud iracheno colpise una caserma statunitense a Dhaharan in Arabia Saudita, uccidendo 28 marines.

2008: A Gravina di Puglia vengono trovati nel fondo di una cisterna all’interno di una casa abbandonata del centro storico, i corpi, ormai mummificati di due bambini, Francesco e Salvatore Pappalardi, scomparsi più di sei mesi prima. Probabilmente sono morti di fame e di freddo. Forse uno dei due giocando era caduto nella cisterna (uno dei corpi presentava infatti fratture alle gambe), mentre l’altro forse ci si è calato per aiutarlo, ma poi non è più stato in grado di risalire. La casa era nel centro del paese, lascia sgomenti il fatto che durante le serrate ricerche dei due bambini nessuno abbie esplorato a fondo l’edificio, e che nessuno abbia sentito alcun grido di aiuto per tutto il tempo della lunga e straziante agonia dei due ragazzi.

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COMPLEANNI E LUTTI

Il 25 Febbraio nascono il commediografo italiano Carlo Goldoni (1707-1793), il pittore francese Auguste Renoir (1841-1919), lo scrittore inglese Anthony Burgess (1917-1993), il Beatles George Harrison (1943-2001), il comico Teo Teocoli (1945) e lo scrittore Aldo Busi (1948).

Nello stesso giorno ci lasciano l’architetto inglese Christopher Wren (1632-1723) e l’attore Alberto Sordi (1920-2003).


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