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22 Luglio 1894: la prima corsa automobilistica della storia

Si è disputata su un tragitto di 130 chilometri, da Parigi a Rouen, la prima competizione automobilistica della storia.
La sfida fra le 21 vetture che si presentarono al via (su 102 iscritter) si tenne fra il 19 ed il 22 Luglio del 1894, ma era stata lanciata ben sette mesi prima dal “Petit Journal” di Parigi che aveva pubblicato un articolo di “Giovanni Senza Terra”, pseudonimo del campione del ciclismo Pierre Giffard, in cui si annunciava l’idea di una gara “per vetture senza cavalli”, stabilendone anche le regole:

1. Il primo premio deve essere assegnato al veicolo che la giuria ritiene corrispondere meglio ai seguenti requisiti: essere non pericoloso, maneggevole con facilità e costare il meno possibile nell’impiego su strada;

2. Per essere ammessi al concorso occorre sottoporsi ad una prova preliminare durante la quale il concorrente dovrà riuscire a percorrere una cinquantina di chilometri in non più di quattro ore;

3. Al concorso sono ammessi veicoli di ogni nazionalità purché azionati da sistemi propulsivi meccanici, cioè in grado di muoversi autonomamente.

Veniva promesso anche un cospicuo montepremi (10mila franchi d’oro, di cui 5mila sarebbero andati al vincitore).
Allo scadere del termine delle iscrizioni, il 30 Aprile 1894, risultavano ben 102 concorrenti in lizza, fra cui molti con le più improbabili forme di propulsione: da vetture mosse da leve azionate dai passeggeri, a vetture ad aria compressa; da vetture a pedali a vettura con propulsione determinata dal peso dei passeggeri, ecc. ecc.

In molti casi si trattava di mitomani e di eccessi di fantasia. Ma non mancarono fortunatamente iscrizioni più serie e tecnologicamente più concrete: 37 veicoli a petrolio (con motore endotermico, con gli stessi principi di quelli attuali), 30 veicoli a vapore, 3 veicoli elettrici, 1 a gas-petrolio, 1 a vapore-aria compressa.

La data della gara fu più volte rimandata, dal 1° al 7 Giugno, ed ancora al 22 Luglio, per consentire ai concorrenti di terminare la preparazione (in taluni casi la costruzione ex novo) dei propri mezzi,

Nonostante queste dilazioni, l’unico mezzo italiano iscritto alla gara, un triciclo elettrico del conte Giuseppe Carli, deputato della Garfagnana, non fece in tempo ad essere schierato al via.

Alla fine, come si è detto, furono 26 le macchine che si presentarono effettivamente per la gara, di queste solo 21 superarono le prove preliminari che si tennero su vari itinerari dal 19 al 21 Luglio.

Il giorno successivo, 22 Luglio, venne dato il via alla gara vera e propria, sul percorso Parigi-Rouen, fra due ali di folla incuriosita e festante per tutti i 130 chilometri che separavano le due città francesi.

Il tempo si mantenne buono per tutta la giornata. Le marche più accreditate per il successo erano quattro (la tedesca Benz e le francesi De Dion-Bouton, Panhard & Levassor e Peugeot; sia le Peugeot che le Pamhard montavano motori Daimler, considerati allora al top della tecnologia endotermica).

Il mezzo più veloce e potente si rivelò comunque il trattore a vapore De Dion-Buton (pesante oltre 2 tonnellate e mezza) guidato da Albert De Dion, che mantenne il comando della gara praticamente dal primo all’ultimo metro, con un momento di suspence nel finale, quando abbordando malamente una curva finì in un campo di patate, riuscendo comunque a riprendere la strada. Lo stesso De Dion completò quindi la gara in 6 ore e 48 minuti (al netto delle soste previste dagli organizzatori per rifocillare gli equipaggi e rifornire le vetture) ad una velocità media di 18,529 chilometri orari.

Al secondo posto, distanziata di 5 minuti, arrivò la Peugeot numero 65 di Lemaitre; al terzo posto, distanziata di altri 5 minuti, l’altra Peugeot di Doriot. L’ultimo a tagliare il traguardo fu Ernest Archdeacon. Delle 21 macchine partite, 17 completarono la gara, mentre solo 4 mezzi, tutti a vapore, risultarono ritirati lungo il percorso.

Il giorno dopo, però, quando la giuria sia riunì per ufficializzare la classifica ed assegnare i premi in denaro, ci fu un colpo di scena: il primo premio non venne assegnato al trattore a vapore De Dion Bouton che era risultato il più veloce sul traguardo, che venne invece classificato al terzo posto perché (come recitava il comunicato della giuria) “troppo pesante, poco maneggevole e non del tutto conforme allo spirito del regolamento”. In effetti si trattava di un trattore concepito per trainare “landò” o “carrozze”, al posto del tiro anteriore dei cavalli tradizionali; solo che per avviarsi gli ci voleva almeno un’ora per portare in pressione la caldaia, ed era inoltre necessario caricare oltre 400 litri d’acqua ed 80 chili di carbone.

Il primo premio e la vittoria finale vennero quindi assegnati ex equo alla Peugeot (Les Fils de Peugeot Frères) di Valentigny (Doubs);ed alla Panhard & Levassor di Ivry (Seine).
Un risultato che indicò nei motori endoterminici a petrolio (benzina) il vero futuro delle “vetture senza cavalli”, ovvero dell’automobile.
Già allora, infatti, il cronista di una rivista francese nel commentare quella prima gara motoristica, scriveva “la vettura a benzina è ormai entrata nell’uso pratico: gli apparecchi si perfezionano ogni giorno di più grazie alle lezioni dell’esperienza, gli inconvenienti si riducono o spariscono, i meccanismi si semplificano, ed essa raggiungerà ben presto la perfezione di cui è suscettibile”.

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AGENDA STORICA DEL 22 LUGLIO

1209: L’esercito crociato conquista la città francese di Beziers massacrando 20mila persone, sia i catari contro cui era stata indetta la “crociata albigese”, sia i cattolici locali che si erano rifiutati di consegnarli.

1898: Lenin si sposa con Nadezda Krupskaia.

1927: Tre società sportive della capitale – Fortitudo, Alba e Roman – si fondono per dar vita alla A.S. Roma.

1981: L’attentatore del papa Giovanni Paolo II, il turco Mehmet Alì Agca, viene condannato all’ergastolo.

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COMPLEANNI E LUTTI

Il 22 Luglio nascono il pittore statunitense Edward Hopper (1882-1967), l’attore doppiatore italiano Ferruccio Amendola (1930-2001), l’attore americano Willem Dafoe (1955), la modella e soubrette televisiva croata Nina Moric (1976).

Nello stesso giorno ci lasciano il filosofo Antonio Banfi (1886-1957), lo scrittore Giovannino Guareschi (1908-1968) ed il giornalista Indro Montanelli (1909-2001).


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