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22 Marzo 1796: il primo giorno di lavoro di Mastro Titta, il boia di Roma

Era nato a Senigallia il 6 Marzo 1779, Giovanni Battista Bugatti, destinato a divenire famoso nella storia della Roma papalina come “Mastro Titta”, il celebre “boia del Papa”, professione che svolse per 68 anni, operando ben 516 “servizi di giustizia”, fra somministrazione di pene corporali ed esecuzioni capitali.

Il suo primo giorno di lavoro, come boia papalino, Mastro Titta lo affrontò a soli 17 anni, il 22 Marzo 1797, impiccando e squartando, secondo una sua biografia aprocrifa (scritta con intenti anticlericali da un anonimo del XIX secolo) un giovane di Foligno, tal Nicola Gentilucci, reo di aver ucciso un prete e il suo cocchiere per motivi di gelosia.

In realtà, nelle sue autentiche memorie, Mastro Titta racconta così la sua prima esecuzione, che sarebbe avvenuta pochi giorni dopo quella descritta nella sua falsa biografia: “Il 28 Marzo 1797 mazzolai e squartai in Valentano, Marco Rossi, che aveva ucciso suo zio e suo cugino per vendicarsi della non equa ripartizione fatta di una comune eredità”.

Giovanni Battista Bugatti al secolo Mastro Titta tenne infatti un diario scrupoloso di tutte le sue prestazioni, dalla prima esecuzione compiuta all’età di 17 anni, all’ultima risalente al 17 Agosto 1864, dopo la quale fu sostituito da tal Vincenzo Balducci (che il popolo continuò a chiamare “Mastro Titta”, termine che ormai era diventato sinonimo della professione), e se ne andò in pensione con un vitalizio mensile di 30 scudi concessogli da Papa Pio IX.

Quando non era impegnato ad impiccare, decapitare o squartare (erano queste le modalità con cui si infliggeva la pena di morte a Roma e negli Stati Pontifici), Giovanni Battista Bugatti faceva il tranquillo mestiere di ombrellaio presso la sua abitazione, in via del Campanile numero 2, nel Rione Borgo sulla riva destra del Tevere.

Prima di ogni esecuzione Mastro Titta si confessava e si comunicava, poi indossava il mantello rosso e si recava a compiere l’opera. Quando l’esecuzione avveniva nella città di Roma, di solito il patibolo era innalzato in Campo dei Fiori, in Piazza del Popolo o nella Piazza del Velabro. Per raggiungere queste località, Mastro Titta con il suo manto rosso doveva attraversare in ogni caso Ponte Sant’Angelo, fatto da cui sortì un celebre detto popolare “Mastro Titta passa il ponte”, per sottintendere che in giornata qualcuno avrebbe perso la testa.

Mastro Titta fu visto all’opera anche da illustri letterati inglesi, Lord Byron e Charles Dickens.

L’aristocratico e avventuroso poeta inglese, Byron, descrisse così l’esecuzione di tre condannati alla ghigliottina cui assistette a Roma nel 1813: “La cerimonia, – compresi i preti con la maschera, i carnefici mezzi nudi, i criminali bendati, il Cristo nero e il suo stendardo, il patibolo, le truppe, la lenta processione, il rapido rumore secco e il pesante cadere dell’ascia, lo schizzo del sangue e l’apparenza spettrale delle teste esposteè nel suo insieme più impressionante del volgare rozzo e sudicio new drop e dell’agonia da cane inflitta alle vittime delle sentenze inglesi”.

Dickens invece assistette ad un’altra esecuzione di Mastro Titta nel 1865, rimanendone sconvolto: “Uno spettacolo brutto, sudicio, trascurato, disgustoso; che altro non significava se non un macello, all’infuori del momentaneo interesse per l’unico disgraziato attore”. Quando tutto fu finito, ed il boia, dopo aver pulito i suoi attrezzi, ripassò il ponte da cui era venuto, Dickens chiude la sua cronaca con questa lapidaria affermazione: “and the show was over”.

Nelle foto: in altro, alcune “esecuzioni” di Mastro Titta; lo stesso Mastro Titta mentre offre una presa di tabacco al condannato. In basso: una foto dell’ultima esecuzione capitale, mediante ghigliottina, effettuata a Roma (nel 1865).

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AGENDA STORICA DEL 22 MARZO

1831: Viene istituita la Legione Straniera per volere del re Luigi Filippo, a supporto della guerra francese in Algeria, arruolando tutti gli stranieri che avessero voluto firmare volontariamente un ingaggio. Il primo combattimento della Legione fu sostenuto con onore alla Maison Carree, tanto da meritare le spalline rosse e verdi di Granatieri e la bandiera di guerra con il tricolore francese. Attualmente la Legione conta 7.699 uomini (413 ufficiali, 1741 sottufficiali e 5.545 legionari).

1963: Viene inciso il primo album dei Beatles: “Please Please Me”.

1995: Il cosmonauta russo Valeri Polyakov stabilisce il record di permanenza umana nello spazio; 438 giorni.

1997: La Nazionale italiana di rugby batte 43 a 32 la Francia allo stadiuo Lesdiguières di Grenoble. Non era mai accaduto prima, e non è più accaduto nemmeno in seguito (almeno fino all’ultima edizione, 2010, del “6 Nazioni”). La prima vittoria italiana sui rivali transalpini coincise con la conquista della Coppa FIRA 1995/97. C’è da dire che in quella circostanza i francesi snobbarono il team azzurro, presentando in campo la loro nazionale “B”. Da quel momento in poi, gli stessi transalpini si guardarono bene dal commettere lo stesso errore di sottovalutazione, ed hanno sempre affrontato gli italiani con la loro migliore formazione titolare. Anche questo, nel rugby, è comunque considerato un segno di rispetto ed un punto d’onore per l’avversario.

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COMPLEANNI E LUTTI

Il 22 Marzo ha dato i natali all’attore italiano Nino Manfredi (1921-2004), all’attore canadese William Shatner (1931) il celebre comandante Kirk della serie classica di Star Trek, al politico Fausto Bertinotti (1940), al compositore serbo Goran Bregovic (1950), all’avvocato e politico Giulia Bongiorno (1966) ed al campione del ciclismo Mario Cipollini (1967).

Nello stesso giorno ci hanno lasciato il poeta Wolfgang Goethe (1749-1832) e l’architetto e urbanista giapponese Kenzo Tange (1913-2005) autore delle torri della regione e della fiera di Bologna.


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