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11 Ottobre: quando Einstein volle la bomba atomica…

albert-einsteinPuò sembrare una contraddizione storica, ma anche uno scienziato pacifista come Albert Einstein, grande ammiratore di Gandhi, non solo contribuì in parte – sul piano teorico – con i suoi studi alla creazione della prima bomba atomica, ma la propugnò apertamente, firmando proprio l’11 Ottobre 1939 una lettera aperta al presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt per indurlo a sviluppare rapidamente un programma per la realizzazione dell’ordigno, programma che poi diventò il Progetto Manhattan che portò alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki.
L’assunto dell’appello di Einstein (anche se la lettera a Roosevelt fu scritta probabilmente qualche tempo prima, il 2 agosto, da Leo Slizard, scienziato di origine ungherese, ed Einstein si limitò a firmarla) era che gli Usa dovessero giungere prima di Hitler a sviluppare la nuova arma nucleare che sarebbe stata decisiva per le sorti della guerra.
Come è noto in seguito lo stesso Albert Einstein, nel dopoguerra, assunse un atteggiamento decisamente contrario alla proliferazione atomica. Sua la celebre frase: «Non so con quali armi verrà combattuta la Terza guerra mondiale ma sono sicuro che la Quarta verrà combattuta con clave e pietre».
Come ebreo e come libero pensatore, all’epoca della lettera a Roosevelt in favore della bomba atomica, la sua priorità era soprattutto la necessità di sconfiggere il nazismo e la sua aberrante e crudele ideologia di sterminio razziale, che lo stesso Einstein dovette sperimentare negli affetti più cari, quando, nel 1944 a Rignano sull’Arno, in Italia, le SS uccisero, proprio per rappresaglia contro di lui, la moglie e le figlie di suo cugino Robert, che l’anno successivo di suicidò. Dopo questo fatto Einstein rinunciò definitivamente alla cittadinanza tedesca e svizzera, e restò per tutta la vita negli Usa.
Al di lĂ  del ruolo avuto nel sospingere la realizzazione del primo ordigno nucleare, il suo impegno civile di scienziato fu sempre rivolto alla causa delle pace. Ammirava profondamente Gandhi, di cui disse: « Credo che le idee di Gandhi siano state, tra quelle di tutti gli uomini politici del nostro tempo, le piĂą illuminate. Noi dovremmo sforzarci di agire secondo il suo insegnamento, rifiutando la violenza e lo scontro per promuovere la nostra causa, e non partecipando a ciò che la nostra coscienza ritiene ingiusto». «Le future generazioni difficilmente potranno credere che qualcuno come lui sia stato sulla terra in carne ed ossa». «Gandhi, il piĂą grande genio politico del nostro tempo, ci ha indicato la strada da percorrere. Egli ci ha mostrato di quali sacrifici l’uomo sia capace una volta che abbia scoperto il cammino giusto». «Dovremmo sforzarci di fare le cose allo stesso modo: non utilizzando la violenza per combattere per la nostra causa, ma non-partecipando a qualcosa che crediamo sia sbagliato».

IL PRIMO TRICOLORE ITALIANO IN BATTAGLIA

Passando ad altre vicende storiche legate all’11 Ottobre, c’è da segnalare nel 1796 la costituzione a Milano del primo reparto militari che usò il tricolore come vessillo: fu la “Legione Lombarda” costituita il 20 Vendemmiaio (11 Ottobre) per volere di Napoleone Buonaparte. Durante una solenne cerimonia, tenutasi qualche giorno dopo (6 Novembre) nella piazza del Duomo di Milano, i reparti ricevettero ufficialmente la bandiera con i colori nazionali che furono il verde, il bianco ed il rosso, ripresi dal vessillo della Repubblica Cisalpina. La Legione era composta da 3.741 uomini agli ordini del patrizio milanese, generale Trivulzio. I suoi volontari provenivano prevalentemente dalla Lombardia, ma vi erano anche molti fuoriusciti dallo Stato Pontificio e dal Regno delle Due Sicilie. Vi militò anche Ugo Foscolo. Il battesimo del fuoco l’ebbe nella battaglia di Arcole, sul Senio, contro le truppe papaline. La Legione Lombarda venne in seguito sciolta e fatta confluire nella “Legione Italiana” (che comprendeva anche reduci della Repubblica Romana e di quella Napoletana) che sconfisse gli austriaci a Lecco (1800), nella seconda campagna d’Italia di Napoleone.

