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16 Ottobre: nasce l’Encyclopedie, muore Maria Antonietta sulla ghigliottina

diderot-encyclopedieLa storia qualcuno l’ha definita una scacchiera in cui l’uomo si muove fra ombre e luci, scacchi neri e scacchi bianchi. Fra questi ultimi segnaliamo in questo 16 Ottobre l’inizio in Francia della grande avventura illuminista dell’Encyclopedie, nel 1747, il primo grande progetto di divulgazione del sapere ad un pubblico più vasto, dalla scienza alla tecnologia, dalla letteratura all’artigianato. Sono il filosofo francese Denis Diderot (1713-1784) ed il matematico Jean le Rond d’Alambert (1717-1783) che si assumono l’incarico di catalogare e rappresentare tutto lo scibile umano del tempo. L’opera destinata ad assumere la valenza di vera e proprio rivoluzione culturale, diventerà il manifesto dell’Epoca dei Lumi. Sarà pubblicata in 28 volumi fra il 1751 ed il 1772.

MARIA ANTONIETTA, VITTIMA DELLA STORIA E DEL GOSSIP

ghiglFra gli scacchi neri della storia legati al 16 Ottobre c’è invece da ascrivere, sempre in terra di Francia, la decapitazione della moglie di Luigi XVI, la regina Maria Antonietta, figlia dell’imperatrice d’Austria, sorella di Giuseppe II e Leopoldo II, che proprio in questo giorno del 1793 sale sul patibolo della ghigliottina. Muore all’età di 38 anni, ma il suo destino erta stato segnato fin da quando era 14enne ed era stata promessa in sposa al futuro re di Francia. Lascerà il suo paese, l’Austria dove il suo nome è Maria Antonia, nel 1770, per raggiungere la Francia, dove diventerà Maria Antonietta. E’ preceduta dalla fama di ragazza frivola e leggera, e per tutta la vita sarà vittima del gossip e di quella che oggi verrebbe definita “cattiva stampa” ben oltre la sua reale personalità e le molte azioni e frasi che non ha mai compiuto né pronunciato. E’ infatti del tutto falsa la famosa frase che gli è stata attribuita “Il popolo ha fame. Non c’è pane? Dategli delle brioches”. Così come fu del tutto estranea al famoso “scandalo della collana”, pagata un’enormità da un pretendente irretito da una dama di corte che millantava un inesistente ascendente sulla regina, scandalo che le venne attribuito e le restò impresso nonostante un processo pubblico nel quale si dimostrò che lei non aveva avuto nulla a che fare con la famosa collana che costò quanto 500 chili d’oro.

Le cattiverie di corte su di lei erano cominciane ben presto, ancor prima della morte di Luigi XV il padre di suo marito, quando ancora non è regina. Poiché il matrimonio non dava eredi, si diffuse la voce che questo non avveniva per colpa di lei, per le tendenze saffiche che manifestava con l’estrema intimità nei confronti della sua dama di compagnia (che verrà ghigliottinata prima di lei; la sua testa infilzata su una picca sarà portata davanti alle finestre della sua prigione perché la potesse vedere, presagendo la fine che sarebbe toccata anche a lei). In realtà il matrimonio non poteva essere consumato per un difetto fisico di Luigi XVI, che sarà corretto chirurgicamente solo dopo la sua salita al trono (si trattava probabilmente di fimosi, ma ci sono tesi, avvalorate anche da testimonianze dell’epoca, che si trattasse invece di un blocco psicologico dovuto all’educazione bigotta che aveva ricevuto, o, come ritenne il fratello di Maria Antonietta di una forma di parziale impotenza che impediva a Luigi XVI di completare l’atto sessuale). Ma poi i figli arrivarono. Maria Antonietta rimase incinta (ma abortì) anche durante il processo a lei ed al marito che la precedette di quasi un anno sulla ghigliottina. Figli che le furono strappati dagli stessi rivoluzionari. Uno di questi, Carlo, fu affidato come precettore ad un calzolaio analfabeta, che ebbe l’incarico di plagiarlo per giungere perfino ad accusare la madre di pratiche incestuose. Tutto doveva servire per giungere ad una sentenza che la rivoluzione aveva già scritto: la ghigliottina.

MARIA ANTONIETTALa mattina del 16 ottobre Maria Antonietta, vestita di bianco, venne portata fuori dalla prigione e fatta salire sul carro dei condannati a morte. Le avevano tagliato malamente i capelli fino alla nuca, e legato le mani dietro alla schiena. Aveva lo sguardo immobile e iniettato di sangue: così la ritrasse il pittore Jacques Louis David presente all’esecuzione. Salendo con tranquillità sul patibolo pestò involontariamente un piede del boia, “Pardon monsieur, non l’ho fatto apposta!” gli disse. E furono le sue ultime parole.

In seguito la storia è stata alquanto riparatrice nei suoi confronti. Già Napoleone di lei ebbe a dire: “Una donna che non aveva se non gli onori senza il potere, una principessa straniera, il più sacro degli ostaggi, trascinarla dal trono al patibolo, attraverso ogni sorta d’oltraggi, vi è in ciò qualcosa di peggio del regicidio”. Il 17 Luglio 2008, a quasi 215 anni dalla morte, il ministro degli esteri francese, Bernardd Kouchner, si è ufficialmente scusato con l’Austria per l’esecuzione di Maria Antonietta. Già nel 1955 in occasione del bicentenario della nascita la Francia aveva organizzato un’imponente mostra riparatrice a Versailles, mostra replicata nel 2008 al Grand Palais. Ancora oggi Maria Antonietta è considerata un’icona gay, nonostante che il suo legame con la Polignac, sua dama di compagnia, fosse stato probabilmente più sentimentale che sessuale.


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