15 Settembre: Darwin e la selezione economica (Lehman Brothers). Il ricordo di Moana e della Fallaci

moana011Questo è il giorno in cui la cometa di Halley prende il suo nome (nel 1682) quando l’astronomo Edmund Halley osserva il suo 26simo passaggio noto, e riesce a collegarlo matematicamente ed orbitalmente agli ultimi tre passaggi precedenti. Il 15 Settembre è un giorno importante per la scienza anche per l’arrivo alle isole Galapagos della nave HMS Beagle (1835), con a bordo Charles Darwin, che proprio dalle osservazioni naturalistiche compiute su quest’isola avrà la prima intuizione della teoria evoluzionistica che elaborerà tre anni dopo, nel 1838 sempre nel mese di Settembre, e darà alle stampe sempre in Settembre nel 1859 (le prime 1250 copie de “L’Origine delle Specie” andranno totalmente a ruba nel primo giorno di pubblicazione, da allora le ristampe non sono più cessate). In realtà alle Galapagos, Darwin aveva semplicemente intuito che la differenziazione delle specie poteva essere legata ad uno specifico ambiente, ma non ne aveva ancora compreso bene il perché (il fine selettivo): fondamentale fu per lui la successiva lettura, al ritorno in patria, del “Saggio sul principio della popolazione” dell’economista Thomas Robert Malthus che metteva in relazione le riduzioni demografiche con la carenza alimentare, fu questo a far sorgere in Darwin l’intuizione definitiva della selezione adattativa degli individui più ideonei di ciascuna specie a sopravvivere ed evolversi in un determinato ambiente, trasmettendo alle generazioni successive il proprio patrimonio genetico “vincente”, e che per fasi successive le specie si modificassero proprio sulla base di questo principio. La “creazione” era dunque un processo naturale in corso, la genesi delle sacre scritture veniva resa alquanto “metaforica” e non più interpretabile alla lettera, cosa che ovviamente provocò la profonda ostilità della chiesa alla teoria evoluzionistica, contrarietà tuttora vigente. L’attuale papa Benedetto XVI l’ha definita una teoria “indimostrabile” scientificamente, ritenendo impossibile poter verificare in laboratorio modificazioni che richiederebbero decine di generazioni… peccato, per la Chiesa, che in realtà questa verifica scientifica ci sia già stata, potendo mettere “sotto il vetrino” diverse migliaia di generazioni di un virus con un ciclo riproduttivo brevissimo e continuo, in grado quindi di essere analizzato nella sua evoluzione in tempi relativamente ristretti. E le osservazioni in questo caso hanno confermato in pieno le intuizioni di Darwin.
Che la selezione della specie sia una sorta di “vinca il migliore”, cioè il più adatto a sopravvivere, trova ampi riscontri soprattutto in economia: un esempio proviene dal recente passato, proprio in corrispondenza di questo giorno, il 15 Settembre, giorno in cui l’anno scorso fallì la “grande” banca americana Lehman Brothers, il “paziente zero” del contagio da titoli-spazzatura e mutui subprime che ha reso febbricitante l’intero sistema finanziario e bancario del pianeta, provocando numerose vittime al suo interno. Epidemia che solo la “parte sana” dell’economia e della finanza sta ora riuscendo faticosamente a superare.

DA FIRENZE CAPITALE ALL’INDIPENDENZA DELLA PADANIA

Fra le altre ricorrenze importanti del 15 Settembre da segnalare c’è una curiosa e contrastante coincidenza per la storia politica del nostro paese: nel 1864 in questo giorno la capitale d’Italia viene spostata da Torino a Firenze per “avvicinarsi” sempre di più a Roma; nello stesso giorno, 132 anni dopo, nel 1996, Umberto Bossi proclama a Venezia l’indipendenza della Padania, per “allontanarsi” sempre più da Roma.

Per consolare il meridione dal sentirsi abbandonato da Bossi, potremmo ascoltare la canzone “Torna a Surriento” composta proprio in questo giorno in onore di un presidente del consiglio, Giuseppe Zanardelli, in vista alla città campana.

Un altro ricordo “distensivo” del 15 Settembre risale al 1959, quando Nikita Khruscev, ospite di Kennedy e delle Nazioni Unite, diventa il primo leader sovietico a visitare gli Usa.

