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150 anni della Cassa di Cento: Fini cita il “Compagno Obama”

FINICento, l’industriosa cittadina nel bel mezzo fra Ferrara e Bologna, sta celebrando il 150simo anniversario di fondazione della “sua” Cassa di Risparmio, con un convegno sui “sistemi economici locali: Banche e Fondazioni”, al quale è intervenuto oggi il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Nel suo discorso Fini ha difeso il primato della politica nel rapporto tra etica ed economia e per farlo ricorda le parole della recente enciclica del Papa ‘Caritas in veritate’.”L’attività economica non può risolvere tutti i problemi sociali mediante la semplice estensione della logica mercantile. Questa va finalizzata al perseguimento del bene comune di cui deve farsi carico anche e soprattutto la comunità politica. Pertanto – ha proseguito Fini citando ancora le parole del Papa – va tenuto presente che è causa di gravi scompensi separare l’agire economico, a cui spetterebbe solo produrre ricchezza, da quello politico, a cui spetterebbe di perseguire la giustizia mediante la redistribuzione”. “Tutti dovrebbero sottoscrivere queste parole – ha sottolineato Fini – se vogliamo ribadire la centralità della politica che non vuol dire la presenza dei partiti nelle banche ma il primato della polis, della comunità”.
Lo stesso Presidente della Camera ha poi riservato alla platea anche una succosa battuta sulle recenti polemiche interne ed esterne al suo partito, il Pdl, “Qualcuno probabilmente scriverà che anche Obama è un compagno”, ha detto riprendeno l’epiteto “compagno Fini” che gli viene spesso attribuito dal Giornale di Vittorio Feltri. “Obama – ha argomentato Fini – oggi si deve difendere per le sue decisioni dall’accusa di essere socialista, quasi paramarxista”. E qui è partita appunto la battuta: “Qualcuno probabilmente scriverà che anche lui è un compagno”.
(fonte ANSA).

La Cassa di Risparmio di Cento è stata fondata il 29 Marzo del 1859, una domenica, come tante altre, in cui la gente si era riversata in piazza, col “vestito buono”, per andare a messa e per incontrare gli amici. Ma quella mattina c’era una novità: una nuova banca veniva aperta a palazzo Rusconi. Niente di trascendentale, una ambiente ben diverso da quello delle banche attuali: un’unica vetrina, un unico cassiere, oltre naturalmente al direttore. Nient’altro. Cominciava così, in modo sobrio ed essenziale (come sarà poi lo stile della banca fino a giorni nostri) la storia di un’istituzione economica che ha profondamente inciso nello sviluppo sociale di una delle zone a più alta densità imprenditoriale dell’Emilia Romagna. A concepirne la nascita fu una sessantina di persone lungimiranti, molte delle quali sarebbero divenute i protagonisti della lunga e gloriosa stagione del Risorgimento e dell’Unità Italia, fra queste Giuseppe Borselli a lungo presidente della banca ma anche sindaco, presidente dell’asilo Giordani, senatore e mille altre cose (esoterista, massone, filantropo… alla sua morte donò terreni ed averi per la costruzione di un intero e moderno ospedale del vicino Comune di Bondeno, ospedale che ancora oggi porta il suo nome).
Il primo sportello rimase l’unico fino agli anni ’20, Poi, molto lentamente, la crescita divenuta “esponenziale” dagli anni ’80 con una prima timida “liberalizzazione” degli sportelli. Oggi la Cassa conta 47 filiali dislocate nelle tre province contigue di Ferrara, Bologna e Modena.

Il 1991 segnò un vero spartiacque: la storica entità CariCento si scisse: da un lato la Fondazione CariCento (che deteneva il 100% delle azioni della banca), dall’altra la CariCento spa. La seconda produce gli utili, la prima li destina ad opere di utilità sociale; un tempo le funzioni erano unificate nella sola entità ” ente morale”. Due anni più tardi entrarono nel capitale i privati che oggi sono circa 6.000 e detengono un terzo delle quote.

FINI A CENTO: INTITOLA UNA STRADA ALLA VITTIMA DI UNA RAPINA

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha intitolato in mattinata a Cento (Ferrara), una via della città a Viviana Manservisi, imprenditrice molto nota a Cento, uccisa la sera del 10 novembre 2000 durante una rapina davanti alla sua azienda.”E’ un dovere delle istituzioni – ha detto Fini – ricordare gli eroi quotidiani della nostra Italia”.
(ANSA).


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