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19 Novembre: la lezione di Lincoln, anche una guerra civile può essere il fondamento comune di una nazione

Gli Stati Uniti stavano affrontando da due anni una sanguinosa guerra civile – gli stati del Nord industriale contro quelli agricoli (e schiavisti) del Sud – e ci sarebbero voluti altri due anni per concluderla. Nel pieno di quello straziante conflitto, il presidente dell’Unione nordista, Abramo Lincoln, il 19 Novembre 1863, pronunciò a Gettysburg un mirabile discorso che dava alla guerra civile in corso un significato “storico” fondante per la futura nazionale che avrebbe visto convivere vincitori e vinti di quel conflitto. Il luogo in cui venne pronunciato quel discorso era lo stesso in cui quattro mesi prima era stata combattuta la più cruenta battaglia della guerra di secessione americana. Lincoln era lì per inaugurare il cimitero militare in cui erano sepolti i soldati caduti in quello scontro. Ma non volle che fosse il sacrario delle vittime di una sola parte della nazione, volle accomunare nel suo pensiero sia i caduti dell’Unione del Nord, sia quelli della Confederazione del Sud, perché entrambi avevano scritto con il loro sangue la storia del nuovo paese che si stava formando. Lincoln affermò che nessun soldato, dell’una o dell’altra parte, era morto invano. Un indirizzo prezioso (lo storia americana ricorda appunto questo discorso come “Gettysburg Address”, l’Indirizzo di Gettysburg) per la costruzione della futura democrazia americana.
Queste, integralmente, le parole pronunciate quel 19 Novembre da Abramo Luncoln a Gettysburg:

«Or sono diciassette lustri e due anni che i nostri avi costruirono, su questo continente, una nuova nazione, concepita nella Libertà, e votata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali. Adesso noi siamo impegnati in una grande guerra civile, la quale proverà se quella nazione, o ogni altra nazione così concepita e così votata, possa a lungo perdurare.
Noi ci siamo raccolti su di un gran campo di battaglia di quella guerra. Noi siamo venuti a destinare una parte di quel campo a luogo di ultimo riposo per coloro che qui diedero la vita, perché quella nazione potesse vivere. È del tutto giusto e appropriato che noi compiamo quest’atto. Ma, in un senso più vasto, noi non possiamo inaugurare, non possiamo consacrare, non possiamo santificare questo suolo.
I coraggiosi uomini, vivi e morti, che qui combatterono, lo hanno consacrato al di là del nostro piccolo potere di aggiungere o detrarre. Il mondo noterà appena, né a lungo ricorderà ciò che qui diciamo, ma mai potrà dimenticare ciò ch’essi qui fecero. Sta a noi viventi, piuttosto, il votarci qui al lavoro incompiuto, finora così nobilmente portato avanti da coloro che qui combatterono.
Sta piuttosto a noi il votarci qui al gran compito che ci è di fronte: che da questi morti onorati ci venga un’accresciuta devozione a quella causa per la quale essi diedero, della devozione, l’ultima piena misura; che noi qui solennemente si prometta che questi morti non sono morti invano; che questa nazione, guidata da Dio, abbia una rinascita di libertà; e che l’idea di un governo di popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire dalla terra.»

Forse all’Italia è mancato proprio un Lincoln nostrano, sia nella fase risorgimentale (l’annessione del Sud al Regno Piemontese è stata in realtà una guerra civile, con eccidi e sanguinose repressioni, ma ancora oggi la storia ufficiale si rifiuta di riconoscerla come tale, e questo tiene ancora aperta e latente una ferita fra nord e sud), sia nella fase successiva alla seconda guerra mondiale, se ancora oggi una data come il 25 Aprile continua ad essere vissuta in modi non del tutto congiunti.
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AGENDA STORICA DEL 19 NOVEMBRE.
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L’INVENZIONE DEL PI GRECO
E’ il 19 Novembre del 1748 il giorno in cui nel “linguaggio” matematico viene introdotto un nuovo simbolo: il “pi greco”, assunto dal matematico svizzero Leonard Euler (conosciuto anche come il grande Eulero) per indicare il rapporto fra circonferenza e diametro di un cerchio. In questa accezione il “pi greco” fa la sua prima apparizione nel tomo “Introductio in Analysis Infinitorum” data alle stampe dallo stesso Eulero in Losanna, uno dei tantissimi volumi scritti dal matematico svizzero, forse il più prolifico “uomo di lettere” (nella sua vita ha pubblicato oltre 900 opere) fra gli “uomini dei numeri”.
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IL GOL NUMERO MILLE DI PELE’

PeleAnche un gol può fare storia: il 19 Novembre 1969, al 34simo minuto della partita fra Santos e Vasco de Gama, Pelè, l’astro del Santos, segna, su rigore, il suo millesimo gol. Un record assoluto, che assume un valore maggiore pensando che in quei tempi i calendari calcistici erano molto meno intensi degli attuali (si giocavano molte partite in meno). Solo un altro calciatore brasiliano si suppone abbia segnato più gol di Pelè: Arthur Friendenreich, con 1329 reti, ma, al contrario di Pelè, mancano molti dati ufficiali in grado di convalidare molte di quei gol.
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PER LA PRIMA VOLTA UN LEADER ARABO IN ISRAELE

BEGIN and SADATIl 19 Novembre 1977 è una data storica per il Medioriente: alla Knesset, il Parlamento Israeliano, interviene per la prima volta un leader arabo, Anwar Sadat, il presidente dell’Egitto. Per la prima volta, in quella sede, si parla di pace permanente fra arabi ed israeliani. Ancora oggi, a distanza di oltre trent’anni, quell’episodio appare ancora quasi come un miracolo, purtroppo isolato. Di fatto gli accordi stabiliti allora da due grandi e illuminati statisti come Menachem Begin, primo ministro israeliano, e Anwar Sadat, presidente egiziano, restano purtroppo gli unici e duraturi esempi di “pace possibile” fra mondo arabo e stato ebraico. Entrambi i protagonisti di questa stagione di pace hanno comunque pagato con la vita il loro sogno politico. Entrambi sono stati infatti successivamente uccisi in attentati ispirati dalle irriducibili forze dell’odio, che prosperano sulla guerra infinita fra palestinesi ed israeliani. C’è quasi da chiedesi come sia stata possibile quella parentesi di luce in tanto buio? Qualche forza abbia portato Sadat e Begin alla loro storica stretta di mano? Una risposta, forse paziale, ma significativa, è che entrambi potevano chiamarsi fra loro “fratelli”: entrambi erano massoni.
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COMPLEANNI E LUTTI

Oggi, 19 Novembre, festeggiano il loro compleanno l’imprenditore americano Ted Turner (1938), le attrici americane Meg Ryan (1961) e Jodie Foster (1962), ed il cantautore italiano Giuseppe Povia (1972).

Ci hanno invece lasciato, in questo stesso giorno, lo scrittore Carlo Dossi (1849-1910), il musicista Secondo Casadei (1906-1971) e il regista Gillo Pontecorvo (1919-2006).
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