Un brutto ricordo invece, fortunatamente superato dalla sua tempra, per il pilota Alex Zanardi che proprio il 15 Settembre del 2001 subirà l’amputazione di entrambe le gambe in seguito ad un terribile incidente in una gara Cart in Germania. Lo stesso pilota poco tempo dopo commosse tutto il mondo sportivo rialzandosi in piedi, sulle sue protesi, nel corso della premiazione dei “Caschi d’Oro” al Motorshow di Bologna; Zanardi poi il mondo lo stupì ancora di più quando a breve distanza tornò addirittura a correre (e vincere) nelle vetture del mondiale turismo.

LA NASCITA DI MARCO POLO… E CRISTINA CHIABOTTO

Fra i nati illustri da ricordare in questo giorno primeggia certamente la figura di Marco Polo (1254); fra gli altri compleanni famosi quelli di Ettore Bugatti (1881); del campione automobilistico Antonio Ascari (1888); della famosa scrittrice di gialli Agatha Christie (1890); dell’indimenticabile campione ciclistico Fausto Coppi (1919); del cantante Sergio Bruni (1921); dell’inventore di ET e tre volte Premio Oscar per gli effetti speciali Carlo Rambaldi (1925) ferrarese; del cestista Gianmarco Pozzecco (1972); del principe Henry d’Inghilterra (1984); e della showgirl Cristina Chiabotto (1986).

Fra le morti che hanno lasciato il segno in questo stesso giorno, quelle di due donne che per percorsi diversi hanno inciso profondamente nel costume italiano: la pornostar Moana Pozzi (morta nel 1994) e la giornalista scrittrice Oriana Fallaci (morta nel 2006), entrambe strappate alla vita dal cancro.

MOANA POZZI, DA PORNODIVA A ICONA FEMMINISTA

Moana, nome che in polinesiano significa “dove il mare e più profondo”, futura pornostar, nasce in una famiglia genovese cattolicissima (il padre ingegnere, lavorava in un centro di ricerca nucleare mentre la madre era una semplice casalinga) e studia dalle suore Marie Pie e Scolopie. Frequenta il liceo scientifico e studia per sei anni chitarra classica, a 18 anni però comincia a sentire il bisogno di uscire dal suo ambiente, in cerca di libertà e trasgressione. Dopo vari concorsi di bellezza, e pose nude per pittori e fotografi, comincia a girare pellicole hard. La reazione iniziale dei genitori è drastica, rompono ogni rapporto con la figlia, ma in seguito il legame verrà ricucito. Dietro il corpo di Moana c’è di più, c’è un personaggio “fresco”, vivo, ed anche una donna intelligente e spiritosa, che non solo riesce a sdoganare la sua professione di porno-attrice, ma finisce per essere chiamata in numerose trasmissioni televisive: nel 1987 conduce assieme a Fabio Fazio perfino un programma per ragazzi di Raitre “Tip Tap 2”, ma la Federcasalinghe va su tutte le furie e Moana Pozzi è costretta a ritirarsi. Successivamente sarà ingaggiata da Antonio Ricci per il programma di Italia 1 “Matrjoska“, stoppato ancor prima di andare in onda dalle polemiche e dalla censura; Ricci insiste, cambia nome al programma (“Araba fenice”) e riesce ad imporre Moana, come valletta nuda, facendola diventare subito popolarissima, oggetto di dibattiti intellettuali in televisione e sui giornali, dove viene comunque notata la sua assoluta assenza di volgarità; in seguito ottiene parti anche in film “normali”: è la ragazza che esce nuda dalla vasca di Manuel Fantoni in “Borotalco” di Carlo Verdone; appare anche in “Ginger e Fred” (1985) di Federico Fellini; mentre la sua carriera nell’hard prosegue, spesso in coppia con l’altra “icona” del porno Cicciolina, con incassi straordinari.
Il 1991 è l’anno del vero scandalo di Moana: non un film, ma un libro; un libro di memorie “Filosofia di Moana” in cui racconta i propri pensieri, ma anche i gusti e le inclinazioni, con tanto di pagelle, degli uomini che ha “conosciuto”, fra questi cantanti, attori, comici ed anche qualche politico in vista… il libro sparirà rapidamente dalle librerie, ed ancora oggi è introvabile. Nel 1993 Moana arriva anche sulle passerelle dell’alta moda. Karl Lagerfeld la fa sfilare a Milano. Gli altri stilisti polemizzano, ma Lagerfeld replica “Le donne si muovono come Moana, mica come una top model“. Moana sta vivendo la sua apoteosi come personaggio (nel 1991 era diventata un cartone animato, premiato a New York; ed oggetto di imitazioni in spettacoli televisivi, come quella di Sabina Guzzanti in “Avanzi”), quando giunge improvvisa la “sentenza” della malattia, un cancro fulminante, che porrà fine alla sua esistenza, ma non alla sua leggenda, il 15 Settembre 1994.

