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11 Marzo: buon compleanno Mr. Frankenstein

La mattina dell’11 Marzo 1818 nelle vetrine delle librerie inglesi appare un romanzo anonimo – “Frankenstein, or the modern Prometheus” – destinato a conoscere un enorme successo ad alcuni anni di distanza. Le prime accoglienze dei critici furono infatti decisamente tiepide, concentrate più che altro nel cercare di capire chi fosse il suo anonimo autore. Il celebrato scrittore Walter Scott si limita ad annotare che il misterioso autore di “Frankenstein” è indubbiamente dotato di una buona capacità descrittiva. L’opera viene catalogata per lo più come un’orribile storia dai risvolti macabri (un mostro creato ed abbandonato dallo scienziato che ha riportato in vita le parti cadaveriche di cui è composto; una serie di sanguinose vicende che intrecciano i destini dello stesso scienziato e dell’orribile creatura da lui creata, fino all’epilogo che vedrà entrambi soccombere fra i gelidi ghiacci del Polo).

Quando, alla seconda edizione, si saprà che l’autore era in realtà una giovane donna, appena 21enne – l’inglese Mary Shelley, figlia di un celebre politico e filosofo William Godwin, moglie di un noto letterato del tempo, Percy Bysshe Shelley, nata da una antesignana del femminismo inglese, Mary Wollstonecraft, morta tredici giorni dopo averle dato la luce – i commenti della critica si faranno decisamente più benevoli: “un’opera eccellente per un uomo, ma addirittura straordinaria per una donna”, scriveranno alcuni.

Nel frattempo “Frankenstein”, a prescindere dal parere dei critici, era comunque andato a ruba, divenendo uno dei maggiori best seller del tempo, al pari dell’altro grande romanzo gotico “Dracula” di Bram Stoker, pubblicato alcuni decenni dopo (1897).

Un caso letterario, quello di “Frankenstein”, con antefatti decisamente insoliti. La scintilla creativa del romanzo deriva da un sogno, anzi da un vero e proprio incubo notturno, della stessa Mary Shelley durante una vacanza a Ginevra.
Mary, assieme al marito poeta Percy Bysshe Shelley, era ospite della propria sorella e di Lord Byron che ne era diventato l’amante.
Durante le piovose giornate ginevrine la compagnia discute di storie di fantasmi, di teorie sull’origine della vita, di Darwinismo, di galvanismo, della possibilità scientifica di oltrepassare, anche a ritroso, il confine fra la vita e la morte.
Byron propone al gruppo una specie di sfida letteraria, ciascuno dovrà scrivere una storia di fantasmi.

Tutti cominciano a scrivere, tranne Mary Shelley che non trova la giusta ispirazione finchè, una notte, sogna uno studente inginocchiato di fianco ad una creatura assemblata con diverse parti di corpi umani, creatura che improvvisamente si rianima grazie ad una energia misteriosa che gli infonde una parvenza di soffio vitale.

Al risveglio Mary racconterà il suo sogno al marito ed agli altri amici, che l’incoraggiano a lavorare sul tema. E così nel giro di un anno verrà alla luce il famoso romanzo di Frankenstein, destinato ad essere considerato una delle più pregevoli opere del genere gotico, ed al tempo stesso anche il primo testo della moderna fantascienza.

Non c’è infatti solo fantasia e pura immaginazione alla base del mito di Frankenstein. In realtà il racconto riflette anche alcune speculazioni scientifiche del tempo e suggestioni derivate da più antichi insegnamenti. Non a caso l’università dello scienziato che crea Frankenstein è quella di Ingolstadt, la stessa del Faust di Christopher Marlowe, dove si studiavano i testi alchemici e cabalistici riguardanti la ricerca della vita eterna e della pietra filosofale. Mentre su un piano più empirico e sperimentale la descrizione dell’esperimento con cui il dottor Victor von Frankenstein, protagonista del romanzo di Mary Shelley, dà vita al mostro che nell’immaginario popolare finirà per identificarsi con il nome del suo stesso creatore, si rifà ad esperimenti simili veramente compiuti, pochi anni prima della pubblicazione del libro, nel 1803, dall’italiano Giovanni Aldini, nipote dello sperimentatore anatomico bolognese Luigi Galvani.
Lo stesso Aldini, utilizzando archi elettrici, riusciva infatti ad infondere una serie di movimenti nei cadaveri, tanto da dare l’impressione di un’effettiva rianimazione.

Pubblicando a Londra il resoconto dei suoi esperimenti (“An account of the late improvements in Galvanism”), lo scienziato italiano si era spinto ad ipotizzare che, a determinate condizioni, con l’energia elettrica si sarebbe forse potuta ripristinare la vita in cadaveri deceduti da poco tempo. Un sogno che la letteratura ha realizzato fin dal 1818 con l’opera di Mary ShelleyFrankenstein”, e che la scienza ha in parte realizzato effettivamente ai giorni nostri, affinando tecniche di rianimazione che hanno fatto notevolmente indietreggiare la frontiera della morte, consentendo incredibili “risvegli” da condizioni cliniche che una volta si ritenevano irrimediabilmente fatali.

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AGENDA STORICA DELL’11 MARZO

1702: Esce il primo giornale di informazione in lingua inglese con una periodicità regolare: è il “The Daily Courant”.

1977: Bologna vive una delle sue giornate più tristi. Sono i tempi degli scontri fra studenti e forze dell’ordine. Durante uno di questi viene ferito a morte il militante di Lotta Continua, Francesco Lorusso.

1985: Mikhail Gobachev prende il potere in Unione Sovietica.

2003: Viene fondata la Corte Internazionale di Giustizia, con sede a L’Aia.

2004: Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, è colpito da un grave ictus cerebrale. Ricoverato d’urgenza, riuscirà in seguito a tornare ad occupare il suo ruolo guida nel partito del Carroccio.
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COMPLEANNI E LUTTI

L’11 Marzo nascono il poeta Torquato Tasso (1544-1595), il musicista argentino Astor Piazzolla (1921-1992), il magnate australiano dei media Rupert Murdoch (1931), l’attrice Sandra Milo (1933), il fotografo e regista americano David Lachapelle (1963).

Nello stesso giorno muoiono lo scienziato scozzese Alexander Fleming (1881-1955) scopritore della pennicilina, e il politico serbo Slobodan Milosevic (1941-2006).


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