QUANDO GLI INGLESI INVENTARONO I “CAMPI DELLA FAME”

L’11 Ottobre segna anche, nel 1899, l’inizio della guerra boera, in Sudafrica, fra le truppe del Regno Unito ed i coloni Boeri (di origine tedesca) del Transvaal e del Libero Stato di Orange. La durezza dell’esercito inglese nei confronti della ribellione boera fu estrema. Furono proprio gli inglesi, in questa occasione, ad “inventare” i campi di concentramento con un durissimo regime di segregazione. Moltissimi boeri morirono letteralmente di fame in quei campi.

DAL PRIMO “PASTO AEREO” ALLA PRIMA CAMMINATA FEMMINILE NELLO SPAZIO

Passando a ricorrenze più “pacifiche”, c’è da notare come l’11 Ottobre sia un giorno particolarmente legato alla storia del volo e dello spazio. Nelle piccole come nelle grandi innovazioni. Nel 1919 proprio l’11 Ottobre viene servito il primo pasto preconfezionato a bordo di un aereo: in questo caso l’”Handley Page” in servizio fra Londra e Bruxelles. Il primo “cestino” aereonautico costava 3 scellini.
Ma l’11 Ottobre è una data importante per vari programmi della Nasa: nel 1958 viene lanciata la sonda lunare Pioneer 1 (che però fallisce la missione e ricade in fiamme sulla terra. Saranno i russi a raggiungere per primi la Luna e fotografare con una sonda la faccia nascosta del satellite terrestre). Nel 1967 viene lanciata invece la prima missione Apollo con uomini a bordo (Wally Schirra, Donn F. Eisle e Walter Cunningham). Obiettivi (raggiunti) dell’Apollo 7 sono la prima trasmissione televisiva in diretta dall’orbita e vari test di aggancio con il modulo lunare Lem. Nel 1984 l’astronauta americana Kathryn D. Sullivan, a bordo dello Space Shuttle Challenger, diventa la prima donna statunitense a “camminare” nello spazio.
La scelta di nomi di impronta classica per i ari programmi spaziali della Nasa – Mercury, Gemini, Apollo – secondo alcuni è legata all’influenza “latomistica” (cioè massonica) di molti scienziati ed astronauti della stessa Nasa. Pare che durante la prima missione sulla Luna, oltre alla bandiera americana, sul suolo lunare sia stata piantato anche il vessillo di una loggia massonica.

1950: LA PRIMA LICENZA PER LA TV A COLORI

L’11 Ottobre 1950 avrebbe potuto essere anche la data di nascita della televisione a colori. La CBS aveva infatti ottenuto proprio in questa data la prima licenza per trasmissioni televisive a colori dalla Federal Communications Commission, ma la concorrente RCA riuscirà comunque a bloccarne l’entrata in vigore. In compenso un altro 11 Ottobre, quello del 1975, segna il battesimo di uno dei più noti e longevi show della Tv americana: il “Saturday Night Live”.

IL CONCILIO DELLA MODERNITA’

L’11 Ottobre, infine, è una data importante per la cristianità: in questo giorno, nel 1962, Papa Giovanni XXIII riunisce a Roma un concilio ecumenico della Chiesa Cattolica Romana, a 92 anni di distanza dal precedente. Sarà il Concilio Vaticano Secondo, che segnerrà una svolta profondamente innovativa della Chiesa, soprattutto in ambito teologico-liturgico e nel rapporto con la società. Svolta che l’attuale papato, quello di Benedetto XVI, sta sottoponendo a profonda revisione. Si veda anche il perdono ed il riavvicinamento con il movimento anticonciliare Lefevbriano.

