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2 Giugno: cerimonia senza incidenti a Bologna

In mattinata la cerimonia ufficiale. Nel pomeriggio la protesta del mondo antagonista contro Israele

Scandita dalle note della fanfara della Brigata dei paracadutisti della Folgore, si è svolta senza contestazioni la cerimonia del 2 giugno a Bologna.
Sul palco tutte le principali autorità cittadine, a partire dal commissario Anna Maria Cancellieri, che hanno ascoltato il prefetto Angelo Tranfaglia ribadire, nel suo discorso, il monito del presidente Napolitano all’unità della nazione. Aperta dalla deposizione delle corone al sacrario di piazza Nettuno, la cerimonia è proseguita con la sfilata dei reparti di forze armate, polizia, vigili del fuoco, Croce Rossa e dei reduci, accompagnate dai gonfaloni della provincia.

Poco più lontano, tra piazza XX settembre e via Indipendenza, il corteo organizzato dai centri sociali e dall’associazione ‘Sopra i ponti’ affollato da circa 200 persone.

Tranfaglia, dopo aver ripercorso le tappe e i principi della nascita della Repubblica, ha poi dedicato un passaggio al federalismo fiscale: “Lungi dall’operare in senso disgregatore, quell’idea potrà attuarsi grazie ai principi di sussidiarietà e di solidarietà, realizzando una maggiore e più responsabile partecipazione dei cittadini e delle comunità”. Tuttavia per Tranfaglia l’unità del paese non può essere messa in discussione: “Risultano ‘storicamente insostenibili e obiettivamente inimmaginabili dall’Europa e nel mondo d’oggi prospettive separatiste o indipendentiste”, ha sottolineato citando il presidente Napolitano. Proprio quest’ultimo, nel messaggio inviato ai Prefetti, li ha ringraziati per “le recenti iniziative ispirate a principi di solidarietà e equità, che sono state attuate in ambito provinciale, in materia di sostegno al reddito delle famiglie e delle imprese, di sospensione delle procedure di rilascio di immobili per morosità, di prevenzione del fenomeno dell’usura e di moratoria delle scadenze dei mutui”. Un riconoscimento che, ha commentato Tranfaglia, “per Bologna è un particolare onore”, in riferimento soprattutto al patto per il blocco degli sfratti siglato tra proprietari e inquilini a metà maggio proprio sotto la guida della Prefettura.

Calda la reazione della piazza (affollata da qualche migliaio di persone) soprattutto durante le esibizioni dell’inno di Mameli da parte della fanfara che ha chiuso la cerimonia con un piccolo concerto sul crescentone. (ANSA).

IN 300 SFILANO A BOLOGNA TRA BANDE E TEATRO
IN MATTINATA PRESIDIO ANARCHICI
DAVANTI AL CIE DI VIA MATTEI

Dopo i cortei di ieri e di questa mattina, anche nel pomeriggio le strade di Bologna hanno fatto da scenario alla protesta del mondo antagonista contro Israele. A percorrere le vie del centro storico una piccola manifestazione di circa 300 persone già prevista all’interno del programma del festival delle culture antifasciste. Alla ‘parata delle bande partigiane’ hanno partecipato anche esponenti dei centri sociali e gli anarchici che in mattinata avevano presidiato il Cie di via Mattei. I manifestanti si sono dati appuntamento in piazza dell’Unità verso le 15, ma il corteo non è partito prima di due ore. Aperto da uno striscione arancione (‘A sangue freddo: terrorista è lo stato di Israelé), il clima è stato comunque sicuramente meno teso delle altre proteste. Merito della musica della Banda Roncati, della Titubanda, dei Fiati Sprecati e della Concabanda e delle performance della compagnia di teatro di strada ‘Ultimo teatro’. Ha svettato tutto il tempo lungo il tragitto da via Indipendenza a piazza Maggiore anche una enorme bandiera palestinese che qualcuno ha provato a mettere in mano alla statua di Garibaldi davanti all’Arena del Sole.
Nella tarda mattinata invece, anarchici, esponenti dell’Xm24 e del circolo Iqbal Masiq avevano presidiato il Cie di via Mattei. Controllati da un imponente servizio d’ordine, hanno scandito slogan e occupato una delle due carreggiate, poi alle 15 hanno organizzato un dibattito sulle politiche contro l’immigrazione in Italia prima della partenza del corteo pomeridiano. E per una volta le stime della questura hanno superato quelle degli stessi manifestanti: oltre 100 per la polizia, per gli organizzatori a protestare davanti al Cie erano invece solo in 70.
(ANSA).


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