LA RABBIA E L’ORGOGLIO DI ORIANA FALLACI

Anche la vita di Oriana Fallaci, scrittrice e giornalista, è stata un’esistenza totalmente controcorrente, fin da bambina. A soli dieci anni, nella sua Firenze, veniva coinvolta dal padre nella lotta partigiana con compiti di vedetta, addestrandola anche all’uso delle armi; a soli 14 anni riceverà perfino un encomio dell’Esercito italiano per il suo attivismo durante la resistenza.
Dopo la guerra comincia a scrivere. Diviene presto notissima come giornalista, soprattutto per le sue spregiudicate interviste, fra le quali resteranno famose quella all’ayatollah Khomeini, incalzato proprio sulla questione della condizione femminile nell’Islam, e quella ad Henry Kissinger, costretto a svelarsi non solo come uomo politico ma anche per certi aspetti della sua vita privata. Parlando del suo modo di intervistare, la stessa Oriana Fallaci ha scritto: “Su ogni esperienza personale lascio brandelli d’anima e partecipo a ciò che vedo o sento come se riguardasse me personalmente e dovessi prendere una posizione (infatti ne prendo sempre una basata su una precisa scelta morale)”.
Dal giornale al libro il passo non è breve, anzi alquanto sofferto, perché la Fallaci nei suo libri decide soprattutto di “spremere” con “dolore e con rabbia” il succo della propria vita, delle proprie idee. Idee mai allineate. Sempre difficili da esibire, perché ogni volta s’imponeva poi una battaglia per difenderle. Dice lei stessa “[...], è una grande emozione, un’emozione psicologica o politica e intellettuale. ‘Niente e così sia’, il libro sul Vietnam, per me non è nemmeno un libro sul Vietnam, è un libro sulla guerra”. Ancor più intimi il travaglio di uno dei suoi libri più famosi, “Lettera ad un bambino mai nato“, edito nel 1975, scritto proprio in seguito alla perdita di un possibile figlio, in un momento in cui l’aborto stava ancora infiammando la politica e la coscienza degli italiani.
Affetterà ancora se stessa nel libro successivo, “Un Uomo”, dedicato alla scomparsa del suo compagno Alekos Panagulis. Seguiranno altri libri che prenderanno in esame soprattutto il rapporto dell’Occidente con la sfida incalzante del mondo islamico, da “Insciallah” alla famosa lettera scritta all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle, e pubblicata dal Corriere della Sera, lettera che cominciava così (rivolgendosi al direttore Ferruccio De Bortoli): “Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l’altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. “Vittoria! Vittoria!” Uomini, donne , bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: “Gli sta bene, agli americani gli sta bene”. E sono molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d’una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso”.

Oriana Fallaci, dopo aver a lungo vissuto proprio a New York, la città dell’attentato, venne a trascorrere i suoi ultimi giorni, segnati da un male incurabile, nella sua Firenze, dove si è spenta all’età di 77 anni, il 15 Settembre del 2006. La sua storia e quella della sua famiglia usciranno in un suo libro postumo, “Un cappello pieno di ciliegie”, pubblicato due anni dopo la sua morte.

RICORDANDO ANCHE IL PRIMO METEOROLOGO DELLA RAI

Per concludere la rassegna dei personaggi lasciati alla nostra memoria in questo 15simo giorno di Settembre, ricordiamo infine il primo metereologo della Tv italiana, Edmondo Bernacca (1993), il pilota scozzese di rally Colin McRae (2007), ed il cantautore Stefano Rosso (2008).

Nella foto: Moana Pozzi


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