NASCE ALFREDO TESTONI, L’AUTORE DELLA COMMEDIA ISPIRATA AL CARDINAL LAMBERTINI

L’11 Ottobre è legato alla nascita – avvenuta nel 1856, in via San Felice – di una importante figura della cultura bolognese: il poeta commediografo Alfredo Testoni (morto nella sua stessa Bologna il 17 Dicembre 1931), noto in particolare per la commedia “Il Cardinal Lambertini”, successo teatrale fin dal 1905, e portata sul grande schermo da un altro famoso bolognese, l’attore Gino Cervi, nel film diretto da Giorgio Pàstina. Bologna lo ha ricordato intitolandogli un teatro e la via in cui abitò fino alla morte.

NASCE L’ULTIMO GOVERNATORE “A VITA” DELLA BANCA D’TALIA

Altre nascite di rilievo legate all’11 Ottobre sono quelle dell’ultimo governatore “a vita” della Banca d’Italia, Antonio Fazio (1936), costretto alle dimissioni il 19 Dicembre 2005 in seguito allo scandalo della Banca Popolare di Lodi ed al suo tentativo di acquisto della Banca Antonveneta attraverso un’Offerta Pubblica di Acquisto che gli organismi di sorveglianza della stessa Banca d’Italia avevano giudicato con legittima, e che Fazio invece sosteneva. Alcune intercettazioni telefoniche, pubblicate da “Il Giornale”, rivelarono un ruolo potenzialmente improprio esercitato dallo stesso Governatore, e rapporti non ufficiali fra lo stesso Fazio, sua moglie ed un gruppo di imprenditori e politici. E’ stato proprio in seguito a questa vicenda che la carica di Governatore della Banca d’Italia è stata riformata e resa non più vitalizia.

ALTRI COMPLEANNI ECCELLENTI

Nello stesso giorno nascono comunque anche l’asso del calcio inglese Bobby Charlton (1937), l’attore preferito di Pasolini, Ninetto Davoli (1948), il comico Fabio De Luigi (1967), l’attore e figlio d’arte Gianmarco Tognazzi (1967), il campione olimpico italiano Juri Checchi (1969).

MUORE EDITH PIAF, E POCHE ORE DOPO PER IL DOLORE ANCHE JEAN COCTEAU

Purtroppo l’11 Ottobre segna anche lutti, soprattutto per l’arte: nel 1963 muore la cantante Edith Piaf, e per il dolore provato dalla sua scomparsa subisce un fatale infarto nello stesso giorno anche il poeta, drammaturgo, romanziere Jean Cocteau (Les entans Terribles, La Bella e la Besta).

Edith Piaf era nata a Parigi il 19 Dicembre 1915 con il vero nome di Edith Gassion. Sceglierà il nome d’arte “Piaf” (che in argot parigino significa “passerotto”) il giorno del suo debutto teatrale nel 1935. Ha avuto un’infanzia poverissima. Sua madre era livornese, Lina Marsa, cantante sposata ad un saltimbanco Louis Gassion. Secondo la leggenda sarebbe stata partorita dalla madre in strada, assistita da un flic, un poliziotto parigino. In ogni caso trascorse parte della sua infanzia nel bordello della nonna Marie in Normandia.
Questo non gli impedì, anzi forse le diede la forza e l’ispirazione, di diventare la maggiore “chanteuse realiste” francese fra gli Anni Trenta e Sessanta. Con la sua voce variegata, con il suo inconfondibile abito nero, la Piaf fu l’antesignana e l’interprete del senso di inquietudine e ribellione degli intellettuali della “rive gauche” parigina, tutti suoi amici, come Juliette Greco, Camus, Queneau, Boris Vian , Vadim, e Cocteau. Lei stessa contribuì a lanciare altri artisti come Yves Montand, Charles Aznavour, George Moustaky.

Oggi in Giappone, infine, si celebra la Giornata Nazionale dello Sport.


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