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20 Ottobre: Navarino la vittoria “non celebrata” dagli inglesi, e la “Lunga Marcia” di Mao

NAVARINOE’ forse l’unica vittoria che la Royal Navy non suole celebrare: è la battaglia di Navarino, da cui deriverà l’indipendenza della Grecia moderna, ma fu un risultato bellico che andò oltre le intenzioni del governo inglese di allora. La presenza della flotta britannica, assieme a navi francesi e russe, in acque greche, che allora facevano parte dell’impero Ottomano, doveva costituire semplicemente una forza internazionale di dissuasione e di interposizione fra gli occupanti ottomani e gli insorti greci. Gli eccidi compiuti dagli ottomani contro i greci avevano scosso l’opinione pubblica europea ed indotto i governi di Inghiltella, Francia e Russia ad effettuare quello che oggi viene chiamato un intervento di “peace keeping”. Le “regole d’ingaggio” non prevedevano infatti alcuna azione offensiva contro la flotta ottomana ed egiziana che si trovava nello stesso porto di Navarino. Ma la situazione degenerò: una serie di colpi di moschetto sparati dai turchi contro una lancia inglese accese la miccia della battaglia generalizzata, che si concluse con la completa distruzione della flotta turca-egiziana. Per l’impero ottomano fu un colpo mortale anche dal punto di vista politico: non solo perse il controllo della Grecia, ma cominciò a subire anche la pressione bellica ed espansionistica della Russia che approfittò subito del suo indebolimento. Ed era proprio quello che il governo inglese non voleva. Per questo sconfessò il suo comandante Codrington, e pose la vittoria di Navarino fra quelle di cui non era opportuno vantarsi.

NASCE LUNGO 6MILA CHILOMETRI IL MITO DI MAO

Mao Lunga MarciaHa fatto, invece, e fa tuttora parte dell’orgoglio nazionale cinese la “Lunga Marcia” che si concluse proprio il 20 Ottobre, di 74 anni fa (1935). Fu la gigantesca ritirata militare con cui l’esercito comunista (che in seguito sarà chiamato “esercito di liberazione del popolo”) attraversò il paese per sfuggire all’accerchiamento delle truppe di Chiang Kai-shek. Un’impresa massacrante: i soldati impiegarono 370 giorni per percorrere circa 6mila chilometri in altopiani e montagne innevate prive di strade, combattendo per aprirsi la strada (nel 2003, in tempo di pace, due occidentali vollero rifare lo stesso percorso e ci impiegarono 384 giorni). Fu proprio durante una fase critica di questa marcia che emerse Mao Zedong, a lungo emarginato per le sue idee poco ortodosse rispetto alla direttiva del Comitato centrale. Ma fu proprio il suo modo di “pensare diversamente” che risolse la crisi politica e morale in cui stava impantandosi l’impresa comunista: anziché continuare a considerarsi in fuga, Mao decise che questa dovesse essere invece una marcia d’attacco contro l’invasore giapponese. L’operazione ebbe successo, a Luglio, le truppe ormai ridotte a soli 20mila uomini, raggiunsero la provincia dello Shannxi, si unirono a quelle del soviet di Henan, presero la capitale e si schierarono lungo il fiume Huang He da dove fronteggeranno con successo i giapponesi fino al 1945. Ed alla fine della seconda guerra mondiale proprio da qui lo stesso esercito partirà per vincere la guerra civile. Agli occhi del popolo la resistenza opposta dai comunisti al Giappone era apparsa come l’unico vera difesa nazionale, tanto che nel 1936 una guarnigione ribelle consegnò il proprio comandante Chiang Kai-shek allo stesso Mao, ma questi lo liberò su ordine di Stalin. Da quella vicenda lo stesso Mao, e gli altri comandanti della “grande marcia” – Liu Shaoqi, Zhu De, Lin Biao e Deng Xiaoping – trassero comunque un duraturo prestigio popolare che fu anche alla base dell’ascesa del comunismo in tutta la Cina.

700 MORTI A MILANO, PER UN RITARDO DI VOLO…

Un fatto storico di cui gli angloamericani devono andare poco fieri, è al contrario quello registrato il 20 Ottobre del 1944: una squadra di bombardieri partita da Foggia per colpire obiettivi militari nell’Italia Settentrionale, essendo arrivata fuori tempo massimo per concludere la missione, decide di scaricare tutto il suo carico di bombe sulla città di Milano, fra i civili. In quel solo giorno si contarono così 700 vittime nei quartieri nord della città (zona di viale Monza), tra questi 200 bambini da 6 agli 11 anni di una scuola elementare, unitamente ai loro maestri e a diversi genitori che erano accorsi sul posto con altri bambini piccoli in braccio, per portare tutti nei rifugi. Ma le bombe alleate non gliene diedero il tempo.

INIZIA L’INQUISIZIONE MACCARTISTA

Venendo a fatti più recenti, legati sempre alla data del 20 Ottobre, la cronaca registra nel 1947 l’ìnizio delle investigazioni sulla “infiltrazione comunista ad Hollywood” da parte del Comitato della Camera Usa per le attività antiamericane voluto dal senatore repubblicano Joseph McCarthy. Mentre nel 1968 l’ex first lady Jacqueline Kennedy sposa l’armatore greco Aristotele Onassis.

COMPLEANNI E LUTTI

Il 20 Ottobre è il giorno natale dell’architetto inglese Christopher Wren (1632), di Paolina Bonaparte (1780), del poeta francese Arthur Rimbaud (1854), del filosofo americano John Dewey (1859), dell’attore ungherese Bela Lugosi (1882) celebre per le sue interpretazioni horror, e dell’attore italiano Luigi Lo Cascio (1967); il 20 Ottobre condividono il compleanno anche due figure mitiche del rugby italiano e gallese, Mario Battaglini (1919) e Roy Bish (1929), ambedue purtroppo scomparsi. Il loro destino non si è incrociato solo il giorno della nascita, ma anche con le sorti di una grande squadra italiana, il Rovigo, che hanno entrambi contribuito a farne una delle società più “scudettate” d’Italia. Nel 1943 nascono lo stesso giorno anche l’attore britannico George Harris ed il giornalista-scrittore italiano Paolo Mosca. Nel 1951 nasce l’attuale allenatore della Roma, Claudio Ranieri. E nel 1952 l’attrice e conduttrice televisiva Mara Venier.

Sul versante dei lutti legati al 20 Ottobre, da ricordare nel 1932 la scomparsa dell’imprenditore Giovanni Battista Pirelli; nel 1980 dell’attore Tino Buazzelli; nel 1994 dell’attore americano Burt Lancaster e di quello italiano Giacomo Rossi Stuart; nel 2005 dell’illustratore e pittore belga Jean Michel Folon; ed infine nel 2008 del politico e giornalista Vittorio Foa.


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